Clima, negli Emirati Arabi Uniti si fabbrica la pioggia

Il ricco Paese della Penisola araba è a corto d'acqua. E così cerca un modo per aumentare le precipitazioni. 'Strizzando' con la chimica le nuvole fino all'ultima goccia.

29 Gennaio 2016

Un pilota e un ufficiale degli Emirati Arabi Uniti controllano un aereo prima del decollo. I razzi posti sulle ali sparano la miscela che aiuta la formazione della pioggia.

(© Marwan Naamani/AFP/Getty Images/Guardian) Un pilota e un ufficiale degli Emirati Arabi Uniti controllano un aereo prima del decollo. I razzi posti sulle ali sparano la miscela che aiuta la formazione della pioggia.

Se la danza della pioggia non funziona, l'uomo può sempre cercare di cavarsela con la tecnologia.
Gli Emirati arabi uniti sono preoccupati per il futuro del clima della Penisola araba, sempre più secco e arido, e stanno cercando un modo efficace per procacciarsi la pioggia che la natura non vuole fornirgli.
Molto semplicemente, si stanno ingegnando per “fabbricare” ciò che gli manca.
E stanno ottenendo ottimi risultati.
L'obiettivo è spremere le nuvole fino a farne uscire tutta l'umidità di cui sono provviste, ma che senza un aiutino non si trasformerebbe in acqua.
ESPERIMENTO RIUSCITO. Il Guardian riferisce che uno degli esperimenti dei ricercatori impegnati nella missione è riuscito: gli emiri hanno fatto piovere.
«In una mattina invernale in uno dei Paesi più secchi e più in difficoltà dal punto di vista idrico», scrive sul quotidiano britannico Suzanne Goldenberg, «il meteorologo Sufian Khaled Farrah guarda il radar mentre un fronte freddo si dirige verso la costa, e chiama istantaneamente il controllo del traffico aereo».
Nelle successive 15 ore, racconta il Guardian, sei aerei hanno preso il volo puntando verso le nuvole in arrivo. Una volta nelle nuvole, hanno azionato 162 razzi caricati con delle particelle di cloruro di potassio e cloruro di sodio, sparandone il contenuto nelle nuvole.
 

  • Fonte: Guardian.
     

Poco dopo, una leggera pioggerellina è iniziata a cadere sugli Emirati Arabi.
«Farrah ha fatto piovere».
UNA FONTE D'ACQUA ECONOMICA. «Ci sono molti modi per assicurarsi l'acqua», ha spiegato Masataka Murakami dell'Università di Nagoya, che guida uno dei team vincitori del bando di 5 milioni di dollari lanciato dagli emiri per il progetto, «ma solo l'incremento delle precipitazioni può produrre una quantità d'acqua sufficiente per l'industria, l'irrigazione e gli altri utilizzi in maniera economica».
Fin dagli Anni 90 gli Emirati hanno investito in operazioni per modificare il clima, lavorando con la Nasa e altri operatori privati per aumentare le precipitazioni e diminuire l'aridità naturale del loro territorio.
 

  • Gli aerei in azione (Uaerep/Guardian).


COSTI DEGLI IMPIANTI PROIBITIVI. Secondo alcune stime, verso il 2050 il Paese sarà disperatamente a corto d'acqua, e i costi per tenere in funzione gli impianti di desalinizzazione (attualmente la principale fonte d'acqua dolce) sono già adesso proibitivi.
Funzionano a combustibili fossili e consumano circa il 20% di tutta la produzione elettrica del Paese.
Con i prezzi del petrolio intorno ai 30 dollari al barile, le autorità sanno che la dipendenza da questi impianti è un lusso che nemmeno la “Svizzera” d'Arabia può permettersi.
E hanno deciso di rimediare spremendo le nuvole fino all'ultima goccia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
prev
next