Gli indigeni australiani sono la civiltà più antica del mondo

Gli uomini moderni sono discendenti di un'unica ondata di migranti. Che lasciarono l'Africa circa 72 mila anni fa. La conferma arriva da uno studio genomico pubblicato su Nature.

22 Settembre 2016

Un gruppo di aborigeni australiani.

(© Getty Images) Un gruppo di aborigeni australiani.

Gli uomini moderni sono tutti discendenti di un'unica ondata di migranti che lasciarono l'Africa circa 72 mila anni fa.
A rivelarlo è uno studio genomico che conferma che gli aborigeni di oggi hanno come antenati i primi esseri umani che abitarono l'Australia e che costituiscono la più antica civilizzazione ininterrotta sulla Terra.
Le conclusioni derivano da uno dei tre studi appena pubblicati su Nature, che esaminano la dispersione dell'uomo moderno, dal comune luogo di nascita evolutivo in Africa verso Europa, Asia e Oceania.
DUE CORRENTI DI PENSIERO. Finora gli antropologi si erano divisi fra chi sostiene che noi tutti condividiamo gli stessi antenati da un singolo evento di migrazione di massa e chi ipotizza una dispersione in flussi e tempi distinti.
Lo studio, guidato da Michael Westaway della Griffith University del Queensland ed Eske Willersley dell'University of Cambridge e condotto con la collaborazione di anziani e di leader di varie comunità indigene d'Australia, si è basato su dati genetici di persone di 280 diverse popolazioni insediate in regioni del mondo in gran parte sottostudiate.
E i dati confermano la teoria dell'unica ondata.
ADATTAMENTI BIOLOGICI UNICI. Le informazioni genetiche mostrano inoltre che le popolazioni aborigene che vivono in condizioni desertiche hanno sviluppato adattamenti biologici unici per sopravvivere in condizioni aride e con temperature notturne sotto zero, senza mostrare gli aumenti dei tassi metabolici osservati negli europei nelle stesse condizioni.
La lunga storia dell'occupazione umana dell'Australia viene citata come evidenza che gli indigeni di Papua, a Nord del continente australiano, e quelli australiani derivano da una migrazione precedente rispetto agli antenati dei popoli euroasiatici.
I ricercatori hanno registrato le sequenze genetiche di 83 aborigeni australiani del gruppo linguistico Pama-Nyungan, che copre il 90% del continente, e di 25 indigeni degli altipiani di Papua.
LA COLONIZZAZIONE DELL'AUSTRALIA. Lo studio mostra evidenze di un solo evento di colonizzazione in Australia e di una continuità di occupazione della stessa firma genetica, lungo un arco di circa 40 mila anni.
Rivela che gli antenati dei papuasici e degli aborigeni lasciarono l'Africa circa 72 mila anni fa e si distaccarono dal gruppo principale attorno a 58 mila anni fa.
Raggiunsero quindi il supercontinente detto Sahul, che originariamente riuniva Tasmania, Australia e Nuova Guinea 50 mila ani fa, raccogliendo lungo la strada genoma da Neanderthal, da Denisoviani asiatici e da altri ominidi poi estinti.
I papuasici e gli aborigeni si separarono poi 37 mila anni fa, molto prima che i continenti si dividessero 8 mila anni fa.
La sequenza del genoma mostra anche gli aborigeni australiani si sono adattati biologicamente all'ambiente, un tratto rafforzato dalla lunga occupazione del continente. 

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