SPIRITO ASPRO

Italia, l'unico tuo figlio biologico è il fascismo

Il Pd contro Gay.it. L'idea patriarcale della donna. Vero, la democrazia è stata adottata.

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16 Gennaio 2016

(© Ansa)

Adozione del figliastro: perché non chiamarla in italiano, la stepchild adoption?
Così sembra il titolo di un legal thriller alla Thurow, o un escamotage dell'alta finanza, tipo bailout o quantitative easing.
COME NELLE FAVOLE. E invece è la classica situazione che incontravamo da bambini in tre fiabe della nonna su cinque: «Pensando che la piccola avesse bisogno di una donna che le facesse da mamma, l'uomo scelse in sposa una signora nobile, già madre di due giovani ragazze».  Il vedovo con figli si risposa e, soprattutto per le figliastre, cominciano i guai.
Anche se va detto che nella prima stesura delle favole di Grimm la persecutrice di Cenerentola e Hansel & Gretel era la madre biologica, in seguito trasformata in matrigna per non insinuare nei piccini l'idea destabilizzante che anche le mamme vere possano fare cose cattive, tipo obbligarti a razzolare nella cenere o abbandonarti nel bosco in pasto a lupi, cinghiali e streghe bimbòfaghe.
IL VERO CRUCCIO DEI FRONDISTI PD. Ecco il vero spettro che causa il mal di pancia ai 37 senatori cattolici del Pd: centinaia di fanciulle coperte di stracci costrette a fare i lavori di casa e a rinunciare al ballo del principe azzurro, e frotte di bimbetti in costume bavarese che non riescono più a ritrovare il sentiero di briciole lasciato nella foresta.
E se certe nefandezze succedono nelle coppie regolarmente sposate delle fiabe, figuriamoci cosa potrebbe accadere nelle coppie di fatto vere o, dio ce ne scampi, in quelle omo!
Povera Cenerentola, altro che ballo, al massimo la lascerebbero uscire in occasione del Gay Pride, tanto per fare numero.
Estendere la stepchild adoption sarebbe un salto nel buio, peggio di quello che fa Alice nella tana del Bianconiglio.
LO 'SGARRO' DI GAY.IT. I senatori malpancisti sanno che il loro vero problema è di credere troppo alle favole (non ci riferiamo alla religione cattolica, per carità, ma alle favole col lieto fine in questo mondo e non nell'altro) e sarà sicuramente per questo che si sono risentiti per la pubblicazione delle loro foto e dei loro nomi sul sito Gay.it. Perché, se no?
Per quale altro motivo potrebbero essere additati al ludibrio digitale?
Perché sono senatori, perché sono del Pd, perché non vogliono dare alle coppie gay gli stessi diritti all'adozione concessi alle coppie etero? Okay, tutte e tre le cose in una sola persona è tanta roba, ma non è colpa di Gay.it, e, realisticamente, in Italia è più facile diventare impopolari in quanto senatori e/o piddini che in quanto ostili alle adozioni gay.
Quindi parlare di liste di proscrizione e squadrismo, come ha fatto Il Giornale, sembra un po' troppo.
Nell'antica Roma le liste annoveravano quanti erano fuorilegge e privati dei beni e potevano essere essere uccisi non solo impunemente, ma addirittura dietro pubblico compenso. Ora, tutto si può rimproverare ai gay tranne l'abitudine di manganellare per strada chi non la pensa come loro.
Per quel che ne so, nemmeno a Castro, il leggendario quartiere omosex di San Francisco, si registrano episodi di omofobi aggrediti o mobbizzati da squadracce gay, in strada o a scuola o nei locali pubblici. DEMOCRAZIA, FIGLIA ADOTTIVA. Tutto quel che suggeriva Gay.it era di telefonare o contattare i senatori in questione per chiedere conto della loro scelta, cosa che dovrebbe far parte della democrazia, un regime che l'Italia ha adottato in base a una stepchild adoption, visto che la democrazia non è figlia sua, ma della defunta Grecia antica.
L'unico regime politico di cui l'Italia è genitrice biologica è, ahimè, il fascismo; figlio respinto e ripudiato, ma mai abbastanza, a quanto pare.
Chissà perché non si è trovata un'espressione smart come stepchild adoption per il brutale concetto di utero in affitto.
Forse perché trattandosi di organi riproduttivi femminili ci si può andare giù pesanti, anche se chi la usa è virtuoso e «femminista», e in buona fede vuole evitare la mercificazione della maternità e lo sfruttamento delle madri povere.
DONNE SEMPRE VITTIME? Un atteggiamento che ha gli stessi limiti degli ideali filantropici di chi un tempo si batteva contro i bordelli e la tratta delle bianche: per debellare una piaga sociale si dà per scontato che le donne siano sempre tendenzialmente vittime, e non in grado fino in fondo di badare a se stesse e di decidere lucidamente quale uso fare dei propri organi riproduttivi. Compreso, se vuole, quello di portare un figlio per conto terzi, a pagamento o no.
Si dà per acquisito che ogni femmina sana di mente userebbe i propri genitali solo per fare sesso gratuito più o meno riproduttivo all'interno di un rapporto monogamo, e se li impiega diversamente è solo perché non sta bene con la testa, o è sfruttata o ingannata. Ergo, menti illuminate e sagge tipo quelle dei 37 senatori Pd o attrici impegnate come Francesca Neri e Micaela Ramazzotti o le suore orsoline di Casa Rut di Caserta devono provvedere.
SE GLI UOMINI RIMANESSERO INCINTI...Per quanto benintenzionato, è un modo di pensare paternalistico anzi, patriarcale. Anziché sostenere l'empowerment delle donne in modo che decidano autonomamente sul proprio utero senza cederlo uso 'forno', se ne fa una questione di principio, di mistica laica della maternità estesa a tutto il genere femminile.
E niente mi toglie dalla testa che se i figli li portassero in grembo i maschi non solo l'aborto si farebbe dal barbiere, come diceva Daniele Luttazzi, ma gli uteri si affitterebbero con Immobilcasa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

adl 16/gen/2016 | 11 :33

GAY.IT HA DIRITTO AD UNA RISPOSTA........................
fossi stato io tra i 37 avrei attinto alla risposta virile di una grande donna:

"E nell'immagine di due uomini o di due donne che col neonato in mezzo recitano la commedia di Maria e Giuseppe vedo qualcosa di mostruosamente sbagliato. Qualcosa che mi offende anzi mi umilia come donna, come mamma mancata, mamma sfortunata, e come cittadina. omissis
Mi infuria la gente che tace, che ha paura di parlare, di dire la verità. E la verità è che le leggi dello stato non possono ignorare le leggi della natura...............Lo stato non può consegnare un bambino, cioè una creatura indifesa e ignara, a genitori coi quali egli vivrà credendo che si nasce da due babbi o da due mamme non da un babbo e una mamma. .............un bambino non è un cane o un gatto da nutrire e basta, alloggiare e basta. E' un essere umano , un cittadino, con diritti inalienabili. Ben più inalienabili dei diritti o presunti diritti di due omosessuali con smanie materne o paterne. E il primo di questi diritti è sapere come si nasce sul nostro pianeta, come funziona la Vita sul nostro pianeta. Cosa più che possibile con una madre senza marito, del tutto impossibile con due "genitori" del medesimo sesso. Punto e basta". Oriana Fallaci

Il fatto poi che la sinistra è stata sempre molto comprensiva, premurosa piena di attenzioni verbali e non, con la grande scrittrice, dovrebbe aiutare .........

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