Diego Fusaro

L'ULTIMO MARXIANO

Battersi per i gay non serve alla lotta di classe

Ci concedono i diritti civili, distruggono quelli sociali. E lo chiamano «progresso».

di

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12 Gennaio 2016

Matteo Renzi nel video del Roma Pride.

Matteo Renzi nel video del Roma Pride.

Lasciate che vi spieghi in due parole perché non faccio mie le battaglie omosessuali, pur non avendo assolutamente nulla contro gli omosessuali e, anzi, pensando che l'omosessualità sia perfettamente secondo natura.
Gli omosessuali non sono una classe sociale.
Marxianamente, non ha alcun senso essere contro gli omosessuali o dalla parte degli omosessuali.
Ha invece senso stare in concreto dalla parte dei lavoratori e degli oppressi, omosessuali o eterosessuali che siano.
Del resto, non si capisce perché un omosessuale disoccupato o precario dovrebbe lottare insieme (e sentirsi affratellato) con un omosessuale miliardario o broker finanziario.
IL NEMICO È IL SISTEMA. L'alleato non è l'omosessuale o l'eterossessuale: è il lavoratore, lo sfruttato, omosessuale o eterosessuale che sia.
Complici le prestazioni della fabbrica dei consensi, il nemico è oggi sempre individuato nell’altro particolare, mai nel sistema economico dominante; con la conseguenza, del tutto paradossale, per cui il giovane disoccupato islamico si illuderà che il suo rivale sia il giovane disoccupato cristiano e non il magnate della finanza che pratica la delocalizzazione del lavoro e la volatilizzazione dei capitali.
O, ancora, l’omosessuale disoccupato o precario riterrà surrettiziamente di essere più simile a un omosessuale proprietario di imprese multinazionali che a un eterosessuale disoccupato o precario.
CONTROLLO SULLE ANIME. Il potere raggiunge il grado massimo del controllo sulle anime, allorché riesce a convincere le menti degli schiavi che il nemico sia chi è nella loro stessa condizione o, addirittura, chi sta più in basso e non più in alto rispetto a loro: che il nemico sia, appunto, l’omosessuale o l’eterossessuale, il destro o il sinistro, il bianco o il nero, e non il capitale finanziario, il classismo planetario, l’alfiere della finanza.
Questo è il solo punto fondamentale della questione.
Quando la lotta si ridispone come conflitto tra gli ultimi, come guerra tra omosessuali ed eterosessuali, migranti e autoctoni, uomini e donne, il potere vince e stravince: la contraddizione classista diventa invisibile.
DISPERDONO IL DISSENSO. Per questa via, il “grande dissenso” - così potremmo battezzarlo, variando la nota formula di Marcuse - è dispersivamente frammentato nei mille rivoli delle opposizioni secondarie o, in ogni caso, tali da distogliere l’attenzione dalla contraddizione principale e da creare contrapposizioni tra gli ultimi.
Per questa via, si polverizza la coscienza di classe e si impedisce preventivamente il costituirsi di un fronte unitario degli offesi del pianeta contro l’oligarchia finanziaria e in difesa di un assetto autenticamente democratico, fondato su rapporti tra individui - omosessuali ed eterosessuali che siano - liberi, uguali e solidali.
MA QUALE EMANCIPAZIONE. Per queste ragioni, non ho nulla contro i diritti civili o contro le unioni civili.
Contesto, però, la prospettiva secondo cui il matrimonio gay sia il maximum dell’emancipazione possibile; ancora, critico fermamente il fatto che le sinistre puntino ormai solo sulle battaglie civili rinunciando completamente a quelle sociali.
La dinamica in atto è esattamente questa: concedere diritti civili per nascondere che stanno rimuovendo linearmente quelli sociali.
UNIONI CIVILI SÌ, ART. 18 NO. E hanno pure il coraggio di chiamare questa follia «progresso». Parola di Matteo Renzi: «Nel 2016 legge sulle unioni civili». Matteo Renzi, colui che rottamò l’articolo 18.
Distruggono il lavoro e i diritti sociali e nascondono questo processo elargendo i diritti civili.
Non vi è altro da aggiungere.
 

