Juventus-Bayern Monaco: 10 cose da sapere sui bavaresi

Avversari ma simili. I rivali dei bianconeri in Champions spiegati a punti.

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23 Febbraio 2016

Hanno vinto tutto, sono la squadra più tifata e allo stesso tempo odiata del Paese, negli ultimi anni qualche scandalo di troppo ha macchiato almeno parzialmente la loro storia.
Sembra la Juventus? E invece è il Bayern Monaco, che il 23 febbraio 2016 arriva allo Stadium per l'andata degli ottavi di finale di Champions League.
Un match che vale il passaggio del turno, ma che è anche un incrocio tra due club che si assomigliano moltissimo. E non solo perché, nei loro primi anni di vita, i bavaresi giocavano con la maglia bianca e i calzoncini neri.

 

  • I giocatori del Bayern Monaco esultano dopo un gol (©Getty Images).

 

1. Record di titoli e finali perse

Come la Juventus, il Bayern Monaco è il club calcistico più vincente nel suo Paese.
AL BAYERN DUE TITOLI IN PIÙ. Il conto dei trofei vede i bavaresi in vantaggio 63-61 (sarebbe pareggio se non fosse per i due scudetti revocati ai bianconeri dopo Calciopoli). Tra i trofei del Bayern spiccano 25 titoli di campione di Germania, 17 Coppe nazionali, 5 Coppe dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa Uefa, 1 Supercoppa Europea, 2 Intercontinentali e 1 Mondiale per Club.
La Juventus ha vinto più volte il campionato (31), ma vanta tre Coppe dei Campioni in meno. In compenso è davanti per finali perse: sei, contro le cinque del Bayern.

2. Base per la nazionale

La Juventus, nel corso della sua storia, ha 'prestato' 138 giocatori alla causa Azzurra, e 22 di essi si sono laureati campioni del mondo.
Quando la Germania ha conquistato il Mondiale di Brasile 2014, nella sua rosa c'erano sette giocatori del Bayern Monaco: Manuel Neuer, Bastian Schweinsteiger, Philippe Lahm, Thomas Müller, Tony Kroos, Jerôme Boateng e l'autore del gol decisivo nella finale contro l'Argentina, Mario Götze.
IN SEI NEL GIRO TEDESCO. Oggi che Lahm ha deciso di concentrarsi solo sul Bayern e Schweinsteiger è passato al Manchester United, restano comunque nel giro gli altri cinque, ai quali si aggiunge Holger Badstuber.
Se si scorre la lista dei giocatori più presenti nella storia della nazionale tedesca, si scopre poi che i primi sette hanno giocato nel Bayern: Lothar Matthäus, Miroslav Klose, Lukas Podolski, Philippe Lahm, Bastian Schweinsteiger, Jurgen Klinsmann, Jurgen Köhler. Tutto 'bavarese' anche il podio dei maggiori marcatori: Klose, Gerd Müller e Podolski, con Klinsmann al quarto posto.
Che Germania sarebbe senza Bayern?

3. Uno stadio moderno e funzionale

La Juventus è stata la prima squadra italiana a dotarsi di uno stadio di proprietà: 41.475 posti a sedere in un impianto costato 155 milioni di euro. Poco in confronto alla Allianz Arena. Progettata dallo studio svizzero Herzog & De Meuron e costruita per il Mondiale di Germania 2006, può contenere 75.024 spettatori ed è costata 340 milioni.
L'ALLIANZ CAMBIA PELLE. Il rivestimento esterno cambia colore diventando rosso quando ci gioca il Bayern, bianco quando ospita la nazionale, blu quando c'è una partita del Monaco 1860. Persino il nome muta a seconda delle occasioni: i regolamenti Fifa e Uefa, infatti, impediscono che uno stadio possa portare il nome di uno sponsor, così durante Germania 2006 l'impianto si chiamava Fifa World Cup Stadium Munich, e nelle partite di Champions League si trasforma in Fußball Arena München, e scompare dalla facciata il nome della compagnia assicurativa che si è assicurata l'esclusiva per 30 anni al prezzo di 80 milioni di euro.

4. Un fatturato da 474 milioni

Il primato dei due club nei rispettivi Paesi non riguarda solo il campo e i trofei conquistati, ma anche i conti. E se la Juventus è la più virtuosa tra le società d'Italia, con 328 milioni di ricavi e un utile di 2,3 milioni (decimo posto tra i club europei), il Bayern viaggia a velocità decisamente più sostenuta. Il fatturato dei bavaresi, nell'ultimo anno, ha raggiunto 474 milioni, con un utile netto da 23 milioni (quinto posto in Europa).
I DIRITTI TIVÙ PESANO POCO. Un successo che dipende relativamente poco dai diritti tivù nazionali (58,3 milioni contro i 94 incassati dalla Juventus) e poggia soprattutto su sponsorizzazioni come Deutsche Telekom (40 milioni all'anno fino al 2023), Adidas (60 milioni all'anno) e Allianz (6 milioni all'anno fino al 2041). Adidas e Allianz sono inoltre azionisti del club (entrambe con una quota dell'8,33%, alla pari di Audi).

