Michele Masneri

RENZINOMICS

Yoram Gutgeld, chi è il commissario alla spending review

Lui è l'uomo dei tagli alla spesa. Cocciuto e ascetico, 'obbedisce' solo all'amata moglie. Che lo maltratta affettuosamente. L'economista visto da Masneri.

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03 Febbraio 2016

Yoram Gutgeld.

(© Imagoeconomica) Yoram Gutgeld.

È una specie di anti-Carrai Yoram Gutgeld, il 56enne consigliere economico di Matteo Renzi, ennesimo commissario alla spending review, inventore del bonus di 80 euro, renzianissimo della corrente più giusta, quella israeliana, che però non sta toccando molto palla ultimamente, e comunque non la tocca molto signorilmente, va detto.
«Forse prenderà tutti per sfinimento, alla fine», dice un addetto, e «tutti» sono i giovani economisti in fiore che fanno carriera mentre lui rimane un po' al palo, però con grande understatement.
Commissario 'alla spending'; quinto nella storia repubblicana dopo Bondi e Giarda e Cottarelli e Perotti in coabitazione - l'incarico è tipo Spada nella Roccia, intanto però nella Camelot renziana i giovani vanno a fare i sottosegretari e i vice ministri e lui rimane lì.
VUOLE TAGLIARE, ILLUSO. Lui vuole tagliare, tagliare, e dare efficienza: illuso.
All'inizio voleva abbattere subito 10 miliardi di spesa, per arrivare a 20-30 e ridurre le tasse, poi non gliel'hanno fatto fare.
Renzi lo ascolta molto, però.
Con curriculum israeliano-americano da paura, oltretutto: una storia alla Roth (un po' Philip un po' Joseph), il nonno era in parlamento in Polonia, il padre è stato l'avvocato e il consulente in Israele di Moshe Dayan.
STORIA DA ROMANZO. Mezza famiglia finita ad Auschwitz, la storia (almeno un pezzo) finita in un romanzo di un certo successo, Jacob's rescue, che racconta del piccolo Jacob Gutgeld, cugino primo di Yoram, assieme ai due fratelli salvato dal ghetto di Varsavia dalla famiglia, cattolica, dell'autista di casa, che li nascose e curò prelevandoli da un buco nel muro.

In Italia per amore della moglie Maria Antonietta

Maria Antonietta Di Benedetto, moglie di Yoram Gutgeld.

Maria Antonietta Di Benedetto, moglie di Yoram Gutgeld.

Gutgeld è in Italia per amore, ma non dell'Italia.
A McKinsey, la società di consulenza in cui ha lavorato per anni, ha conosciuto la futura moglie, Maria Antonietta Di Benedetto, che lo maltratta affettuosamente.
INSIEME DAL 1989. Tanto esagitata lei quanto lui è (apparentemente) placido e tranquillo, si sono conosciuti nel 1989 e non si sono più lasciati.
Per conquistarla Gutgeld si è fatto Los Angeles-Milano quattro volte in un inverno (stava conseguendo l'ennesimo titolo di studio: oltre alla laurea in matematica e filosofia a Gerusalemme, un master e un dottorato in Logica a Ucla. Ma è anche campione di bridge europeo Under 21, tanto per non farsi mancare niente).
Sembra un po' la spia russa del Ponte delle spie di Steven Spielberg. È esperto di teoria dei giochi.
LEI, DONNA IN CARRIERA. Lei invece: ambiziosissima, laureata in politica internazionale alla Statale, voleva fare la carriera diplomatica ma poi è finita a McKinsey; capo del settore ricerche e studi; e poi manager al Sole 24 Ore e poi anche una parentesi alla Settimana enigmistica.
Oggi però è soprattutto gran dama di potere culinario al Forte dei Marmi, feudo gutgeldiano ove è appena stata nominata nel consiglio di amministrazione della Versiliana, bilderberg dannunziano che controlla manifestazioni e spartizioni all'ombra del pineto.
COI PINI NEL CUORE. Coi pini del resto ha cominciato, lady Gutgeld, con l'associazione 'Più forte del vento', che non ha riferimenti al «non si può fermare il vento con le mani», primo slogan renziano, ma mira a ripristinare la flora abbattuta dalle bufere del marzo 2015, trauma primario fortemarmino.
Non si muove foglia, o ago di pino, insomma, sul litorale, che lady Gutgeld non voglia.
REGINA DELLA RISTORAZIONE. Ha fatto campagna di fund raising con camioncini e apette, all'americana, vendendo 'street food' per racimolare contributi; ha capito subito che «l'unica cosa seria in Italia è la ristorazione» (copyright Boris), altro che spending review, dunque polverizzato le varie Milly Moratti e Santanché usando sapientemente la pignatta come strumento di lobbying; pare non sappia cucinare, però non solo è in giuria nel fondamentale premio 'A tavola sulla spiaggia', non solo è sovente scortata dal Michele dell'omonima Enoteca di Pietrasanta, ma officia anche in proprio nella sua cucina tipo Masterchef, tutta acciaio e cristallo, spesso tenendo in ostaggio influencer e vip e blogger e tra trofie e mezze maniche anche il sindaco Pd (tendenza Capannina) del Forte Umberto Buratti.

Yoram che asceticamente non frequenta nessuno

Il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan con il consigliere economico di Matteo Renzi Yoram Gutgeld.

(© Imagoeconomica) Il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan con il consigliere economico di Matteo Renzi Yoram Gutgeld.

In questa Masterchef israelo-versiliana, i Gutgeld si dividono così tra la spiaggia, l'angolo cottura, Milano e Roma, dove Yoram vive asceticamente senza frequentare nessuno, secondo manuale di pubbliche relazioni renziano (il presidente del Consiglio l'ha conosciuto quand'era sindaco, gliel'ha presentato Daniele Ferrero, padrone del cioccolato Venchi. Poi Renzi gli ha chiesto di candidarsi, e la moglie gli ha dato il permesso).
Esperto di auto, guida una piccola classe A Mercedes, ascoltando Fiorella Mannoia, mentre ella sfreccia sfidando l'autovelox per il Forte su una grande station wagon (quando sono insieme alla guida lei lo rimprovera per la lentezza: «Muoviti, Yoram, cazzo!»).
UN OCCHIO AI CONSUMI. Lui è preoccupato dei consumi, sia micro che macro («Questa macchina beve troppo», sospira guardando la lancetta!; però durante un viaggio autostradale rientrati a Milano ebbe a dire: «Vedi quante auto al casello? È un tipico segnale della ripresa!»).
Li si può avvistare al bagno Piero, dove su una duna-privé lady Gutgeld scruta l'orizzonte e studia nuove strategie politico-culinarie, tipo generale Montgomery dell'anti-aderente, mentre lui costringe i figli ai compiti di matematica (il più grande, Federico, 18enne, è capo dell'Unione studentesca lombarda, si batte contro il Jobs act e la macelleria sociale e ha scavalcato a sinistra tutta la famiglia, è il cuore di mamma: ma Yoram il tranquillo sopporta questo e altro).
HA LAVORATO AL PENTAGONO. Ma se lei intesse strategie e menù tra un abbattitore e un pino marittimo, il marito va avanti e vorrebbe anche lui abbattere, abbattere, la spesa, come quella israeliana, «la più efficiente del mondo», e lui la conosce bene, ci ha lavorato, ha lavorato pure per il Pentagono.
«Passeremo dalle 33 mila stazioni appaltanti a 35!», ha dichiarato recentemente entusiasta a Federico Fubini sul Corriere della sera.
Sì, vabbè. Ma quando scende in campo lei?


Twitter @michimas

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