Twitter @DiegoFusaro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Canoi 13/gen/2016 | 13 :50

@adl. Craxi.

adl 13/gen/2016 | 11 :10

@Canoi
Lo dice lei, citando il grande politico di 20 anni fa (chi era, se è lecito ??), che parlava di "grande confusione".
La politica, oggi è confusione, se mi consente soprattutto a sinistra che si dibatte tra servilismo dei potenti e presunto aiuto degli oppressi, aiuto che ormai non esiste più.
Il rifugio nel privato, come lei definisce il limite della morale, è indispensabile perché tanti privati dovrebbero dettare la linea alla politica. Purtroppo con i nuovi "educatori politicamente corretti", spesso è il contrario. Sono i politici (che nome sovradimensionato, meglio sarebbe i piazzisti della falsa politica), che vorrebbero, educando le masse da loro considerate ignoranti oltre che stupide, consentire all'establishment della Finanza, di raggiungere gli obiettivi prefissi. I NUOVI SERVI, non hanno fatto i conti con la strapotenza del banale buon senso collettivo, e con le reazioni spesso violente e cruente, del popolo che si ribella alle imposizioni che percepisce come ingiuste.

Canoi 12/gen/2016 | 21 :14

@adl. seguito; mi è scappato prima della conclusione. Da lei mi distingue lo strumento di contenimento del nuovismo folle, per lei è morale e religione (si può dire che si rifugia nel privato?)mentre per me è politica.

Canoi 12/gen/2016 | 20 :57

@adl. Diciamo la stessa cosa. La FINANZA è quanto è arrivato dopo il Sistema industriale liberal-liberistico. Questo Sistema, che supera d'un balzo concetti fondamentali come Stato, Sovranità, Territorio, Cultura, non regge più e si rifugia, come autodifesa, nel monoculturalismo. Impone cioè il "nuovo" come strumento diversivo, per distrarre dalla sua crisi definitiva. Il Sistema finanziario americano è scoppiato con Lehman brothers ma in attesa che tutto il mondo se ne renda conto (anche la crisi di questi giorni della FINANZA cinese)continua nella sua folle linea di omologazione e lancia il gaysmo e il Gender. Così per uniformare. La nostra stupidità sta nel fatto che siamo pervasivi. La pagheremo e cara. Resteremo senza Stato, senza produzione industriale, senza Cultura condivisa, dentro una crisi definitiva e terrificante. La grande confusione di cui parlava un grande politico vent'anni fa.

adl 12/gen/2016 | 17 :34

@ Canoi
Mi perdoni, la seguo con difficoltà.
1) Le distinzioni e le classificazioni che lei fa tra sistema finanziario-industriale-liberale-capitalistico sono riducibili oramai ad una ed una sola macrocategoria ovvero la FINANZA. Tutto è in mano alla finanza, industria, politica, ecc.ecc.. Le banche centrali espressione del potere degli stati, convivono con questa realtà strapotente cercando di arginarla senza riuscire a modificarla, compito a cui la politica ha rinunciato da tempo.
2)La sintesi del mio pensiero è questa: La finanza è la nuova "legge" che governa il mondo, tutto è possibile basta pagare, anche la procreazione tra persone dello stesso sesso. Chi non si adegua a questo nuovo diktat è da zittire. Ed a questo provvede il politicamente corretto inteso in modo ampio e trasversale. Unico argine alla nuova "legge", taluni stati, vedi la Russia perché militarmente attrezzati ad opporsi, e le religioni monoteistiche quali l'Islam, la religione cattolica ecc.
3) In questo contesto che Fusaro si ostina a leggere in senso marxiano, cosa oggettivamente ardua(gli operai di allora avevano ben altri problemi che il gaysmo), essendo cambiato tutto ma proprio tutto da allora, l'unica distinzione possibile a mio modesto avviso è tra chi si lascia trascinare dal flusso incessante della modernità che a tratti assume aspetti aberranti ed inquietanti, e chi oppone un limite se vuole morale o etico oppure religioso.
Se è corretto, politicamente o no, pretendere un figlio con un partner dello stesso sesso, impedendo allo stesso figlio/a di avere un padre ed una madre, per me resta immorale. Pertanto non so lei, ma io sono e resto fieramente all'antica, religioni a prescindere.

