Fabiana Giacomotti

FASHION FESTIVAL

Sanremo e moda: le pagelle della terza serata

Gli Zero Assoluto fanno peggio di tutti. Ghenea sembra un comò. Garko e Neffa sono senza speranza. Arisa, che sorpresa. Foto.

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12 Febbraio 2016

Nel Festival che smorza gli entusiasmi come gli Zero Assoluto quando fanno della sigla di Goldrake un brodino neomelodico, qualche sorpresa arriva dai look della terza sera (guarda le foto).
Nessuna, naturalmente, riguarda i conduttori.

Conduttori: Garko è senza speranza, si salva solo la Raffaele

Virginia Raffaele. Forse non è brava come andiamo dicendo da anni. Con l’imitazione di Donatella Versace calca troppo la mano e diventa imbarazzante. L’accanimento non è prova di eleganza, e Conti non è in grado di arginarla. In compenso i suoi smoking sono gli unici look di grande personalità della serata.
Voto: 6

 

Carlo Conti. Non pervenuto. Lo smoking era blu copiativo, giusto?
Voto: n.p.

 

Gabriel Garko. Se non riuscì Michelangelo a dare vita al suo Mosé con una martellata, come potrebbe farlo uno stilista con Gabriel Garko?
Voto: 5

 

Rocco Tanica. Jack Frusciante è uscito dal gruppo. E ha fatto malissimo.
Voto: 4

 

Madalina Ghenea. Come trasformare una bella ragazza formosa in un comò. Madeleine Vionnet, nel cui nome Goga Ashkenazi disegna vestiti di gusto kazako, si rivolterà nella tomba.
Voto: 3

Cantanti e ospiti: Arisa è sorprendente, Dolcenera stona da femme fatale

Alessandro Mahmoud/Mahmood. Un uomo che canta da uomo vestito da uomo che sa di moda e di stile restando un uomo. Non ne vedevamo da tempo, così. Speriamo che vinca.
Voto: 8

 

Dolcenera. Viso espressivo, voce fantastica. Ma l’abito da donna fatale non è proprio il suo genere. Perché non lo è, e lo strapazza.
Voto: 5

 

Neffa. In inglese per quelli come lui si usa l’espressione try too hard. Quelli che provano disperatamente ad avere uno stile, e non ci riescono.
Voto: 4

 

Arisa. Non ci possiamo credere. Un vestito azzeccatissimo nel gusto, nel taglio, e per di più in tendenza. Righe, lurex e paillettes magnificati da un taglio semplicissimo e dalle maniche a tre quarti che sono sempre eleganti. Sta a vedere che a forza di cambiare, e di sperimentare, e di fare partacce a tutti i suoi stylist e collaboratori e addetti stampa, questa volitiva ragazza invece riuscirà a trovarlo, il suo stile.
Voto: 8

 

Francesca Michielin. Il suo stilistico Au Jour Le Jour che la veste ha capito che lo scamiciato da Heidi della prima uscita, adorabile su una modella, non si può far indossare a una ragazza di forme normali e per di più ripresa dalle telecamere, e ha corretto il tiro, rendendole giustizia. Con i capelli sciolti, completo nero sul quale gli occhietti ricamati in paillettes brillano giustamente maliziosi, assomiglia alla fresca ragazzina che è.
Voto: 8

 

Rocco Hunt. Yeah. Chi se ne importa se indossa un look gangsta rap della prima ora. È inarrestabile, traboccante di tutta l’energia che manca a questo Festival, e vedrete che non lo fermerà nessuno. Meritatamente.
Voto: 8

 

Zero assoluto. Appunto.

 

Twitter @fgiacomotti

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