Carlo Panella

ANALISI

La schiavitù dell'Isis? È il Corano che la ispira

Il testo sacro dell'Islam, a tratti, legittima questa pratica. Negarlo impedisce di comprendere la natura del nemico.

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31 Dicembre 2015

Miliziani dell'Isis.

Miliziani dell'Isis.

Tre donne schiave di islamici nell'Africa sub sahariana ci raccontano con voce dolorante le violenze sessuali e d'ogni tipo subite durante una tranquilla serata televisiva della Rai.
Ovviamente, il giorno successivo, nessun giornale o telegiornale collega i loro volti emaciati dall'umiliazione con la notizia sparata dalla Reuters: trovata la fatwa dell'Isis sull'abuso sessuale delle schiave.
A nessuno in Italia, men che meno alla Rai, viene in mente il rapporto evidente tra questa fatwa e le testimonianze appena ascoltate in televisione.
Capolavoro ributtante del politically correct. Aggravato dalla solita citazione del solito sconosciuto saggio, tale Abdel Fattah Alawari, docente di teologia islamica all'Università di al Azhar, una delle più antiche del Medio Oriente, secondo il quale tutti questi precetti non hanno assolutamente niente a che fare con l'Islam.
I SAGGI A DIFESA DELL'ISLAM. «L'Islam impone la liberazione degli schiavi, non giustifica in alcun modo la schiavitù», spiega. «La schiavitù era lo status quo quando è nato l'Islam. Giudaismo, cristianità, greci, romani, persiani la praticavano e prendevano le donne dei nemici come schiave sessuali. L'Islam ha lavorato per rimuovere questa pratica».
Coscienze a posto, islamofobia evitata, che criminali quelli dell'Isis! E nessuno si accorge che questo saggio di al Azhar ci ha rivelato invece, al solito in modo criptico, una verità ben scomoda per l'Islam. Non ci ha affatto detto che l'Islam ha estirpato la schiavitù, ma che «ha lavorato per rimuovere questa pratica».
Conferma clamorosa di una attività tuttora in opera da parte dei leader islamici per rimuovere una schiavitù che in Mauritania è stata abolita solo nel 1980, e che è ancora largamente praticata in quello che molti chiamano 'Islam moderato'.
BISOGNA CAPIRE LA NATURA DEL NEMICO. Il fatto è che questi tema scabroso della schiavitù è uno dei tanti che dobbiamo assolutamente affrontare, perché rivela la piena sintonia dell'Isis con la pratica costante odierna di una violazione dei diritti umani legittimata a suo tempo dall'Islam.
Se volete capire perché l'Isis avanza e noi, i suoi nemici, lo scalfiamo appena dopo un anno e mezzo di 'guerra'. Se volete afferrare l'apparente mistero dell'evidente consenso che riscuote tra le tribù sunnite dell'Anbar, così come nelle banlieues e nelle menti di tanti islamici. Se volete comprendere perché il mondo musulmano non lo rigetta con forza, questa fatwa sulla schiavitù vi offre l'occasione buona.
Perché è ortodossa. Perché non è affatto il parto delle menti distorte dei leader dell'Isis. Perché queste stesse regole, pur sconfessate da al Azhar, ma non combattute con coraggio, sono praticate da centinaia di migliaia di musulmani in Sudan, in Arabia Saudita e in molte parti della umma.

L'Isis e le citazioni del Corano

Iraq: miliziani dell'Isis fotografati durante la lettura del Corano.

Iraq: miliziani dell'Isis fotografati durante la lettura del Corano.

