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TENSIONE

Siria, Conroy e Bouvier evacuati in Libano

Conferme da Sarkozy. Nel Paese 7.500 morti da inizio repressione.

È finito l'incubo di Paul Conroy e Edith Bouvier, i reporter feriti nella città siriana di Homs, ed entrambi evacuati in Libano. La tanto attesa notizia è arrivata, martedì 28 febbraio. Prima il Sunday Times aveva annunciato il trasferimento a Beirut del suo fotografo, poi, poco dopo, è stato un funzionario libanese a dare conferme anche sulla reporter francese.
I genitori del fotoreporter freelance del Sunday Times  - in Siria come inviato per il domenicale britannico -  avevano riferito che era stato evacuato verso il Libano. Si erano susseguite voci certe e poi smentite sulle sorti sia di Conray che della collega francese de Le Figaro, Edith Bouvier, anche lei bloccata a Homs dopo gli ultimi fatti di sangue. 
IL SUNDAY TIMES: «CONROY È A BEIRUT». Nel pomeriggio è arrivata la conferma ufficiale da un comunicato del Sunday Times: «Il giornale può confermare che il fotografo Paul Conroy si trova al sicuro in Libano. Sta bene ed è di buon umore». Di lì a poco la conferma è arrivata anche per Edith Bouvier. A riferire del suo arrivo in Libano sono state fonti istituzionali di Beirut. «I giornalisti Edith Bouvier e Paul Conroy sono arrivati nella notte in Libano e sono sani e salvi», ha precisato il funzionario, «Paul Conroy su trova nell'ambasciata britannica in buone condizioni. Edith Bouvier è anche lei in Libano ma non abbiano informazioni sul luogo esatto dove si trovi».

Sarkozy: «Non è stato facile, sono contento»

Conferme anche dalla Francia, attraverso il presidente Nicolas Sarkozy, che, secondo quanto riferito dalla tivù francese I-tele ha confermato l'evacuazione in Libano della giornalista francese. Il presidente ha espresso la sua soddisfazione per l'esito della vicenda durante un incontro elettorale: «Sono molto contento che l'incubo sia finito», ha detto Sarkozy, aggiungendo che Edith Bouvier riporta molteplici fratture. Il presidente della Repubblica francese ha poi commentato le trattative per evacuarla da Homs: «Non sono state estremamente facili».
IN MATTINA LE SMENTITE DALLA FRANCIA E DALLA CNN. Già in mattina si erano diffuso notizie sull'evacuazione dei due giornaliste, poi smentite da varie fonti. Il ministero degli Esteri francese aveva detto, attraverso il suo portavoce Bernard Valero, di non avere elementi sufficienti per confermare la notizia dell'evacuazione della giornalista di Le Figaro, e di essere ancora impegnato per portare in salvo la reporter.
La Cnn aveva invece annunciato che Edith Bouvier si trova «Ancora a Homs» per sua scelta. Secondo quanto riportato dalla tivù americana, la giornalista francese si sarebbe rifiutata di lasciare la città senza l'assicurazione da parte delle autorità siriane che non le vengano confiscate le foto e le registrazioni raccolte durante il suo reportage nel Paese.

L'Onu: «Oltre 7.500 morti dall'inizio della repressione»

Intanto i conteggi su guerra e morti si gonfiano sempre di più: la repressione portata avanti dal regime di Assad ha finora provocato oltre 7.500 morti, 60 solo il 28 febbraio. I rifugiati sono circa 25 mila.
È la denuncia del sottosegretario generale agli affari politici dell'Onu, Lynn Pascoe, intervenuto nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza.
NUNZIO: «FUCILATO UN PICCOLO DI 10 MESI». Il particolare macabro l'ha raccontato il nunzio a Damasco, mons. Mario Zenari: «Mi ha impressionato vedere i bambini vittime di questo conflitto. L'Unicef parla ormai di 500 bambini morti. Qualche giorno fa leggevo una notizia di un piccolo bebé, di solo 10 mesi, che era stato anche lui preso con tutta la sua famiglia, se non erro di 17 persone, in una città vicino a Homs: tutta la famiglia è stata messa al muro e mitragliata, compreso questo bebé di 10 mesi. Qualche giorno prima avevo letto un'altra storia, ancora molto triste: una bambina che partecipava al funerale di un'altra bambina falciata da colpi di arma da fuoco».

Martedì, 28 Febbraio 2012


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Paul Conroy e Edith Bouvier, i giornalisti feriti a Homs.

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