L'INTERVISTA

Latouche: «Italia, serve la bancarotta»

Per il guru della decrescita, il debito non sarà mai ripagato: meglio ripartire da zero. Su Berlusconi: «È pazzo».

bimbonet 23/nov/2012 | 20 :18

Parole sante ma inutili.
Serge Latouche somiglia a Sean Connery ma non sta certamente recitando un film, descrive senza mezzi termini la realtà e ipotizza un cambiamento drastico ma necessario, prima di perire nella “gabbia di ferro” in cui siamo rinchiusi. Sintetizzando, la soluzione sta nella cancellazione degli anni che hanno segnato l’arrivo della globalizzazione mentre in Europa si assisteva ad un’unione favorevole ad uno Stato a scapito di altri. La sua analisi sul passato è condivisibile al 100%, per il futuro se ne potrebbe parlare, qualora fosse utile farlo, il guaio è che tutto avverrà secondo la linea guida tracciata a priori, dove l’umanità può solo partecipare, godere o soffrire. La situazione italiana dovrebbe essere ben chiara, la linea Monti distrugge per mantenere uno status quo che fa comodo non certo al popolo: ci sono i dati economici che parlano chiaro, ovviamente non tenuti in considerazione perché il mondo da tenere in vita, ad oltranza, è quello finanziario. Si dirà allora, perché buona parte della politica e della società civile la pensa diversamente, cioè sposa la linea del governo? Si può rispondere chiamando in causa la storia recente: prima del Fascismo e del Nazismo c’erano senz’altro i motivi e gli avvisi per evitarli, non fu fatto nulla, allora e non sarà fatto nulla oggi, non per niente la sacerdotessa Cassandra sarà ricordata in eterno.

feltrin 20/lug/2012 | 13 :31

Ignoranza e imbecillità sono caratteristiche collegabili fra loro nelle quali il numero ed il peso delle cazzate in ingresso, nonche i loro promotori, sono note e prevedibili.
Queste caratteristiche comuni a tutti i sinistri, ci permettono di calcolare l'esatto grado di degenerazione del nostro paese, come la storia ci ha ampiamente dimostrato.
Figuriamoci oggi, dove uno come Grillo è dato addirittura al 25%.

robinson 7 20/lug/2012 | 12 :46

Astrologia, meteorologia ed economi a sono discipline analoghe nelle quali il numero ed il peso delle variabili in ingresso, nonché ' le lloro interazioni, sono ignote o imprevedibili.
Queste discipline anti scientifiche non sono in grado di prevedere nulla come la storia ha sempre dimostrato, per i grandi economisti.
Figuriamoci oggi dove tutti parlano di economia orecchiata

bigdima 18/lug/2012 | 12 :32

a feltrin
zio benito è quello di 80 anni fa? se è lui allora sei un boss x la frase concordo con te su quello che hai detto ma chi è il pensatore intelligente e profetico?

omissam 18/lug/2012 | 09 :51

borse e azioni
l'idea di chiudere le borse e finirla con le società per azioni sarebbe il primo grande passo...permetterebbe di finire con le multinazionali che consumano territorio e persone dove gli costa meno per poi lasciare rovine e disagio non appena trovano un altro stato con meno regole e maggior povertà...
permetterebbe di lasciar prosperare quelle piccole e medie aziende radicate nel territorio, con bilanci in positivo, che vengono prima acquisite e poi smantellate dai grandi gruppo...
30 anni fa la finanza valeva circa l'80% dell'economia reale...oggi vale 5 volte l'economia reale. poi si capisce perchè non ci sono soldi per salari, sanità, per pagare le imprese...

Diogenetico 18/lug/2012 | 09 :10

Più Pil per tutti
sono i bisogni dell' uomo ad essere"finiti", per questo la società industriale è destinata a collassare sui suoi stessi principi di crescita "infinita".

nickdurban 18/lug/2012 | 08 :36

Italia, serve la bancarotta»
sono da sempre un appasionato di storia ,cio che leggo in questi gg e qualcosa di mostruoso ieri il WSJ e il FT auspicavano il ritorno delle citta stato ora questo latouche ,secondo me noi popoli italiani siamo senza saperlo tra i piu grandi del mondo questo tutto il mondo lo sa tranne noi che x colpa del nostro ego non siamo mai riusciti a ragionare con la testa ma siamo sempre stati tutti contro tutti, basti pensare che ai tempi delle repubbliche genova e venezia invece di unirsi e governare il mondo si facevano la guerra x poche isole del mediterraneo e colombo dovette elemosinare 3 barchette alla spagna regalando loro un impero mai visto ,di riflesso il portogallo che allora aveva una popolazione scarsa e la francia olanda senza parlare dell'ingliterra,oggi nel mondo invece della lingua inglese si doveva parlare l'italiano ora questi guru dell'economia vogliono che noi ci dividiamo in citta stato regioni del nord grazie all'egoismo di quei politici corotti della lega che hanno seminato odio,cosi ci possono tenere al guinzaglio senza che diamo loro problemi perche quando vogliamo e quelle poche volte che siamo stati uniti abbiamo sempre dimostrato a loro che non ferma nessuno ,x questo ci temono,il nord diventerebbe il sud dell'europa centrale con la possibilita di far fare al nord cio che loro hanno fatto al sud dopo l'unita d'italia,perche la storia oggi dice che ai tempi dei borboni il sud non era messo tanto male anzi il contrario ci hanno tolto tutto soldi fabbriche iniziative ,tutto x favorire un piemonte pieno di debiti e ora la storia si ripete,l'unita d'italia fu compiuta grazie alla gran bretagna che cercava delle basi x il nascente canale di suez ora piu o meno e la stessa cosa la g.bretagna e gli USA sanno che la loro supremazia e vicina e cercano in tutti i modi di restare a galla e conoscendo le nostre debolezze fanno di tutto x dividerci ,e noi ci stiamo ricascando

