TELEVISIONE
Rai, enigma fiction
Nuove mini serie, scontro Lei-Garimberti. Idea Fazio su RaiUno.
di Renato Stanco
Forse aveva ragione Nanni Moretti: le parole sono importanti. Talmente importanti che usarne una al posto di un’altra sposta le montagne o fa saltare un piano fiction.
Roba da milioni di euro, visto che il piano messo a punto dal direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce e che deve essre approvato dal consiglio d'amministrazione, comprenderebbe poco meno di una trentina di titoli per un ammontare complessivo di oltre 150 milioni.
FAZIO DA RAIUNO A RAITRE. Tra le questioni aperte è spuntata a sorpresa anche quella di un trasloco di Che tempo che fa su RaiUno, ma non prima di ottobre. L'idea, legata al piano fiction, sarebbe quella di rinnovare la domenica sera della rete ammiraglia dove, dopo un'ora del programma di infotainment di successo di Fabio Fazio, si ipotizzerebbe di sperimentare un palinsesto all'americana con le serie tivù più popolari nel nuovo formato di 60 minuti.
Ma sarebbero state espresse critiche nel consiglio in merito ai costi dell'operazione perché quelli delle serie si aggirerebbero intorno ai 30 milioni di euro e andrebbero comunque aggiunti alle spese necessarie per la parte di palinsesto rimasta scoperta. Da RaiTre Loris Mazzetti, capostruttura responsabile della trasmissione di Fazio, ha smentito, rilanciato la possibilità di un ritorno di Roberto Saviano.
RIUNIONE FERMA PER APPROFONDIMENTI. Il consiglio di amministrazione si è però incagliato sul termine «approfondimento». Alla luce delle osservazioni fatte dalla maggioranza degli amministratori di Viale Mazzini, il direttore generale Lorenza Lei si è riservata di effettuare ulteriori «approfondimenti», per presentarli nelle prossime sedute consiliari.
In particolare, avrebbero espresso perplessità Giorgio Van Straten, Rodolfo De Laurentiis e Alessio Gorla, con osservazioni che sarebbero però state condivise da tutto il consiglio.
Le critiche avrebbero riguardato, tra l’altro, l’assenza di una linea editoriale complessiva, con prodotti ritenuti di scarsa qualità o poco adatti al servizio pubblico; la mancanza di temi sociali di attualità; la logica di spalmare i finanziamenti su molti produttori per accontentare tutti.
FICTION TROPPO COSTOSE. Il direttore generale avrebbe quindi fatto presente che, a fronte delle osservazioni, il piano dovrebbe poter tornare in consiglio a fine febbraio. Sulla richiesta di Van Straten di far luce sul costo di attivazione ritenuto eccessivo della fiction Bentornato Nero Wolfe, prodotta da Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, i sindaci revisori della tivù pubblica si sarebbero riservati di dare una risposta. E a quel punto in molti hanno iniziato a parlare di «ritiro» del piano e non più di approfondimento.
Braccio di ferro tra Lei e Garimberti
Del resto, le eccezioni sollevate dai consiglieri, più che far pensare a legittime critiche, suonano come una sonora bocciatura dell’intero piano dell’agenda fiction. Difficile, a questo punto, non vedere dietro allo scontro sugli sceneggiati un vero e proprio braccio di ferro fra coloro che sostengono la linea del direttore generale e quanti appoggiano la linea del presidente Paolo Garimberti. Il quale sta chiedendo, con tutti i mezzi a sua disposizione, al governo un intervento mirato sulla governance della Rai.
GUARDÌ ATTENDE IL CONTRATTO. E che lo scontro sia senza esclusione di colpi lo dimostra il fatto da lunedì 13 febbraio i sindaci devono dare una risposta anche sul contratto quadriennale firmato dal regista Michele Guardì nel corso della gestione dell’ex direttore generale Mauro Masi, sul quale il consigliere indicato dal Partito democratico, Van Straten, avrebbe espresso forti perplessità.
ACCORDO SOTTO I 2,5 MILIONI DI EURO. L’amministratore della Rai avrebbe sollevato dubbi sulla competenza dell’ex direttore generale a firmare il contratto senza passare dal consiglio d'amministrazione. L’accordo ammonterebbe a 2,4 milioni di euro di minimo garantito e quindi è sotto la soglia dei 2,5 milioni, oltre la quale deve esprimersi il consiglio. Eppure secondo Van Straten, anche alla luce del conguaglio di 400 mila euro conferito nel 2011 del vecchio contratto con Guardì, l'accordo è comunque destinato a salire oltre quella soglia e quindi deve essere approvato. In questo caso, più che le parole, a essere importanti sono le cifre.
Giovedì, 09 Febbraio 2012

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