Euro 2016, possibili match a porte chiuse

Le forze di sicurezza temono attentati. E indicano gli Azzurri tra i bersagli sensibili.

02 Marzo 2016

L'Allianz Rivera di Nizza, uno degli stadi di Euro 2016.

(© GettyImages) L'Allianz Rivera di Nizza, uno degli stadi di Euro 2016.

Il terrorismo allunga la sua ombra sull'Europeo di calcio in programma in Francia dal 10 giugno al 10 luglio 2016.
A 100 giorni dal calcio d'inizio, il 2 marzo, gli organizzatori hanno parlato per la prima volta di possibili incontri a porte chiuse.
E tra gli obiettivi più sensibili ci sarebbe proprio la delegazione italiana. «Il rischio», ha detto una fonte della sicurezza internazionale, «verrà valutato all'approssimarsi dell'inizio del torneo, il 10 giugno. Le condizioni saranno cambiate rispetto ad oggi, così come i rischi legati alla politica internazionale. L'Italia è data come un obiettivo potenzialmente in crescita».
GENDARMI NEI RITIRI. La stessa fonte ha anticipato che nei ritiri e nei campi base saranno presenti uomini dei Gign e del Raid, le forze di sicurezza francese antiterrorismo: «Come minimo due per ogni ritiro» e a crescere, senza limiti, in casi di rischio particolarmente elevato.
D'altra parte lo Stade de France di Saint Denis è già stato teatro degli attacchi di Pariti del 13 novembre 2015, quando il rumore delle esplosioni dei kamikaze dell'Isis arrivò fin dentro il campo in cui si stavano affrontando in amichevole Francia e Germania.
Impossibile dunque abbassare la guardia per quella che sarà l'edizione più lunga e ricca nella storia della rassegna continentale, con 24 squadre nazionali impegnate in 10 città per 51 partite nell'arco di un mese.
POSSIBILE LO SPOSTAMENTO DELLE GARE. Martin Kallen, direttore generale di Euro 2016, ha ipotizzato «incontri rinviati o in ritardo», partite spostate in sedi diverse da quelle previste e match senza pubblico.
Le fonti della sicurezza hanno spiegato che le visite dei rappresentanti di ogni Paese rappresentato all'Euro 2016 cominciano proprio nei prossimi giorni.
Nel mirino, secondo gli organizzatori, ci sono soprattutto «cinque partite» fra le 36 della prima fase, quelle sulle quali si sta al momento muovendo la sicurezza. Non si sa quali siano, anche se gli indizi tendono a concentrarsi su quelle che vedono coinvolti i Paesi già considerati a rischio jihad, Francia in testa.
Per quanto riguarda gli azzurri, almeno sulla carta, potrebbe essere sotto osservazione Belgio-Italia del 13 giugno a Lione, visto anche come il territorio belga si è dimostrato centrale nell'organizzazione e nella logistica degli attentati.

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