Peppino Caldarola

MAMBO

Povera Italia, ridotta a burattino dai suoi politici

Siamo in balia degli altri Paesi: Usa, Egitto, Francia. La colpa? Di Renzi, ma non solo. 

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25 Febbraio 2016

Barack Obama e Matteo Renzi.

(© Ansa) Barack Obama e Matteo Renzi.

Dovremmo per qualche ora spegnere le telecamere puntate sul premier e guidarle verso il Paese reale.
Non c'è' dubbio che riemergano scoramento e sfiducia. La dose massiccia di ottimismo iniettata da Renzi, fondata sulla sua persona e sulla scomparsa di una parte del ceto politico precedente, non affascina più. Né la quantità di leggi che Renzi chiama, come i suoi predecessori, 'riforme' appaiono attraenti. Né quella sul lavoro, né quella sulla buona scuola, né quelle istituzionali e per finire neppure quella sulle unioni civili che alcuni legittimamente definiscono un bicchiere mezzo pieno e altri, altrettanto legittimamente, un bicchiere mezzo vuoto.
RENZI, RIFORMATORE CONFUSO. Il premier in questa nuova situazione che ci riporta in mezzo al guado con i problemi di sempre (economia debole, debito crescente, nuova caduta della credibilità internazionale) ha la sua parte enorme di responsabilità.
È stato un riformatore confuso, si è fatto prendere la mano da tutte le risse di strada, non ha chiamato al protagonismo le giovani generazioni, ha definito un campo del potere chiuso e difeso con il filo spinato una volta che sono entrati tutti i suoi.
Niente di moderno in questo atteggiamento. 
RESPONSABILITÀ CONDIVISE. Tuttavia, l'intera classe politica porta la responsabilità del ripresentarsi del rischio Italia.
La destra ha dato voce alla sua parte più estrema. Il Movimento 5 Stelle è una delusione anche per i più affezionati nemici. La sinistra Pd non ha capito che non può oscillare tra tatticismo e sogno di defenestrazione del tiranno di Firenze.
Siamo alle solite, come in tutti questi anni di Seconda Repubblica. La destra spera di spaventare gli italiani quando la sinistra governa, un pezzo di sinistra, invece di cercare di influire sul governo, spera nel cataclisma catartico.
UNA ETERNA ABOCCAPERTA. Se continua così non c'è luce in fondo al tunnel. Quel che più impressiona è che sulla politica estera le carte le danno gli altri: gli egiziani sulla morte del povero ricercatore, i francesi sulla Libia, gli Usa sul diritto di intromettersi nelle cose nostre.
Il tema di fondo, mai risolto nella Seconda Repubblica se non, a mio avviso, con Prodi e D'Alema per qualche momento, è che appariamo «una espressione geografica». Do you remember?
Avremmo bisogno di una classe dirigente larga, i cento uomini (o donne) di ferro che sognava Guido Dorso, con amor di patria, schiena dritta e buoni studi.
Se deve essere una eterna Aboccaperta del povero Funari, significa che la politica vuole morire. Ci rassegniamo?

 

Twitter @giuseppecaldaro

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