Diego Fusaro

L'ULTIMO MARXIANO

Il registro degli omofobi? Una nuova lista nazista

Schedano in Rete chi è contro le nozze gay. Ma questa è persecuzione del pensiero.

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16 Febbraio 2016

Il sito del registro italiano dei razzisti e degli omofobi.

Il sito del registro italiano dei razzisti e degli omofobi.

Si dice, molto spesso, che la realtà supera la fantasia.
Non so se questo asserto possa essere elevato a massima generale.
Sono, però, sicuro che valga per quel che concerne la recentissima creazione di “RiRo”, il sito del “registro italiano razzisti e omofobi”.
Qui la realtà ha davvero superato la fantasia.
Lo scopo di questo surreale albo è quello di schedare i razzisti e gli omofobi, con tanto di foto segnaletiche.
Ovviamente, i segnalanti sono anonimi, come nella migliore tradizione della caccia alle streghe.
O SEI ALLINEATO O SEI NEMICO. Insomma, su “RiRo” troverete liste di proscrizione in cui non figurano personaggi colpevoli di aver discriminato o usato violenza contro gli omosessuali.
In questo caso, peraltro, spetterebbe allo Stato e alla legge e non a privati - l’analogo dei Freikorps di una volta - prendere provvedimenti, secondo la legge.
No, su “RiRo” troverete schedati come omofobi tutti coloro i quali hanno incautamente commesso lo “psicoreato” di orwelliana memoria, ossia hanno osato esternane opinioni non allineate su temi sui quali non è possibile scostarsi dal tracciato del pensiero unico politicamente corretto: matrimonio gay, affidamento dei figli alle coppie omosessuali, genitore 1 e genitore 2, teoria gender, eccetera.
VIOLENZA CONTRO UNA VISIONE. In questo modo - non è difficile capirlo, per chi non sia offuscato dalle nebbie dell’ideologia - la categoria di omofobia diventa una categoria della persecuzione del pensiero.
Sono posti sullo stesso piano tanto coloro i quali discriminano e usano violenza (e che, naturalmente, è giusto punire a norma di legge) quanto chi osi esporre pacatamente le sue visioni in materia di costumi, magari riconoscendo l’esistenza naturale di uomini e donne, di mamme e papà.
NON LA PENSI COME LORO? OMOFOBO! Pensi che esistano uomini e donne? Omofobo!
Pensi che sia giusto che un bambino abbia il diritto di avere un padre e una madre? Omofobo!
Pensi che la tolleranza e il rispetto si insegnino senza dover cancellare le identità sessuali? Omofobo!
Non vi è discussione possibile: scatta subito la categoria di omofobia, che è l’equivalente del rovesciare la scacchiera o del buttare la palla in tribuna.
Insomma, la categoria di omofobia serve - diciamocelo - a paralizzare il dibattito, a impedire la discussione su temi come il matrimonio e i generi sessuali: chiunque non accetti ciò che si è stabilito sia da accettarsi è silenziato - e ora pure denunciato nel registro - come omofobo.
«USIAMO I METODI DEI NAZISTI». Pensare diventerà presto parafrasare la “Gazzetta ufficiale”. Così leggiamo sul “RiRo”: «Marchiare il prossimo, per esempio, era un modo per i nazisti di ridurre a oggetto lo schiavo ebreo, omosessuale, di un’altra qualsiasi minoranza etnica. Per rendere schiavo un essere umano, basta farlo diventare un numero. Lo scopo di RiRo è ritorcere quest’arma contro le persone che sono figlie di quel tipo di comportamenti, come razzisti, omofobi e altra gente simile». (http://www.registrorazzista.it)
In pratica, ci stanno spiegando che si richiamano - ironicamente, certo - alle pratiche del nazismo per... combattere il nuovo nazismo di chi osa pensare in maniera non omologata.
Curioso paradosso, in effetti.
QUINDI È LECITO DIFFAMARE. Ed è la prova che, come sapeva Gramsci, la storia insegna, ma non ha scolari.
Le pratiche naziste ritornano e si presentano nobilitate dietro la retorica della tutela dei diritti, tutela in nome della quale pare sia lecito diffamare, schedare ed esporre al pubblico scherno chiunque faccia valere pensieri diversi da quelli riconosciuti aprioricamente come legittimi.
La lotta contro gli atteggiamenti “nazisti” diventa l’alibi per prendere provvedimenti degni del nazismo e delle peggiori pagine della storia novecentesca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

oct326 17/feb/2016 | 12 :05

Per una volta
Per una volta mi sento di condividere ciò che Fusaro scrive. Sembra diventato persino liberale! (anche se forse, per lui, "liberale" è una parolaccia...)

adl 16/feb/2016 | 18 :08

"E' Amore"
Fusaro è questione di punti di vista quello che per lei è razzismo, per
loro è ......."amore" !!!!!
1) Aver goduto del "diritto" di essere nati da un padre ed una madre e
averci vissuto e togliere questo diritto ai loro figli ......è AMORE;
2) Voler imporre la cultura gay a chi non lo è, non ACCONTENTANDOSI della libertà di esserlo e denigrare l'altrui pensiero differente, anche se si rispetta la loro "diversa ugualità" ......è AMORE;
3) Inserire la step child adoption in un disegno di legge per non far capir nulla alla gente di cosa si tratta, e cercando di rifilare ai futuri bimbi la dittatura della locazione uterina in combinazione con la genitorialità 1/2/X.............................e' AMORE;
4) Dileggiare, insultare, etichettare chi si permette di pensarla in modo differente e oltraggio degli oltraggi ALL'ORGOGLIO GAY IMPOSTO PER DECRETO, di farlo notare ......................è AMORE !!!!!!!!
Fusaro lei non conosce l'amore, e come me avrà la punizione che merita
e che forse accetterà con il massimo dell'ORGOGLIO....................
............UNA BELLA ISCRIZIONE CON TESSERA PUNTI AL RIRO !!!!!!!!
Fortuna vuole che non tutti i gay sono uguali e così fanaticamente amanti dell'............ "AMORE".

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