Peppino Caldarola

MAMBO

Ormai è chiaro, Renzi non può fare il premier

Sa solo fare il guastatore. Non ha un'idea di Italia. Raccomanda gli amici. Il Pd lo sfiduci.

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03 Febbraio 2016

Matteo Renzi

(© Imagoeconomica) Matteo Renzi

Ernesto Auci, giornalista di lungo corso, già direttore del Sole-24 ore, nonché faro della comunicazione dapprima in Confindustria e poi in Fiat, ora commentatore principe sul l'Unità di Matteo Renzi, mi ha scritto su Facebook , dopo il mio articolo del 3 febbraio, questo post: «Il mugugno non basta. Quali sono i progetti alternativi? Nell’articolo non se ne fa cenno. Purtroppo il processo di cambiamento dell’Italia è lungo e la situazione europea e internazionale non aiuta. Certo Renzi ha dei difetti. Non si fida e non riesce a fare una squadra ampia e competente. Ma da qui a mandarlo a casa ce ne corre… anche perché il vero pericolo per tutti si chiama Salvini e Grillo. Non lo dimentichiamo!».
Infatti non lo dimenticheremo, ma il fatto di avere  i “barbari” alle porte non sempre suggerisce una buona politica difensiva.
UN GUASTATORE SENZA IDEE. Auci mette insieme cose diverse. Non ne condivido alcuna, con amicizia ovviamente. Non credo, ad esempio, che il difetto di Renzi sia solo quello di non fidarsi e di fare della sua squadra quella che ho chiamato la “banda dei quattro”. C’è anche questo. Ho l’impressione, dopo averlo osservato quotidianamente da quando è premier e averlo seguito precedentemente, che il problema non sia caratteriale o amicale, il problema è che Renzi non ha le qualità del premier.
È un guastatore - e dio sa se ce n’era bisogno! - ma non sa come e dove condure la nave Italia. Non c’è un rapporto che non sia stato messo in crisi senza costrutto: dalle relazioni istituzionali, al sindacato, all’economia, a partire dalle banche.
Voleva e forse vuole ancora privatizzare, in mani amiche, i servizi di sicurezza (scusate se è poco!). Non ha alcun progetto, cioè quella cosa che Auci rimprovera ai suoi critici.
Auci è stato al fianco di persone che sapevano dove condurre l’impresa, conoscevano il mercato, si avvalevano di persone competenti, avevano uso di mondo.
Poi sbagliavano, e in Confindustria e Fiat per molto tempo hanno anche sbagliato molto. Ma sapevano dove mettevano le mani.
Renzi no. Tratta la Commissione europea come fosse un’altra pattuglia di scout come quella che lui dirige con i suoi pericolosi “quattro”, non si capisce quanto e se sia amico di Obama e come intende muoversi con Putin, ha ricevuto il leader iraniano, firmando ottimi accordi, ma segnalandosi internazionalmente per la figura ignobile delle statue coperte, come fece coprire quelle di Firenze in occasione di un altro incontro.
NON CONOSCIAMO LA SUA IDEA DI ITALIA. Non conosciamo la sua idea di Italia, a parte il fatto che da essa D’Alema andrebbe esiliato e i comunisti messi fuori dal consesso civile tranne Gennaro Migliore.
Auci, te la dico piatta-piatta: non c’è un’idea bucata. Io non ho dato fiato a un mugugno, ho espresso, dopo aver lasciato in pace Renzi per molti mesi e criticato i suoi critici ideologici, quello che si chiama “dissenso”.
Renzi non fa bene al Paese. È ovvio che non tifo perché venga rovesciato subito e senza alternativa. Alla vecchia scuola comunista ho imparato il gradualismo.
Voglio però che dapprima venga battuto al prossimo congresso e, fatto un giro nel Pd, mi sono accorto che fra antirenziani, a-renziani e diversamente renziani c’è un buon numero di riformisti che possono esprimere, almeno e per ora, un leader migliore di renzi.
Programma? L’Auci giornalista non credo ne abbia mai scritto uno e nessuno al giornalista Auci l’avrebbe chiesto.
Tuttavia il programma è semplice: non sfasciare lo Stato, rapporto a schiena dritta ma non arrogante con l’Europa, individuazione delle priorità dell’economia reale, giù le mani da Rai e banche.
E, se posso osare, mandare in una casa di riposo i genitori suoi e degli amici suoi.
Può bastare.
Non chiedo la sconfitta della banda dei quattro. La storia mi ha già raccontato come sono finiti. Vi sarà il bis in Italia. Meno cruento, of course.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

walter43 03/feb/2016 | 17 :43

Finalmente
Vedo con piacere che finalmente ha cambiato idea su Renzi.
Le ci è voluto più di un anno per passare dal decantare lui (Renzi) ed il suo enturage come slavatori della partia capire al dire quello che fin dall'inizio, oltre alle parole, emegeva chiaramente dalle azioni: un politico (o meglio uno scalatore di poltrone/potere) e una cricca molto capaci a incantare, ma incapaci, peggio dei predecessori, a governare per il bene della gente. Con una differenza; non si capisce bene chi ci stia dietro. O forse si: confindustria e multinazionali, speculatori finanziari, evasori; i poteri forti dell'epoca del neoliberismo.

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