Moviola in campo, l'international board dice sì

La Fifa vara l'avvio della sperimentazione. Gli altri sport che prevedono il replay.

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05 Marzo 2016

L'arbitro Gianluca Rocchi.

(© Ansa) L'arbitro Gianluca Rocchi.

Video killed the football star. Per anni la moviola in campo ha diviso gli appassionati di calcio: chi, Aldo Biscardi in testa, la sosteneva vedendo in essa la soluzione a ogni errore dell'arbitro; chi invece la identificava in un demone che avrebbe distrutto tutto il bello e il romanticismo del pallone.
Il 5 marzo 2016, però, la Fifa ha dato il via libera alla sperimentazione, raccogliendo la raccomandazione lanciata l'8 gennaio 2016 dall'International board.
INFANTINO: «DECISIONE STORICA». Il primo atto di Gianni Infantino da presidente del calcio italiano, dunque, ha subito una portata «storica per il calcio». Ad affermarlo è stato lui stesso: «Stiamo ancora discutendo, a questo punto non possiamo fermare il dibattito. Abbiamo dimostrato che stiamo ascoltando i tifosi e anche le richieste dei giocatori».
Non può che essere soddisfatto il presidente della Figc Carlo Tavecchio, che già a gennaio si era espresso favorevolmente nei confronti dell'ipotesi: «Bene così! L'Italia è stata tra le prime Federazioni, se non la prima, a spingere in questa direzione», aveva detto Tavecchio, «con una lettera indirizzata all'allora presidente Blatter, chiedemmo di essere inseriti nel programma di sperimentazione che, speriamo davvero, parta nei prossimi mesi. L'Italia - che tra l'altro e' proprietaria di due brevetti - da anni studia la materia e vuole contribuire portando all'attenzione internazionale anche alcune sue proposte».
IN RITARDO RISPETTO AGLI ALTRI SPORT. A rientrare nel campo di competenze della moviola dovrebbero essere gol, calci di rigore e cartellini rossi. I fuorigioco saranno riesaminati solo se l'azione dovesse concludersi in rete.
Impossibile non notare la coincidenza: fuori gioco Blatter (per anni contrario a qualsiasi forma di tecnologia, poi convertitosi sulla via della Goal line technology) e Platini (il più fervido oppositore di qualsiasi strumento obiettivo in grado di diminuire l'ampia discrezionalità decisionale degli arbitri), il calcio è pronto per entrare nel terzo millennio. Con colpevole ritardo rispetto ad altri sport.
Ecco i casi in cui la tecnologia aiuta i fischietti. A partire dalla Goal line technology per sconfinare in altri sport.

Goal line technology: addio gol fantasma

Approvato nel 2012, quando debuttò al Mondiale per club, è il sistema che ha cancellato per sempre il gol fantasma. Con buona pace dei nostalgici di Geoff Hurst.
La tecnologia scelta dalla Fifa è la Goalcontrol 4D: sette telecamere per porta, posizionate intorno al campo e sulla copertura dello stadio, un software in grado di digitalizzare l'immagine in tempo reale, catturando la posizione della palla per inviare un segnale criptato allo smartwatch dell'arbitro non appena questa supera la linea.
PROMOSSA AL MONDIALE. La prova del nove, superata a pieni voti, è stato il Mondiale di calcio brasiliano, in cui si è mostrata immediatamente efficace grazie a episodi come il gol di Karim Benzema in Francia-Honduras.
Dal 2015/16 la Lega calcio ha adottato l'Occhio di falco (tecnologia simile alla Goalcontrol 4D e già utilizzata in Premier League) per le partite di Serie A.

  • Il gol di Karim Benzema in Francia-Honduras.

Instant replay: basket, football hockey e scherma prima del calcio

Nell'Nba (il campionato professionistico di basket americano), l'instant replay esiste dalla stagione 2002-03, e viene utilizzato per stabilire se un tiro decisivo per il risultato finale di una partita sia stato effettuato prima o dopo lo scadere dell'ultimo centesimo di secondo di gioco. Per agevolare ulteriormente gli arbitri, sempre dal 2002, sui tabelloni sono montati dei led rossi che si accendono allo scadere del cronometro del tiro.
IN ITALIA HA ASSEGNATO UNO SCUDETTO. Nel tempo la sua applicazione si è allargata anche ad altri aspetti del gioco, determinando l'assegnazione di rimesse laterali negli ultimi minuti dei quarti, stabilendo se una conclusione sia da due o tre punti, assegnando falli anti-sportivi. In Italia l'Instant replay ha assegnato lo scudetto del 2005 alla Fortitudo Bologna convalidando il canestro di Ruben Douglas sulla sirena della gara 4 delle finali contro l'Olimpia Milano.

  • Il canestro di Ruben Douglas nella finale scudetto del 2005.

Sistemi simili sono adottati nell'hockey su ghiaccio (per attribuire o meno gol difficili da giudicare a occhio nudo, su iniziativa dell'arbitro e, nell'Nhl, dalla stagione 2015/16, anche su chiamata degli allenatori delle due squadre), nel football americano, nel rugby e nella pallavolo.
Persino uno sport antico come la scherma ha sposato il video arbitraggio ben prima del calcio: nel 2010.

Occhio di falco: tutta colpa di Serena Williams

Simile alla Goal line technology, ma con un funzionamento diverso, l'occhio di falco ha esordito come strumento televisivo in una partita di cricket giocata nel 2001 tra Inghilterra e Pakistan, ma è diventato uno strumento per gli arbitri di questo sport solo a partire dalla stagione 2008/08.
ATTIVO DAL 2006. Nel tennis la sua introduzione fu decisa dopo un quarto di finale degli Us Open 2004 pieno di polemiche (ed errori arbitrali) tra Serena Williams e Jennifer Capriati.
Gli Us Open hanno introdotto la tecnologia nel 2006, Wimbledon nel 2007. Dal 2008, in tutti i tornei del Grande Slam, ogni tennista ha la possibilità di tre chiamate errate per set, con una supplementare in caso di tie break. Il margine d'errore indicato sul sito dell'Hawk-Eye innovations è di 3,6 millimetri.

  • Le 10 decisioni più difficili prese con l'Occhio di falco.

Fotofinish: il nonno della tecnologia nello sport

La prima tecnologia a servizio dello sport è stata il fotofinish. Introdotto ufficialmente ai Giochi Olimpici di Losa Angeles 1932, consisteva in un'apparecchiatura fotografica con una pellicola che si muove orizzontalmente a velocità costante in direzione opposta alla corsa e viene impressionata solo in corrispondenza di una fenditura verticale posizionata sulla linea d'arrivo.
DALLE FOTO AI COMPUTER. Scattando una foto che immortalava gli atleti al passaggio sulla linea del traguardo, questa macchina poteva determinare l'ordine d'arrivo anche quando i contendenti erano così vicini da risultare appaiati a occhio nudo. Oggi la pellicola è è stata sostituita da moderni sistemi informatici, ma il risultato è lo stesso. È un sistema particolarmente usato nell'atletica leggera, nel ciclismo e nell'ippica.

 

Twitter: @GabrieleLippi1

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