PERSONAGGIO
Sonny, il ring è All Blacks
La doppia vita di Williams, campione di rugby e di pugilato.
di Giorgio Caccamo
Inarrestabile con l'ovale tra le mani, imbattibile sul ring. Per Sonny Bill Williams dalla haka al ko, il passo è stato breve. Fino a martedì 7 febbraio, il 26enne era conosciuto per essersi laureato campione del mondo nel 2011 con gli All Blacks, la nazionale neozelandese di rugby. Poi la svolta: Williams ha messo al tappeto il 34enne Clarence Tillman III e ha conquistato il titolo nazionale dei pesi massimi.
Gli è bastata una ripresa - poco più di un minuto - per liberarsi dell'avversario: grazie al knock out il ragazzo di Auckland si è vendicato di quel pugno che Tillman gli aveva rifilato nel pre-match. «Mi ha colto di sorpresa», ha poi commentato Williams, «e mi ha dato una motivazione supplementare per batterlo».
PRIMI INCONTRI DAL 2009. Era il 2009 quando «Sbw» decise di sfruttare il suo corpo statuario (191 centimetri d'altezza per 108 chili) diventando pugile. Messe da parte le scarpe chiodate per indossare i guantoni, il neozelandese, che di professione gioca come ala o centro dei Waikato Chiefs di Hamilton, ha iniziato la carriera sul ring con incontri facili. Prima di arrivare al titolo nazionale, si è infatti scelto come avversari pugili semisconosciuti, a loro volta al debutto come professionisti della boxe.
TITOLATO IN DUE DISCIPLINE. In realtà l'avversario per il titolo sarebbe dovuto essere Richard Tutaki. Peccato però che a metà gennaio sia stato arrestato per possesso di droga, ricettazione, guida pericolosa, resistenza a pubblico ufficiale e un’altra manciata di reati.
Battuto Tillman, il rugbista ha così aggiunto al suo curriculum sportivo un altro primato. Dopo esser diventato il secondo neozelandese ad aver giocato con la maglia della nazionale sia nella Rugby league (il gioco a 13) sia nella Rugby union (a 15), adesso è anche uno dei pochi atleti ad aver vinto titoli in due discipline diverse.
Le accuse di essere alla ricerca di fama e affari
L'incontro per «Sbw» in realtà era il banco di prova per capire se stesse facendo sul serio, oppure se le sue scorribande sul ring fossero solo un passatempo tra una partita e l'altra. O magari per provare emozioni ancora più forti di quelle del rugby.
In realtà il rugbista viene spesso rimproverato di cercare fama e affari. Nulla di scandaloso, visto che sono in molti che dalla fine del dilettantismo nel rugby nel 1995, si sono lanciati in avventure diverse per farsi un po' di pubblicità.
PIACE AGLI SPONSOR E ALLE DONNE. Williams, che pochi giorni prima di vincere il titolo nel pugilato avrebbe rifiutato il rinnovo del contratto con l'Adidas, non piace soltanto agli sponsor. È telegenico e i suoi flirt sono molto chiacchierati.
Nel 2007, quando era fidanzato con Genna Shaw, i tabloid inglesi lo hanno bersagliato per alcune foto compromettenti con la modella e surfista Candice Falzon. Negli ultimi mesi si era invece parlato di una scappatella con Aleisha Berryman, rugbista pure lei. Ufficialmente, però, il pugile del rugby è legato a Jamie Ridge, figlia di Matthew, ex star della Rugby league.
Primo musulmano a giocare con gli All Blacks
Più che per le performance sportive, in effetti, Williams ha fatto spesso parlare di sé per la vita privata. Prima di diventare il primo All Blacks a conquistare il titolo nazionale di boxe, nel 2008 il rugbista aveva rotto un altro tabù. Convertitosi all'Islam, Williams è infatti il primo giocatore musulmano a vestire la maglia della Nuova Zelanda di rugby.
DIPENDENZA DALL'ALCOL. Eppure nella vita del ragazzo di Auckland c'è anche qualche ombra. Lontano dal campo ha avuto qualche problema con l'alcol, cruccio di molti rugbisti.
Per Williams, però, le cose hanno rischiato di mettersi molto male nel 2005, quando giocava con la squadra australiana dei Bulldogs: ubriaco si mise alla guida della sua auto. Per fortuna una pattuglia della polizia lo fermò in tempo e una corte di Waverley, vicino Sydney, lo condannò a cinque mesi di sospensione della patente e 5 mila dollari di multa per guida in stato d’ebbrezza.
Due anni dopo, «Sbw» ci ricascò, ma questa volta preferì non guidare. Scelse di urinare per strada, vicino a un night club di Sydney: ne uscì senza farsi troppo male, ma con con 650 dollari di multa.
INFORTUNIO PER SCIARE. Disintossicatosi dall’alcol, a Williams sono rimaste due passioni: le belle donne e lo sport. Rugby e pugilato a parte, al super atleta di Auckland piace anche lo sci. Lo sanno bene i suoi ex compagni di squadra della Canterbury rugby union.
Il 25 agosto 2010 Williams non giocò la partita contro Tasman. La scusa ufficiale era un infortunio, ma in realtà se ne andò a sciare. Chissà che dopo il titolo nella boxe, non decida di cimentarsi pure sulle piste innevate.
Mercoledì, 08 Febbraio 2012

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