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Rimpasti teutonici

Ministro a orologeria

Sulla stampa tedesca, il giallo delle dimissioni di Wolfgang Schäuble.

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Da Berlino
Pierluigi Mennitti

Non sarebbero davvero un bel segnale, in una fase così complicata dell’economia mondiale, le dimissioni del ministro delle Finanze tedesco. E infatti Angela Merkel ha smentito. Ha negato di lavorare a un rimpasto di governo e di pensare di poter fare a meno di Wolfgang Schäuble, il politico con maggiore esperienza del suo gabinetto (e della Cdu). Ma curiosamente, invece di allontanare il sospetto, le sue smentite hanno moltiplicato le speculazioni negli ambienti politici berlinesi e sulla stampa.

Manovre in sordina nel ministero

Dal 14 fino al 16 novembre, la Cdu celebra il suo congresso a Karlsruhe, dove nella notte un incendio ha distrutto parte dello zoo cittadino, uccidendo 26 animali che non sono riusciti a sfuggire al fuoco.
Le fiamme attorno a Schäuble saranno certamente meno cruente, eppure, come ha sottolineato il sito di Focus, attorno al custode delle finanze tedesche si addensano dubbi crescenti. Innanzitutto, quelli legati alla sua condizione di salute. Il ministro è da poco rientrato in sede, dopo quasi quattro settimane trascorse in ospedale per la ferita di una vecchia operazione non curata.
Un periodo di tempo nel quale aveva lasciato trapelare l’intenzione di voler valutare seriamente la sua capacità di proseguire il lavoro. E, secondo informazioni raccolte dal magazine in ambienti a lui vicini, «Schäuble non esclude un suo volontario abbandono all’inizio del prossimo anno». Dietro le quinte dell’ufficialità, nessuno dei ministri crede che resterà al suo posto fino alla fine della legislatura e anzi, ha rivelato Focus citando sotto anonimato un membro dell’esecutivo «nessuno pensa che supererà il Natale».
«È un ministro a tempo», ha confessato un dirigente della Cdu, anche lui sotto anonimato, «e su questo tempo, sarà lui stesso a decidere». Alcuni movimenti all’interno dell’apparato ministeriale vengono interpretati come la testimonianza che, invece, Angela Merkel e lo stesso Schäuble stiano già lavorando a un piano B: come lo spostamento del più stretto collaboratore del ministro, Bruno Kahl, dall’ufficio ministeriale al vertice di un dipartimento.

Più di un ministro, un uomo di spogliatoio

Un altro cambio, invece, è avvenuto nei giorni scorsi senza che il titolare delle Finanze potesse farci molto. Il suo addetto stampa, Michael Offer, bruscamente rimproverato durante una conferenza stampa ormai divenuta un tormentone sul web, ha fatto le valigie ritenendo ormai rotto il rapporto di fiducia che lo legava al ministro.
La sfuriata pubblica di Schäuble, che di fronte a una nutrita platea di giornalisti ha sospeso la conferenza stampa in attesa che il suo addetto facesse stampare e distribuire ai presenti le fotocopie di alcuni allegati sulle tasse, è stata giudicata da molti osservatori come la testimonianza di un nervosismo eccessivo, riproponendo gli interrogativi sulla capacità di ricoprire il delicato ruolo con serenità.
Oltre che dalla Merkel, con la quale Schäuble ha avuto un colloquio a quattr’occhi prima del vertice G20 a Seoul, parole di sostegno gli sono giunte dal ministro del Lavoro Ursula von der Leyen che, in un’intervista nell’edizione del 14 novembre della Bild am Sonntag, ha giudicato la sua presenza irrinunciabile: «È la nostra insostituibile ancora per la fiducia e per i rapporti interni all’esecutivo, è un europeista convinto e un importante consigliere, assai utile per i consigli che offre ai colleghi più giovani». Insomma, quello che in gergo sportivo si direbbe un uomo di spogliatoio.

Meno tasse vs consolidamento del bilancio

Ma oltre alla salute e all’umore, ci sono anche i temi strettamente politici e su questi la pressione sul custode del tesoro statale tedesco cresce anche all’interno del suo stesso partito. Lo Spiegel ha riportato critiche crescenti raccolte all’interno dell’assise dei cristiano-democratici di Karlsruhe, questa volta facendo nomi e cognomi.
Come quello di Christian von Stetten, politico di seconda fila della Cdu, il quale ha accusato il ministro di pensare troppo al consolidamento dei conti pubblici e poco alla riduzione delle tasse per i cittadini: «Sarebbe ora che facesse propria questa riforma», ha dichiarato, «che faceva parte del programma di governo e delle promesse elettorali fatte ai nostri elettori».
Sembra un film già visto in tutti gli altri Paesi europei, dove i ministri delle Finanze sono alle prese con piani di risparmio per rafforzare le mura statali dopo il biennio di crisi globale. Il ministro non ha intenzione di cedere, almeno finché resterà al suo posto. Questa intenzione è riportata in altre indiscrezioni che Focus ha raccolto nell’entourage di Schäuble: «Prima di mollare vuole rafforzare la sua posizione e conta sull’aiuto della cancelliera per disinnescare alcune polemiche sulla questione dell’alleggerimento fiscale».

Il 58% dei tedeschi è per abbattere il debito

Dalla sua parte c’è l’opinione dei cittadini. L’ultimo sondaggio mensile del Politbarometer reso pubblico della seconda rete televisiva pubblica Zdf, una sorta di check-up sullo stato dei partiti e sui principali temi politici sul tappeto, alla domanda su cosa il governo dovrebbe fare dei maggiori introiti recuperati attraverso la leva fiscale, il 58% ha optato per l’abbattimento del debito e solo il 29% ha chiesto una diminuzione delle tasse.
Forti di questi dati, ai quali si aggiunge, oltre alla crescita elettorale dei Verdi (leggi l'articolo), anche un maggiore apprezzamento per l’azione di guida di Angela Merkel, Schäuble e la cancelliera potranno tenere il punto nei confronti delle spinte che vengono dai partner dell’Fdp e da alcune correnti interne della Cdu. Poi arriverà Natale e i nodi al ministero delle Finanze dovranno essere sciolti.

Domenica, 14 Novembre 2010


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Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze tedesco, con il suo omologo italaino Giulio Tremonti a Bruxelles (La Presse).

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