Paolo Madron

EDITORIALE

Bonanni, Angeletti e l'odore dei soldi

Tolgono il disturbo con tempismo perfetto. Godendosi il ritiro con pensioni da record.

di

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11 Novembre 2014

Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni nel corso della manifestazione di Roma.

(© Ansa) Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni nel corso della manifestazione di Roma.

Dopo il segretario della Cisl, anche quello della Uil prende il cappello e saluta.
Per entrambi, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, è un togliere il disturbo al momento giusto, con il sindacato forse al massimo della sua crisi di rappresentanza.
Minato all'interno dalla sua incapacità di interpretare il lavoro che cambia (essendosi ridotto a difendere quello di chi ce l'ha, e infischiandosene di chi lo cerca), fuori dal decisionismo renziano che ha strategicamente pensato bene di saltare a piè pari i corpi intermedi.
Di mestiere, oltre che leader sindacali part-time, i due aggiungevano quello di opinionisti tivù in perenne movimento da una trasmissione all'altra, contenti di far parte della compagnia di giro che nutre la morbosa ridondante fame di informazione dei palinsesti.
PREZZEMOLINI TELEVISIVI, CAMPIONI DI FRASI FATTE. Teorici del luogocomunismo, dispensato in ogni occasione, programma, convegno, comizio con encomiabile tenacia e sfoggio di frasi fatte, hanno sapientemente coltivato con tutti i governi della Repubblica con cui hanno avuto a che fare un indiscusso potere di interdizione, mascherato dietro la rassicurante e democratica prassi di un termine oggi fortunatamente desueto: concertazione.
Paladini, almeno sulla carta, del lavoro degli altri, hanno dato ottima prova di sé nel tutelare il proprio.
Fino all'agognata pensione che ora arriva a coronare la lunga militanza.
Bonanni ha guidato la Cisl dal 2006 al settembre 2014, quando ha deciso di ritirarsi dalle scene. Angeletti in fatto di durata lo ha surclassato, visto che si è insediato nel 2000 al vertice della Uil, al quale la scorsa settimana ha dato l'addio.
Il primo si sta godendo l'agognato buen retiro con una pensione da 5.391 euro metti al mese, frutto dell'impennata registrata dai suoi emolumenti nell'ultimo quinquennio, plastica rappresentazione dei vantaggi del sistema contributivo. L'irresistibile ascesa del suo stipendio ha le movenze di una progressione geometrica: dai 118 mila euro lordi del 2006 ai 336.260 del 2011.
Subissato dalle critiche dei suoi stessi iscritti, Bonanni ha pensato bene di dimettersi anche dal Centro studi della Cisl, che insieme al Cnel è per i sindacalisti il cimitero degli elefanti, oltre che una greppia dove si può ancora mangiare qualcosa.
LA PAGA DI ANGELETTI? ALLA UIL BOCCHE CUCITE. Alla greppia del Cnel, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro assurto alle cronache come uno degli enti più inutili della Repubblica, attingeva per la stessa somma del collega, ovvero 25.633 euro lordi l'anno (dato 2013), anche Angeletti. Cui si aggiungeva naturalmente lo stipendio di segretario generale della Uil. Ma sul suo imposrto, serviva giusto per fare un sommario calcolo sulla pensione, non è dato sapere.
Alla nostra richiesta, ci è stato risposto con ferma cortesia che per tutela e diritto della privacy non potevano essere rilasciate cifre. Se non altro «fin che altre categorie non daranno l'esempio».
Ignorano alla Uil, senza andare lontano, che la Fiom pubblica online le buste paga dei suoi dirigenti.
Un cosa però si sono premurati di precisare: si tratta di numeri non paragonabili a quelli di Bonanni.
Sarà, ma secondo L'Altra Casta di Stefano Livadiotti, il libro inchiesta sui privilegi dei sindacalisti pubblicato nel 2008, Angeletti percepiva uno stipendio di poco inferiore a quello del suo omologo in Cisl: 3.300 euro netti al mese contro 3.430.
Che, letti così e nell'attesa di conoscere quelli aggiornati del leader Uil, ci sembrano numeri molto paragonabili. Anzi, praticamente uguali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Baldo 12/nov/2014 | 09 :03

potranno anche loro fare la spesa con l'auto blu e la scorta ? (come la Finocchiaro che continuiamo a mantenere ).

ilcomasco 11/nov/2014 | 20 :24

Sindacati???
Ho lavorato 40 anni ma non mi sono mai iscritto ad un sindacato. Secondo il mio pensiero servono solo per i loro interessi, la greppia in cui mangiare. Dei loro iscritti non gliene frega niente, l'importante è che ogni fine mese vengano apportate le trattenute sugli stipendi. Poi, i cloni di Ollio e Stanlio non mi sono mai piaciuti.

adl 11/nov/2014 | 19 :53

OK DIRETTORE MA NON LE PARE CHE..................
"il decisionismo renziano che ha strategicamente pensato bene di saltare a piè pari i corpi intermedi", lo fa perché in realtà per quello che riguarda ad esempio i dipendenti pubblici, la funzione di TUTELA SINDACALE, è già ampiamente assolta dal GOVERNO ???
IL LECCAMARCHIONNE, come lo avrebbe disegnato e caricaturato, il maestro Jacovitti, avrebbe mai potuto presentarsi alle elezioni se avesse fatto nella P.A. la centesima parte di quello che Mr. FCiAo ha fatto ai dipendenti FIAT ?????

caeranos 11/nov/2014 | 16 :16

Elezioni 2015
Pronti a candidarsi alle prossime elezioni del 2015. Vedi Epifani!

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