IL PAGELLONE
Italia, il Pigs che batte il lupo cattivo Germania
La Nazionale di Prandelli in finale: tedeschi beffati da SuperMario Balotelli.
di Massimo Del Papa
Se questa partita fosse una sinfonia, si rifletterebbe nella Pièce Heroique di Cèsar Franck: un incubo epico, che parte enfatico, si allarga, poi si ripiega, recupera il tema con cautela, quasi con dolore, poi risale, maestoso, inevitabile, senza più paura, in crescendo, fino all'epilogo solenne, trionfante, ammonitore, fatale, vindice, a spegnersi in un fragoroso tripudio che lascia echi di battaglia nella notte, nel campo ormai sfibrato.
Vince l'Italia, la più debole. Fino a ieri. Fino a due ore prima. Vince perché è gattamorta, si fa sospirare, si fa credere pronta alla resa e poi ti graffia. Due volte in mezz'ora. Tedeschi scioccati, kaputt. Credevano di passeggiare, vanno negli spogliatoi con gli occhi che strabuzzano, ma non sono neanche i due wurstel, è proprio la sensazione gelida, tragica, di non venirne a capo, di quando sbatti la faccia contro uno che non ti lascia spazi, ti fa stancare come un animale e in più ti picchia.
DOMINIO ITALIANO ANCHE SUL FISICO. Che squadra di mignotte, questi mafiosi spaghettari, mandolinari: lo pensassero pure, ma resta il fatto che, mai come questa volta (ed era successo lo stesso con l'England), è proprio l'Italia a dominare, anche sul piano fisico; e se una nostalgia proustiana è lecita, sembra proprio che qualcosa sia successo fra il turno eliminatorio e adesso che si fa sul serio: così come in Spagna 30 anni fa, quando il gioco si fa duro i duri si mettono a giocare.
IN FINALE GRAZIE A BALOTELLI. Si sblocca anche il Paolo Rossi della situazione, che stavolta è nero nero e non mingherlino, avrà anche poca testa, ma compensa con un fisico della Madonna, e se ne vanta. E non è vero che «i tedeschi sembrano noi», questa è quasi un'offesa: noi sentimentali, quando un giustiziere (Balotelli) esce, sappiamo applaudirlo anche se ci ha rifilato due pappine; loro sono tanto meschini da fischiarlo.
SGAMBETTO A FRAU MERKEL. No, in semifinale sembriamo proprio italiani, punto e basta. I teutonici sono collettivo, gli azzurri individualisti che poi saldano i singoli in un gioco fatto di fiondate, di sassate, di scariche. Nella ripresa i tedeschi, direbbe Martellini Nando, premono, ma non passano più. L'Italia fa muro e riparte, preciso come nel 1970. E i crucchi si rompono i musi, e anche il loro stramaledetto rigore, che non c'era, profuma soltanto di beffa.
E, francamente, pensare che questa sera Frau Merkel (e chi la ama) digerisce male e forse dorme peggio, non sarà epico, non sarà elegante, sarà sfacciatamente italiano, ma mette addosso un'allegria del diavolo.
BUFFON. A volte fa incazzare, fuori dal campo; dentro, salva forse non la partita, ma il risultato sì, almeno una dozzina di volte. Niente da dire, il migliore del mondo è sempre lui. Perché non se ne contenta, invece di scommettere a vanvera? Voto: 8,5.
CHIELLINI. Non è mica in forma, ma queste sono le sue partite: perché si mena. Voto: 7.
BARZAGLI. È cresciuto tanto, in poche partite. Per autorevolezza, tempismo, furbizia. E Klose è un cliente rognoso. Ma lui adesso è tra i migliori d'Europa. Voto: 7,5.
BONUCCI. Una belva. Niente da fare, non si passa da lì. Si fa male da solo rimediando un cartellino giallo del tutto superfluo, ma che partita. Voto: 7,5.
BALZARETTI. Cionca subito Podolski, così, per fargli capire. È lui che marca il crucco o il contrario? Comunque l'avversario combina poco, e lui molto, anzi parecchio. Fricchettone adorabile. Voto: 7,5.
DE ROSSI. Lo picchiano subito, essendo lui mezzo zoppo. Non lo domano, figuriamoci. Anzi lo caricano, e lotta da gladiatore, more solito e pure di più. Voto: 7,5.
PIRLO. El pirla minga, ma l'è minga un pirla. Tradotto: non corre, ma non gli serve. Come faceva Mariolino Corso, e chi sa di calcio capisce che è un riconoscimento sublime. Del tutto meritato, stasera. Voto: 8.
MARCHISIO. Stasera si sacrifica, perché c'è bisogno di questo. Così si vede poco, ma è dappertutto. Voto: 7,5.
MONTOLIVO. Gli dà dentro come un matto, è sua la prima conclusione azzurra al 17esimo del primo tempo, e copre, e tira, e anticipa, e davvero dà tutto quel che ha e anche di più. Voto: 7+.
CASSANO. Che sia un gran giocatore, si capisce da questo. Che non è più quello di prima, e mai più lo tornerà; allora lui impara a diventare un Gattuso di lusso, per l'oretta che regge. Voto: 7.
BALOTELLI. Magia di Cassano e lui va in cielo: ciapa su, Germania. Poco dopo chiude la partita da campione, ed è il 35esimo, dico 35esimo, del primo tempo. Si toglie la maglia? Sì, e allora? L'immagine della sua fierezza nera resterà un classico del calcio da qui all'eternità. Voto: 8.
DIAMANTI. Da quando entra, si prende addosso il peso del gioco di rimessa. Lo fa bene, un regista sorprendente. E un cursore spettacoloso. Voto: 7,5.
THIAGO MOTTA. Sai che c'è? A differenza di altre partite, qui s'inserisce subito, e gli dà giù duro. E non gli si può dire altro che: bravo. Voto: 7.
DI NATALE. Spreca una occasione da ko, ha paura di cascare e infatti casca. Ma quanto corre, quanto si impegna, quanti spazi apre. Voto: 7.
PRANDELLI. Zitto zitto, micio micio, il buonuomo Cesare ha messo insieme una squadra di carogne, di serpi, che non si era mai vista. Li tiene alti, li fa sgobbare come ai lavori forzati, ma non c'è avversario che ne esca vivo. E la sua Nazionale fa innamorare davvero, e fa sognare come non eravamo più abituati. Voto: 8,5.
Giovedì, 28 Giugno 2012

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