5. Milioni investiti nel settore giovanile

Una situazione così solida può permettere di guardare con ottimismo al futuro. Ed è in quest'ottica che il Bayern ha previsto un investimento di 70 milioni per un nuovo centro polifunzionale.
NON SOLO CALCIO. Campi da calcio, un piccolo stadio da 2.500 posti, un'arena indoor per il basket e la pallamano, un'area interamente dedicata al settore giovanile.
La Juventus ha fatto qualcosa di simile, limitandosi però a una spesa di 40 milioni. Sperando che da quei soldi nascano i nuovi Marchisio, Müller e Lahm.

6. Hoeneß e Beckenbauer, presidenti segnati dagli scandali

Ma ad accomunare i due club ci sono anche gli scandali dell'epoca recente. Se la Juventus è inciampata in Calciopoli, retrocedendo in Serie B a causa dei tentativi di influenzare le assegnazioni arbitrali da parte di dirigenti come Luciano Moggi, Roberto Bettega e Antonio Giraudo, il Bayern è stato solo sfiorato dai guai giudiziari dei suoi presidenti.
EVASIONE FISCALE DA 28 MLN. Uli Hoeneß ha dovuto lasciare la sua poltrona nel 2014, dopo aver accettato una condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere per un'evasione fiscale da 28 milioni di euro.
Franz Beckenbauer, invece, è ancora presidente onorario, nonostante le rivelazioni della Bild che lo accusano di aver dato il via libera al contratto che secondo la procura di Francoforte sul Meno proverebbe la tentata corruzione per l'assegnazione dei Mondiali di Germania 2006. Accordo che porta in calce il nome e il cognome del suo assistente storico Fedor Radmann.

7. Neuer, un portiere che ha cambiato il ruolo

Da una parte Gianluigi Buffon, dall'altra Manuel Neuer. Uno il passato, l'altro l'incarnazione del futuro. Entrambi, comunque, un magnifico presente. Juventus-Bayern Monaco vedrà opporsi, uno davanti all'altro, le due migliori espressioni della figura del portiere.
ULTIMO DIFENSORE E PRIMO REGISTA. Perché se Buffon è stato, ed è ancora, un fuoriclasse dei pali, Neuer ha cambiato l'interpretazione del ruolo, spostando il suo baricentro d'azione diversi metri più avanti e trasformandolo in difensore aggiunto e primo regista arretrato.


8. Una vita (o quasi) nel massimo campionato

Juventus e Bayern Monaco hanno passato quasi tutta la loro esistenza nei piani alti di Serie A e Bundesliga. Con qualche rara eccezione.
JUVE, UN ANNO DI MENO IN B. I bianconeri hanno dovuto passare un anno in Serie B (cogliendo l'occasione per vincere un altro campionato che altrimenti non avrebbero mai potuto conquistare) a causa di Calciopoli, i bavaresi ci hanno messo due stagioni per uscire dalla Regionalliga e accedere al loro primo campionato federale tedesco, nel 1965/66.

9. Hanno vinto con uno 'juventino': Giovanni Trapattoni

Senza di lui, Thomas Strunz non sarebbe stato altrettanto famoso. Un buon centrocampista tra i tanti che hanno indossato la maglia del Bayern e quella della nazionale tedesca, non l'icona che è diventato grazie allo sfogo in tedesco di Giovanni Trapattoni.
VINCENTE CON ENTRAMBE LE SQUADRE. Il Trap è uno dei punti in comune tra i tedeschi e la Signora. Con entrambe le squadre ha vinto, in panchina, il campionato nazionale. Sette volte in bianconero, una in Baviera.

10. Puntano tanto su due ex bianconeri

Il 10 aprile 2013, Mario Mandzukic segnò il suo primo gol allo Juventus Stadium. Con la maglia del Bayern Monaco. Stavolta vorrebbe ripetersi e farlo per la Juve, da ex. Arturo Vidal è stato una delle colonne della squadra che nel 2014/15 ha raggiunto la finale di Champions League, poi persa contro il Barcellona, ma adesso gioca per il Bayern Monaco.
OCCHIO A COMAN. I fari saranno puntati soprattutto su loro due, ex della partita. Ma attenzione a Kingsley Coman, che alla Juve non ha lasciato il segno (se non sui bilanci, con una plusvalenza da paura grazie a una cessione che dovrebbe raggiungere i 28 milioni di euro una stagione dopo essere arrivato a parametro zero), ma a Monaco è diventato protagonista con quattro gol in 22 presenze. E se la Juve scoprisse che cederlo è stato un errore?

 

Twitter @GabrieleLippi1

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