Diego Fusaro

L'ULTIMO MARXIANO

Il Pd, un partito di destra ormai servo del padrone

Continua a distruggere i diritti delle masse. Ora abolisce l’obbligo del registro infortuni.

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19 Gennaio 2016

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il premier Matteo Renzi e il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

(© Ansa) Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il premier Matteo Renzi e il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Nel mondo della disinformazione di massa e dell’opera di capillare manipolazione delle coscienze non stupisce che vi siano notizie che occupano il “davanti della scena” per mesi, pur essendo, non di rado, del tutto irrilevanti; e che, invece, le notizie di rilievo, quelle che aiutano a capire la falsificazione integrale della vita sociale in cui ci troviamo, vengano artatamente nascoste, di modo che non abbiano alcuna circolazione.
Ecco, allora, un esempio del secondo tipo di notizie, di quelle, per intenderci, di cui nessuno ha parlato. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 151/2015, dallo scorso 23 dicembre è abolito l’obbligo a carico dei datori di lavoro della tenuta del registro infortuni, in una logica di semplificazione degli adempimenti complessivi.
NUOVA OFFENSIVA AL MONDO DEL LAVORO. La misura è contenuta nel Decreto Legislativo del 14 settembre 2015, concernente Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro, attuativo del Jobs Act. «Razionalizzazione e semplificazione»: un binomio ad alto tasso ideologico, che ricorda le parole-chiave con cui la Thatcher promuoveva l’abbattimento del pubblico in favore della “razionalità” e dell’“efficienza” del privato.
Insomma, una nuova offensiva al mondo del lavoro, tanto per cambiare; un ulteriore attacco – se vogliamo dirla con Hegel – del Signore ai danni del Servo.
Il nostro è, a ben vedere, il tempo della «ribellione delle èlites» (Christopher Lasch): la lotta di classe non è sparita, come sempre si ripete; semplicemente si è riconfigurata come massacro di classe gestito dalle èlites contro le masse, dal Signore contro il Servo. Esauritosi il comunismo storico novecentesco, passate le sinistre dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale, le èlites hanno pensato bene di riprendersi tutto, in primis i diritti che il Servo era riuscito a ottenere mediante scontri e rivendicazioni.
LE UNIONI CIVILI? ARMA DI DISTRAZIONE. La rimozione dell’articolo 18 è un esempio tra i tanti. L’abolizione dell’obbligo a carico dei datori di lavoro della tenuta del registro infortuni un altro. E questi attacchi diretti e sfacciati contro il lavoro vengono ipocritamente presentati come “riforme”, secondo l’usuale neolingua che chiama le cose invertendo i nomi.
Momento dissolutivo del serpentone metamorfico Pci-Pds-Ds, il Pd rivela ancora una volta di stare dalla parte del Signore e delle èlites contro le masse precarizzate e contro il Servo: avvalora ciò che una volta, con lungimiranza, asserì Giovanni Agnelli, quando disse che per fare riforme di destra occorreva ora rivolgersi alla sinistra.
Ognuno tragga, allora, le sue conseguenze, se non è distratto dalle manifestazioni arcobaleno per i diritti civili dell’individuo sovrano, che in astratto può tutto e in concreto, privato com’è dei più elementari diritti sociali, non può alcunché.
 

Twitter @DiegoFusaro

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TAG: lavoro
Canoi 21/gen/2016 | 08 :47

Egregio Fusaro leggo i suoi scritti partendo speranzoso e finendo con vero fastidio. Capisco (almeno credo di capire) che il suo problema sono le letture a base della sua formazione. Le consiglio di leggere qualcosa di più recente di Hegel come sono i sociologi americani, Popper, lo stesso Marcuse se resiste...
Studi un po' se ha tempo lo sviluppo della socialdemocrazia tedesca. Insomma l'Unità di Berlinguer, che sembra averle fatto l'imprinting, è quella degli accordi sopra e sottobanco con Agnelli, con i "cattolici", con la Democrazia Cristiana demitiana. L'Unità è, sul piano strettamente culturale" quello che viene prima della attuale situazione che lei stesso non riesce a catalogare.

adl 20/gen/2016 | 11 :15

IMPROBO SFORZO INTELLETTUALE......................
.......CERCARE DI CATALOGARE IL PD NELLO SCHEMA OBSOLETO DESTRA/SINISTRA. IL PD è ormai una categoria filosofica-sociopsicologica. Un filosofo come Fusaro, può ben cimentarsi nell'opera. A noi semplici pragmatici non resta che osservare, senza voler infierire, LE DIVERSE SFUMATURE DI ROSSO, sulle quali ci ha recentemente sollecitato il suo SEGRETARIO:
1) QUELLA DEL LOGO DEL MARCHIO FERRARI;
2) QUELLA DELLE PERDITE DEGLI AZIONISTI FERRARI CHE LO HANNO ASCOLTATO;
3) QUELLA DEI POMODORI PER ORA SAPIENTEMENTE EVITATI DEGLI AGGUERRITI RISPARMIATORI DI BANCA ETRURIA & CO.;
4) QUELLA DELLE PERDITE DEGLI AZIONISTI DELLE BANCHE ITALIANE DOPO LE ASSICURAZUIONI DI SOLIDITA' DEL SISTEMA BANCARIO;
5) QUELLA DELLE FACCE SENZA VERGOGNA DEI PARLARENZIANI CHE FINO A IERI HANNO RACCONTATO LA STORIELLA CHE I MERCATI CHE HANNO FATTO VOLARE LO SPREAD, LO HANNO FATTO PER COLPA DI BERLUSCONI;
6) QUELLA DELLA VERGOGNA NEI CONFRONTI DEGLI ELETTORI PD, LE CUI TASSE HANNO SALVATO I CULI DELLE BANCHE TEDESCHE E FRANCESI CON IMU E IRPEF SU IMU, PER AVERE DALLA UE IL BENSERVITO SULLE BANCHE ITALIANE.

Fabio99 19/gen/2016 | 21 :00

Risposta all'articolo del Signor Fusari del 19.01.2016
Signor Fusaro buonasera,
credo si debba calare maggiormente nella realtà, come chi ha commentato prima di me.
Non aggiungo altro.

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