Unioni civili, se Celentano elogia la Santanchè

Il Molleggiato: «Matrimonio solo tra uomo e donna. Brava Daniela». Pure Gasparri lo applaude. Che ti è successo, Adriano?

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21 Gennaio 2016

E sulle unioni civili entrò a gamba tesa Adriano Celentano.
«Giusti i diritti anche nelle coppie omosessuali, ma il matrimonio è solo tra uomo e donna. Altrimenti si chiamerebbe “patrimonio”», ha scritto il cantante-profeta sul suo blog.
«Oggi in televisione su La7 c’è stata la Santanchè di cui ho sempre apprezzato il modo chiaro e soprattutto coraggioso di esprimere le sue opinioni. E come al solito, è quasi sempre dalla parte giusta. Oggi a Tagadà lo è stata ancora di più. Brava Daniela!!!».

 


APPLAUSI DI GASPARRI. Il Molleggiato e la Pitonessa, proprio la coppia più assurda del mondo.
Celentano ha raccolto gli applausi anche di Maurizio Gasparri.
«Il conformismo dell'informazione è davvero allarmante», ha dichiarato il forzista.
«Adriano Celentano, spesso eretto a guru del Paese quando dice cose che fanno comodo alla sinistra o all'antipolitica, ora è stato praticamente censurato. Celentano ha detto una cosa ovvia e giusta, per certi versi scontata». 
E giù a cavalcare l'onda: «La grande manifestazioni delle associazioni cattoliche del 30 gennaio farà capire come la pensa il Paese reale».

Maggio 2015, all'improvviso: «Sto cominciando a pensare a Salvini»

Matteo Salvini della Lega Nord.

(© Getty Images) Matteo Salvini della Lega Nord.

A dire il vero, il cambio di passo avvenne a maggio 2015, dopo l'incidente al quartiere Boccea di Roma dove perse la vita una signora filippina di 44 anni investita da un pirata della strada.
«Ciao Grillo, ciao Renzi!», si sfogò in Rete il Molleggiato, «mentre voi ve la battete sul tavolo dei “voti”, nel frattempo a Roma c’è un’auto che sfreccia a 180 km all’ora e, con noncuranza, travolge nove passanti, trascinandosi per 50 metri una giovane donna che poi muore. Otto i feriti, di cui quattro in modo grave. Ma voi, così concentrati nella lotta a chi arriva primo, vi dimenticate di parlare del problema “non più importante” ma vitale che è la certezza della pena».
«LA GENTE HA PAURA». Si chiedeva Celentano: «Perché la gente dovrebbe consumare di più se ha paura anche a uscire di casa? E chi se ne frega degli 80 euro o del diritto di cittadinanza se poi arriva una macchina e ti travolge. Poveri illusi, la tanto invocata “crescita” di cui parlano gli economisti e l’accecata massa politica non ci sarà mai. Nessuno ha capito che il famoso aumento dei consumi è strettamente legato a un disegno artistico che può scaturire solo attraverso il sorriso dei cittadini. Ma se i cittadini hanno paura e si sentono abbandonati, non sorridono. E se non sorridono, non consumano». 
Infine la stoccata: «Sto cominciando a pensare a Salvini».

Ma nel 2011... «Santanchè anche quando dice cose inutili è molto carina»

L'onorevole di Forza Italia, Daniela Santanchè.

(© ImagoEconomica) L'onorevole di Forza Italia, Daniela Santanchè.

L'affinità elettiva con Daniela Santanchè però ha del surreale.
Perché tra i due non è che corresse proprio buon sangue.
Nel 2011, nella sua battaglia contro il nucleare portata avanti sia come ospite ad Annozero sia dalle colonne de Il Fatto Quotidiano, Adriano l'aveva presa di mira.
PER IL REFERENDUM. «Anche se le sedi elettorali dovessero essere chiuse», attaccò in collegamento telefonico con lo studio di Michele Santoro, «tutti noi italiani dovremmo andare a votare contro nucleare, privatizzazione dell’acqua e contro il legittimo impedimento. Dovremmo andare e lasciare il nostro bigliettino davanti alla sede, in modo che il giorno dopo ci sarebbero milioni di bigliettini per terra. Comunque devo applaudire la Santanchè, perché anche quando dice cose inutili è molto carina».
Inutile e carina. Non proprio un attestato di stima.
PER IL REFERENDUM. Il 3 giugno stesso posto, medesimo siparietto. Con Santanchè che però aveva cambiato i toni.
«Sa che è molto carino stasera? Ha una bella faccetta... se sorride di più», disse sorniona l'allora sottosegretaria.
«E se canta ancora meglio, è meraviglioso».
E in un crescendo: «Vorrei che mi cantasse Io non so parlar d’amore o Chi non lavora non fa l’amore... le conosco, è il mio cantante preferito lei».
Un cambio di strategia?
TATTICA CON SALLUSTI. È quello che ipotizzò ironizzando Celentano in una lettera aperta al Fatto dove si figurava una scena a casa Santanchè-Sallusti.
Sarebbe stato il compagno, infatti, a suggerire a Daniela le parole giuste da usare.
«Appena lui ti parla – si infervora Sallusti – devi coprirlo di elogi», scriveva Adriano, «di complimenti per la sua bravura come cantante; anche se ti dovesse attaccare devi continuare a esaltarlo e a parlare di musica qualunque cosa lui ti dica. Hai ragione – dice raggiante la bella Santa – una tattica che ridimensionerà il suo misero lato politico».
E se a cinque anni di distanza fosse proprio Celentano a ripagare pan per focaccia?


Twitter @franzic76

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