Dopo SerrHanda vale ogni titolo sul calcio

La Gazzetta dello Sport si sbizzarrisce sul portiere dell'Inter. Tuttosport fa peggio con ''TI MANCIO''. Le 'pallonate' di Pippo Russo.

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21 Gennaio 2016

La super parata del portiere dell'Inter Samir Handanovic sul centrocampista dell'Atalanta Luca Cigarini nella sfida di Bergamo sabato 16 gennaio 2016.

(© Ansa) La super parata del portiere dell'Inter Samir Handanovic sul centrocampista dell'Atalanta Luca Cigarini nella sfida di Bergamo sabato 16 gennaio 2016.

La domenica mattina il lettore di quotidiani sportivi cerca un attimo di ristoro.
È giunto il giorno del riposo settimanale, e dopo un risveglio non assillato da incombenze egli si accosta al suo hobby favorito.
Uno schema consolidato e privo di sorprese, salvo situazioni particolari.
Come quella in cui sono incappati domenica 17 gennaio 2016 i lettori de La Gazzetta dello Sport quando è toccato loro leggere gli articoli sull’anticipo del sabato fra Atalanta e Inter.
AGGUATO AI NEURONI. A quel punto si sono trovati scaraventati dentro un’esperienza situazionista, a partire dall’articolo firmato da Pierfrancesco Archetti, il cui incipit è da agguato ai neuroni: «Un tempo si diceva che era una gran difesa; poi gli allenatori hanno iniziato a precisa­re, perché ''si attacca e si difende in undi­ci'', eh certo, non sia mai che qualcuno si offenda. Quindi la modifica è stata la seguente: ottima fa­se difensiva. Però i termini indicano una prote­zione collettiva e non è proprio il caso, in questa partita. Dunque la spiegazione del pareggio sci­vola sul singolo: che gran portiere che ha l’Inter, mormora chi vedeva Samir Handanovic soltanto in televisione e capisce che Roberto Mancini ha un solo curatore di anime, il muro sloveno».
LABIRINTO LOGICO. Si rimane annichiliti, perché Archetti rinchiude l’ignaro lettore di Gazzette dentro un labirinto logico privo d’uscita.
Con quel «muro sloveno» che è anche «curatore d’anime» a segnalarci una volta di più come la logica sia per certuni un optional, quando si tratta di scrivere di pallone.
E per il povero fruitore della rosea non finisce qui.
Perché l’altro pezzo dedicato alla gara di Bergamo è firmato da Matteo Dalla Vite, uno che se non ci mette l’estro sente di non meritarsi la pagnotta.
FRAGRANZA SERRHANDA. Anche lui ha speso le proprie attenzioni giornalistiche sull’eroe di giornata: il portiere sloveno dell’Inter, Samir Handanovic.
Che nello slang della comunità nerazzurra è Handa, e dunque per rimarcarne le virtù da paratutto ecco che Dalla Vite ha parlato di «SerrHanda».
Il bello è che chi ha confezionato la pagina ha deciso di farci pure il titolo: ''SerrHandanovic, essenza di cinismo''.
Che messo così pare lo spot di una nuova fragranza, di quelle per l’uomo che non deve chiedere mai.
Immaginate la scena: la mano di lei che da dietro lui scende giù giù verso la serrhandanovic, e la mano di lui che impietosa blocca tutto.
E lì parte lo slogan: ''SerrHandanovic, essenza di cinismo''.

Tuttosport tra «prugne» e improbabili giochi di parole

La prima pagina di Tuttosport del 17 gennaio 2016.

La prima pagina di Tuttosport del 17 gennaio 2016.

A Tuttosport, per fortuna, sono un po’ più terra terra.
Quello stesso giorno, dovendo occuparsi innanzitutto dei club torinesi, il quotidiano sportivo di Torino ha mostrato la verve di sempre.
Il giorno prima erano arrivati risultati confortanti per Toro e Juventus.
I granata avevano sconfitto il Frosinone, e soprattutto si erano giovati del rientro alla base di Ciro Immobile, subito protagonista.
CONFETTO FALQUI. Ecco come Marco Bonetto ha celebrato la prova del cavallo di ritorno, riportando alla memoria l’ultimo gol che questi aveva segnato in maglia granata prima di andarsene: «Il nuovo prodotto interno lordo del Torino decolla subito: 615 giorni dopo la pera al Parma, ecco la prugna rifilata al Frosinone».
Per il lettore è stato di sicuro un confetto Falqui, ma a dire il vero costui era già arrivato temprato all’articolo di Bonetto.
Aveva infatti già sbirciato la prima pagina, il cui motivo principale era la possibilità d’allungo in classifica della Juventus dopo il pari dell’Inter a Bergamo.
Contornato dalle foto di Massimiliano Allegri e Roberto Mancini, il titolo strillava: ''TI MANCIO''. No comment.
OPINIONISTA TOP PLAYER. Lunedì 18 gennaio Libero ha ospitato una paginata d’intervista con un opinionista di Sky.
Il titolo, virgolettato, recitava: “In tivù sono un top player. Nel calcio troppi ignoranti”.
Ah però! E chi sarà mai questo intellettuale del pallone?
L’occhiello intanto dava un altro indizio: “L’ex giocatore diventato l’opinionista più discusso della televisione”.
Curiosità in frenetica crescita, fino a che non veniva svelato il mistero: si stava parlando di Massimo Mauro.
Ovvero l’intellettuale italiano più brillante di questo passaggio d’epoca dopo Er Monnezza.
A firmare l’intervista è stato il morbidissimo Fabrizio Biasin.
Che ha posto all’intervistato domande urticanti come le seguenti: «Beato lei che ha partecipato alle mitiche feste di Diego. Ce ne racconti una»; «Su, non faccia finta che non gliene frega niente»; «Dica la verità, si sente un po’ il re degli opinionisti?»; «Su, non faccia la vittima. Non mi dica che il suo è un lavoro di sofferenza».
INTERVISTA LAP DANCE. Il culmine si è toccato quando Biasin ha richiamato alla memoria le esperienze politiche di Mauro, citando la legislatura da deputato con l’Ulivo e l’iscrizione nel 2013 al Partito comunista di Rizzo.
«Quest’ultima è una colossale cazzata che lei ha letto su Wikipedia», ha ribattuto Mauro.
E Biasin: «È vero, lo confesso».
Abbiamo trasmesso un tutorial della serie: «Quando l’intervista si trasforma in una sessione di Lap dance».


Twitter @pippoevai

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