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LA POLEMICA

Sanremo, una parolaccia ci salverà

Il trash fa sempre più presa in tivù.

di Bruno Giurato

Sarà sicuramente ricordato per essere il primo Festival commissariato dalla Rai. Ma, prima che il direttore Lorenza Lei mandasse Antonio Marano a coordinare la kermesse, Sanremo 2012 era già degno di menzione se non altro per le parolacce.
Ingrediente che pare non essere dispiaciuto ai telespettatori che, come spesso accade, ha dato segnali di schizofrenia. C'è stato infatti un abisso tra i commenti sui giornali e sui social network, tutti negativi, e i risultati Auditel più che positivi: la prima serata ha raggiunto i 14 milioni e 378 mila spettatori. Con una media poco inferiore ai due ultimi record: quello del 2011 (sempre con Gianni Morandi) e quello del 2005 (con Paolo Bonolis).
MENTULE PER TUTTI. Sarà merito del turpiloquio. Perché se c'è un fatto che colpisce, nell'ansia generale di “svecchiare” il festival, è il definitivo sdoganamento della volgarità sul palco più nazional-popolare d'Italia.
Luca e Paolo nel monologo iniziale ci hanno abboffato di bisillabi che iniziano con “ci” e finiscono con “o”. Anche Rocco Papaleo ha fatto la sua coprolalica parte. E perfino Gianni Morandi si è lasciato scappare (o ha voluto farsene scappare) una mentula.

Non sono solo parolacce: spazio all'invettiva

La parolaccia come ultima risorsa, dunque, per uno spettacolo costruito su lentezza ed errori. Dal flop clamoroso del sistema di voto al la performance in playback di Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis 'supplenti' di Ivana Mazrova, fini agli inciampi di Celentano che ha dimanticato il testo del monologo.
LE VENDETTE PRIVATE DI ADRIANO. Il non più tanto molleggiato, al di là della trovata sulla necessità le Paradiso (e sulla maestria di interprete), ha centrasto il proprio fluviale intervento su invettive 'politiche' che, in verità, sembravano piccole vendette private: Avvenire e Famiglia Cristiana attaccati perché avevano osato criticarlo. Aldo Grasso, il critico televisivo del Corriere della Sera, definito «un deficiente che scrive idiozie». Più che telepredicatore Celentano è sembrato uno che usa il paradiso come instrumentum regni: per il potere del Clan.
BELLEZZE IN PASSERELLA. Insomma, una prima serata condita di polemiche, parolacce, invettive ed errori. Con una Belen Rodriguez scesa tra il pubblico per farsi ammirare da vicino in stile Sagra del pezzo duro a Mammola (Rc).L'impressione è stata quella di uno show che recupera in trash quello che manca dal punto di vista della qualità.
In fondo nella gara agli ascolti tutto fa brodo: non si sa mai se il pubblico guarda Sanremo per interesse o per farsi due risate. E alle brutte, come Benigni da Fiorello, ci si riprende con la finta disinvoltura di un po' di coprolalia. Allo stato dell'arte il sottotesto sanremese sembra essere: «Solo una mentula ci può salvare».

Mercoledì, 15 Febbraio 2012


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Gianni Morandi e Adriano Celentano.

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