Canoi 12/gen/2016 | 14 :18

Riporto con copia-incolla la dichiarazione di Orfini perché mi sembra emblematica di quanto dicevo sopra: la schiuma del Sistema Finanziario-comunicativo distingue da quello Industriale, liberistico liberale. La sovrastruttura politica, in questo caso, si mostra perfettamente e totalmente condizionata dalla appartenenza. Orfini è inconsapevole ma non Brunetta, Landini, Meloni e Salvini.
ANSA) - ROMA, 12 GEN - "Alla fine il partito della nazione lo hanno fatto Landini e Zagrebelsky con Brunetta, Meloni e Salvini. Contro le riforme, contro il futuro". Lo scrive su Twitter il presidente de l Pd, Matteo Orfini.

Canoi 12/gen/2016 | 13 :57

@adl. D'accordo. La preferenza sessuale è individuale e cambia durante la vita dell'individuo; a 8 anni i bambini giocano con i bambini e le bambine con le bambine, si può ritenere omosessualità latente. Poi può succedere che, per particolari condizioni, durante il servizio militare o al liceo, ci sia una frequentazione esclusiva omosessuale con o senza pratica. Tutto questo (e altro ancora) contesta la leggenda Gender che non si perita in interpretazioni culturali e/o speculative ma con la tecnica della comunicazione pubblicitaria affianca il gay a qualcosa di "giusto" di "piacevole" di "utile"; non perde tempo arriva veloce a quella parte irriflessiva del nostro cervello se ne impossessa e lo porta entro quel recinto protetto da filo spinato che è l'appartenenza. A quel punto il gioco è fatto per tempo variabile (non per sempre!) in dipendenza prevalente dell'ambiente sociale e specialmente culturale in cui vive il soggetto. Ciò detto bisogna spiegare perché ora, in questi anni, c'è questa forte agitazione per il gaysmo e il Gender. Fusaro marca la distanza tra la lotta di classe e il movimento omosessuale, ci sta anche se continua a infastidirmi la riduzione che fa del marxismo confondendolo con la pratica e predicazione leninista (l'assioma di Marx è : il sistema produttivo viene prima e condiziona direttamente il sistema sociale. Punto. Ha detto e scritto moltissime altre cose talvolta, in contraddizione, che possono essere lasciate agli studiosi). In estrema sintesi si può pensare che il sistema finanziario con la componente comunicativa "determinante", succedaneo a quello industriale, liberistico-liberale, sente di essere arrivato alla fine e mette spontaneamente in atto approcci diversivi: il gaysmo è uno di questi. I "Sistemi" hanno una testa, collettiva (non un "grande vecchio"), ma una testa che opera per la "autoconservazione".

adl 12/gen/2016 | 10 :54

STRANO CHE NON CAPISCA....................
TUTTI HANNO DIRITTO DI ESSERE GAY, a prescindere dalla legge. Tutti quelli che decidono di esserlo, lo fanno punto e basta.
Il diritto vero preteso, è di confutare il diritto naturale. Ovvero la realtà che per procreare si richiede la figura maschile e quella femminile. E quindi solo di conseguenza, la famiglia intesa nel senso naturale e nel senso culturale e religioso conosciuto sino ad oggi.
Lo possono ottenere grazie anche all'aiuto della "scienza", che ha trovato il sistema per superare la barriera imposta dalla natura.
QUESTA OPERAZIONE, NON E' OPERA DI QUALCHE GAY DI PERIFERIA, MA UN OPERAZIONE CHE RICHIEDE INGENTI MEZZI PER MODIFICARE LA PERCEZIONE CULTURALE DEI POPOLI. E DIETRO QUESTA OPERAZIONE NON POSSONO NON ESSERCI POTENTI LOBBY FINANZIARIE, IN GRADO DI COMPRARE TUTTO.
I partiti, sono i camerieri di queste lobbies, ed usano i gay per i loro voti, ed i gay, si stanno facendo usare consapevolmente o no sia dalle lobby del denaro, che dai loro fedeli servitori.
In questo contesto si innesta la questione religiosa. La chiesa cattolica e l' Islam, dovrebbero essere contro non al gaysmo, che è una scelta personale ed eventualmente un "peccato", come tanti altri, ma all'imposizione del modello culturale e naturale di famiglia "omo", con tutto quello che ciò comporta. L'ISLAM è sicuramente schierato contro, la Chiesa si ha la sensazione che talvolta faccia come i partiti.

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