Questa fatwa, peraltro è roba vecchia, è un falso scoop della Reuters, perché l'Isis l'ha già pubblicata mesi fa sulla sua rivista Dabiq, accompagnandola con dotte citazioni del Corano, degli Hadit (frasi e giudici del Profeta tramandati dalla tradizione) e della Sharia.
Maometto, infatti, legittima in pieno la schiavitù nel Corano, anche se spesso auspica la liberazione degli schiavi: «O Profeta, ti abbiamo reso lecite le spose alle quali hai versato il dono nuziale, le schiave che possiedi che Allah ti ha dato dal bottino [...] » (Corano 30,28).
LA SHARIA CODIFICA LA SCHIAVITÙ. E ancora: «Prospereranno i credenti [...] e che si mantengono casti, eccetto con le loro spose e con schiave che possiedono - e in questo non sono biasimevoli» (Corano 16,71).
La Sharia e gli Hadith, dunque, così come il diritto islamico, codificano la schiavitù, ne determinano la casistica.
E l'Isis altro non fa che ricordare ai fedeli musulmani questo patrimonio dottrinale.
Questo fatto cruciale ci porta diritto al centro della straordinaria forza di penetrazione culturale e religiosa che l'Isis dimostra: un ancoraggio forte, non scismatico, rispettoso dei testi della più ortodossa Tradizione islamica nella versione Hanbalita.
UNA REALTÀ AGGHIACCIANTE. Ancoraggio condiviso da centinaia di migliaia di pacifici musulmani che applicano le stesse regole dall'Africa al Golfo, passando per il Sudan, come risulta da inconfutabili testimonianze di Amnesty e Hrw.
Su questo glissano i saggi di al Azhar, che si guardano bene dal aggiungere la loro voce alle denunce di questa realtà agghiacciante diffusa nel mondo musulmano.
Anche questa vicenda ci riporta dunque al nodo irrisolto dell'Islam: la sua riforma negata. Al rifiuto della esegesi. Al rifiuto del rapporto tra Fede e Ragione. Al rifiuto della libertà di pensiero. All'impero del testo letterale vuoi del Corano, vuoi della Sharia.
OBAMA NEGA E SBAGLIA. L'Isis, infatti, altro non fa se non applicare rigidamente la Sharia hanbalita e l'interpretazione del Corano della tradizione wahabita, schiavitù inclusa.
Rifiuta gli aggiustamenti opportunistici, perché non motivati da nessuna elaborazione teologica ma solo dalle necessità realpolitiker, imposti a questa tradizione dai governanti sauditi e degli emirati del Golfo, che rifiutano per legge la schiavitù, ma poi la praticano nei fatti e la lasciano praticare dai loro sudditi.
In questo 'idem sentire' con larga parte del mondo sunnita tradizionalista risiede e si riverbera la forza politica dell'Isis.
Negare questi dati di fatto, come fa Barack Obama e l'universo del politically correct, ha la semplice e terribile conseguenza di impedire di comprendere la natura del nemico. È quindi di combatterlo con una strategia senza fondamento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

luponero 02/gen/2016 | 14 :08

Questo è semplicemente un articolo che dice le cose come stanno.L'Islam è il più giovano dei monoteismi "desertici"e ha attecchito in una zona del mondo che non è stata contagiata dai cambiamenti etici e tecnologici "postmedievali",non è colpa di nessuno,è così e basta.Stanno ancora vivendo il loro medioevo,sono ancora incapaci di costruire le regole sociali sulla ragione,sulla razionalità.Negare questo è mettere la testa nella sabbia.

comequandoperchè 31/dic/2015 | 18 :45

a propositi di "nodi irrisolti"..
.. cosa attende Panella a predicare il bombardamento a tappeto di Riyad e La Mecca? Almeno sarebbe conseguente ai suoi "dati di fatto"

comequandoperchè 31/dic/2015 | 18 :37

nella Bibbia e nel Vangelo
si possono trovare decine di frasi identiche a quelle del Corano sulla schiavitù. Che in occidente è stata abolita sull'onda dell'illuminismo, non certo del cristianesimo. Poi non manca mai e mai mancherà chi, per ottusità, malafede, o entrambe, intende le Scritture solo alla lettera.

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