Diego Fusaro

L'ULTIMO MARXIANO

Et voilà, 'petaloso' distrae le masse lobotomizzate

Il sire Renzi loda Matteo, il pargolo paroliere. E noi subiamo, amando le nostre catene.

di

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26 Febbraio 2016

Il compito del piccolo Matteo, con l'aggettivo 'petaloso'.

Il compito del piccolo Matteo, con l'aggettivo 'petaloso'.

Matteo.
È questo il nome del bambino che, a scuola, ha scritto di un «fiore petaloso».
Si è inventato un aggettivo, l’ha creato di sua iniziativa.
Ed ecco che la maestra ha interpellato l’Accademia della Crusca, che ha sede a Firenze, la città del Sommo Poeta, del padre Dante.
Ma la storia non finisce qui.
NOTIZIA A RETI UNIFICATE. Subito un altro Matteo, un po’ più grande, almeno sulla carta, con il suo usuale stile giovanilistico si precipita su Twitter (24 febbraio 2016) e va a cinguettare: si complimenta con l’omonimo bambino, e così rende celebre la vicenda.
Subito, ovviamente, i circenses televisivi e giornalistici rilanciano a profusione la notizia; che, del resto, è di fondamentale importanza e, non v’è dubbio, merita diffusione capillare a reti unificate.
E così, al cospetto di questa notiziona strappalacrime, famiglie e nonni di tutta Italia, isole comprese, piangono e gioiscono al cospetto del genio paroliere divenuto una celebrità mediatica. Non si parla d’altro.
CHE PREMIER MAGNANIMO! E non è affatto casuale, diranno gli “apoti”, ossia quelli che non sono propensi a bere tutto ciò che il mainstream vorrebbe ingurgitassimo a cuor leggero.
E, intanto, passa un messaggio forte e chiaro: che sensibilità il premier! Che magnanimo!
In fondo, egli ama i bambini: e, sempre in fondo, la sua riforma della scuola non può che essere un successone.
Egli ama i bambini, e dunque non può non volere il loro bene.
La riforma della scuola deve, per forza, essere buona e dalla parte dei discenti.
Chi la critica è senza cuore, un disfattista che non collabora con il regime... pardon, con il governo.
COSCIENZE MANIPOLATE. Ancora una volta un capolavoro del potere e degli amministratori prezzolatissimi delle sovrastrutture.
Ancora una volta una sapiente gestione della manipolazione organizzata delle coscienze tesa a fare sì che i servi amino le proprie catene e, di più, siano disposti a battersi in loro difesa.
Il mito platonico della caverna si è oggi realizzato nella società dello spettacolo televisivo e della disinformazione di massa.
L’attenzione si sposta e si dirige sempre e solo verso i luoghi in cui il potere sceglie che si diriga: di modo che la vicenda strappalacrime di Matteo ci faccia sentire tutti un po’ più buoni e portati a credere che, in fondo, il mondo storico in cui viviamo sia bellissimo.
RIFLETTORI PUNTATI SU ALTRO. È su queste vicende che i riflettori devono essere puntati sempre da capo: mica sulla miseria crescente, mica sull’esercito industriale di riserva dei precari e degli sfruttati, mica sulla distruzione pianificata dello stato sociale in nome del vangelo del fiscal compact e del «ce lo chiede l’Europa», mica sui risparmiatori rapinati dall’èlite finanziaria e bancaria, mica sugli imprenditori costretti a togliersi la vita e sui lavoratori lasciati a casa con famiglia da mantenere.
Insomma, per almeno una settimana il circo mediatico ha trovato un espediente per deviare l’attenzione dalle tragedie serie, distribuendo panem et circenses alle masse manipolate e disarmate.
E INTANTO DISTRUGGONO I DIRITTI. E mentre i signori del globalismo, con lenta e solerte continuità, stanno distruggendo fino all'ultimo diritto, le masse lobotomizzate discettano del nuovo aggettivo “petaloso”: sono entusiaste, felici, commosse e paghe della reificazione in cui sono sommerse fino al collo.
Che bell’aggettivo! Che bravo il piccolo Matteo! E, naturalmente, che magnanimo il sire, che ha pubblicamente lodato il pargolo paroliere.
Le masse non hanno nulla da obiettare. Subiscono in silenzio, felici di subire.
Da obiettare avrebbero, semmai, contro quei guastafeste che provassero a mostrare loro le catene a cui sono legate e l’atto coprofagico al quale, come in Salò di Pasolini, quotidianamente le costringe la civiltà dei consumi a cinismo avanzato.


Twitter @DiegoFusaro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

buonascuola 02/mar/2016 | 01 :10

Concordo: la comunicazione di Renzi è da regime totalitario e totalizzante.

adl 26/feb/2016 | 12 :20

FUSARO lei è invidioso ed ingrato.........................
il piccolo Matteo dona al suo premier la gioia di poter parlare di fiori "petalosi", in un mondo crudele che vede l'omonimo premier impegnato su un versante più legato all'ortofrutta, che al mercato floreale !!!!!!!!
Lasci perdere le occasioni rarissime per fargli esprimere la gioia di eventuali AFFINITA' ELETTIVE, e pensi ai duri attacchi che subisce dall'ESTABLISHMENT MEDIATICO per quell'unica volta che facendo il suo dovere dice solo la 32esima parte, di quanto va detto sulla UE.

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