Turisti per caso tra i migranti, le rotte di Migrantour

Guide locali nei cuori multietnici delle città d'Europa. Non solo emergenza, anche cultura: da Torino a Parigi, il decollo del progetto italiano Migrantour.

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08 Dicembre 2015

Dalla route dei Balcani e di Lampedusa verso le rotte europee dell'intercultura.
L'arrivo centinaia di migliaia di migranti e gli attentati del 2015 hanno impressionato l'opinione pubblica e si dibatte se, innalzando le barriere fisiche e dei controlli, la diffidenza prevarrà sull'integrazione. Questione anche economica, iniziata con la crisi e le spending review sul sociale e sulla cultura.
L'INTEGRAZIONE PREVALE. Non sono tempi facili. Ma un esempio vincente, italiano e transnazionale, conferma come, ancora una volta, dal basso la volontà di integrazione prevalga sulle chiusure.
Da che mondo è mondo i flussi degli uomini non possono essere fermati e neanche l'istinto dei popoli alla fusione, come dimostra la nascita degli Stati Uniti d'America.
L'IDEA DEI MIGRANTOUR. Migrantour, la rete internazionale di passeggiate urbane lungo le route interculturali, è un progetto torinese nato nel 2010 che ha fatto il salto di qualità grazie alle grandi migrazioni in atto. E che si espande, creando integrazione e lavoro.
La Commissione Ue lo ha finanziato, Trenitalia lo suggerisce nella rivista per i viaggiatori, il Touring Club lo ha di recente testato e recensito, centinaia di classi di studenti vanno in Migrantour e il Miur (ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) valuta una collaborazione.

A Torino «il più grande mercato all'aperto d'Europa»

  • Un gruppo in visita guidata con le guide di Migrantour.
     

Torino, Milano, Firenze sono diventate «città migrande».
Poi anche Roma, Napoli e Genova, Bologna e Arezzo.
Parigi e Marsiglia, Lisbona, Valencia.
Presto anche Lione farà i Migrantour e si cercano partner a Berlino e Stoccarda.
Migrantour è partito dalle bancarelle torinesi di Porta Palazzo, «il più grande mercato all'aperto d'Europa», racconta a Lettera43.it il presidente di Viaggi solidali Enrico Marletto, «che è anche il luogo della sede della rete».
SUONI, COLORI, SAPORI ESOTICI. L'ex capitale sabauda è dal 1900 un «crogiuolo mondiale di culture, sede di una storica immigrazione cinese, poi magrebina, latino americana... anche italiana», lì sono iniziate le visite guidate dagli immigrati nei luoghi multietnici cittadini.
Due, tre ore di tour per il «giro del mondo in un pomeriggio», tra mercati e negozi artigianali esotici, arti ed architetture etniche, luoghi d'incontro sociali e religiosi.
 

  • In Migrantour a Firenze (Youtube).
     

A ottobre, «mese africano», sono state organizzate passeggiate speciali sull'Africa, a Parigi e a Genova si visitano musei sulle migrazioni, a Milano a Roma quartieri storici degli immigrati come via Paolo Sarpi e l'Equilino.
Migrantour è (anche) un gioco di parole con my grantour: solo una vocale di differenza per una porta spalcata sul mondo.
IL GIRO DEL MONDO IN 2 ORE. Costruendo le visite Marletto ha scorperto che «a New York si fanno tour nella Little Italy degli immigrati, si presenta la mozzarella italiana».
E che anche a Parigi «si vanno a scoprire i quartieri multietnici, ma con guide francesi».
Invece la forza del progetto italiano è il punto di vista dei ciceroni, da insider.
Volti e biografie sono sul sito www.mygrantour.org: accompagnatori di origine straniera, in genere mediatori culturali, tutti formati con un corso di 60 ore e addestrati sul campo.

Scolaresche e pacchetti per il weekend, verso l'integrazione

  • I tour nei quartieri multietnici d'Europa (My grantour).
     

Migrantour si è ramificato facendo rete tra Organizzazioni non governative (Ong) e altri operatori nel sociale.
Tra gli enti, oltre alla cooperativa Viaggi solidali (che propone anche visite d'istruzione a Lampedusa) ci sono in Italia Fondazione Acra e Oxfam.
Il salto in Francia, Spagna e Portogallo è arrivato con il sì dell'Ue all'accesso ai fondi del programma Agrobiodiversità, culture e sviluppo locale, e adesso Migrantour cerca di fissare tasselli in Germania e in altri Paesi europei.
GLI IMMIGRATI-CICERONI. L'Associazione italiana turismo responsabile (Aitr) ha aiutato a diffondere il progetto tra i soci locali e anche tra i partner delle European alliance of responsible tourism (Earth-net).
«E il network sta raggiungendo le cooperative e le associazioni di immigrati, il trend è positivo, siamo in crescita», racconta a Lettera43.it il presidente di Aitr Maurizio Davolio, «per le guide mostrare le loro tradizioni è motivo di orgoglio e gratificazione professionale. Spesso invece gli immigrati svolgono lavori al di sotto del loro livello d'istruzione».

 

  • In migrantour a Marsiglia (youtube).
     

I Migrantour sono per tutti «un'occasione di integrazione, non di adattamento a un modello, tra culture».
In cinque anni circa 11 mila iscritti e centinaia le scolaresche in visita.
Non a caso il anche il Miur si sta interessando all'iniziativa.
Una passeggiata di tre ore costa tra i 120 e i 150 euro a classe (meno di 10 euro ad alunno), il ministero potrebbe anche regalare qualche pacchetto alle scuole.
ANCHE TOUR INDIVIDUALI. Si fanno tour di gruppo e individuali, di poco più costosi.
Da fine anno e per tutto il 2016 ogni primo sabato del mese partono visite guidate in contemporanea a Milano, Torino, Genova e Roma.
Da dicembre è in vendita il gift box, un buono di 29 euro per una passeggiata multietnica a scelta, per due persone, nei sabati del villaggio globale.
 

Twitter @BarbaraCiolli

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