feltrin 17/lug/2012 | 20 :46

FINALMENTE UN PENSATORE INTELLIGENTE E PROFETICO MA.....
....visti i commenti a questo articolo possiamo dedurre che il popolo Italiano è talmente ritardato da meritarsi il governo e i politici attuali.

"per un mondo + pulito torna in vita zio Benito"

conconi 17/lug/2012 | 17 :22

@Jecko666 17/lug/2012 | 14:32 DUE UTOPIE UN'INICO PIANETA
VA DA SE CHE NON VOLEVO ESSERE OFFENSIVO.
MI SCUSO SE LO SONO SEMBRATO.
PERO' CONVERRA' CHE ANCHE NEL MOLTO CHE HA LETTO, IMMAGINO DI TESI AVVERSA AI TERORICI DELLA "ACRESCITA" O DECRISCITA POSSIBILE VI E' UNA UTOPIA LATENTE E NON DICHIARATA:." QUELLA DELLA CRESCITA INFINITA'" :I CUI RISULTATI ABBIAMO SOTTO GLI OCCHI . SAPENDO ANCHE CHE "QUESTO PIANETA" IL NOSTRO E' "FINITO" E NON E' POSSIBILE ALLUNGARE UNA MANO PER PROCURARCENE UN'ALTRO.

ynoisone 17/lug/2012 | 17 :05

@ bigdima Caro bigdima, le tue prediche me le puoi risparmiare, le crociate, la persecuzione di 300mila eretici, Belzebù e l'inferno, il Vaticano e le bacarotte dei padri della chiesa parlano chiaro...

new zealand 17/lug/2012 | 16 :17

riflettere sullo sviluppo
certo oggi riflettere sullo sviluppo è importante, perchè ormai molte forme di sviluppo non portano alcun beneficio alle popolazioni locali. Anzi, 60 anni fa le macchine hanno sostituito l'operaio, oggi i computer sostituiscono l'impiegato. E noi che facciamo? Poi gli imprenditori assumono solo bassa manovalanza, dalle serre ai call center, spesso straniera e temporanea. Vero che i giovani non sempre hanno voglia di sporcarsi le mani, ma è anche vero che non è che oggi impari a fare l'artigiano lavorando. Oggi nella maggioranza delle ditte lavori a cottimo per tot mesi, pochi soldi, e poi a casa! altro che il vecio che insegnava al bocia il mestiere!! Cento ettari di serre piene di pachistani o indiani sottopagati aumentano il PIL, ma fanno più danni che altro (tranne forse al padrone). Insomma, molte cose vanno riviste nel profondo, inutile negarlo.

bigdima 17/lug/2012 | 15 :49

a ynoisone
se tu ragionassi un pochino un dio che non fa altro che predicare non può avere ucciso migliardi di persone
se sono morte in guerre è colpa dell'uomo che HA SCELTO di fare ciò quindi il mio dio che è anche il tuo non c'entra proprio un bel niente e chi uccide in nome di dio non ha fatto certo una bella fine ne di qua nè nell'aldilà

e poi se proprio proprio dobbiamo salvarci la scelta migliore è uscire dall'euro e poi dichiarare bancarotta

Jecko666 17/lug/2012 | 14 :47

Professore non vuol dire niente
@ynoisone: anzitutto essere professori non significa niente, anche L. Napoleoni è professoressa, eppure ne spara una peggio dell'altra (tipo usciamo dall'euro tutti insieme allegramente e altre idiozie simili). Secondo, io parlo con cognizione di causa e analizzando il problema, non scrivendo semplicemente "ha ragione" o "ha torto", oppure solo scrivendo "è ignorante". Io argomento le mie tesi. Aspetto che gli altri facciano lo stesso. Grazie e saluti.

new zealand 17/lug/2012 | 14 :40

sig. Latouche, forse..
la sua teoria pare non considerare che sono molto pochi gli esseri umani con valide capacità di autolimitazione, e ta questi nessuno fa politica ad alti livelli!! Anzi storicamente è facile dimostrare l'infinita avidità delle classi dirigenti, fin dai tempi di Re salomone, 100 mogli e 1000 concubine!!
Ma d'altronde nemmeno Marx aveva considerato che la vita comunitaria è molto difficile per l'essere umano già nei piccoli gruppi. figuriamoci per nazioni intere!!
Alla base di questi errori c'è la bufala del libero arbitrio: l'essere umano è quello che è e, salvo eccezioni, non può essere altro!!

ynoisone 17/lug/2012 | 14 :36

Capitalisti e religiosi fanatici
Con rammarico leggo i commenti lasciati da alcuni utenti. Leggo di ignoranza e utopie nei confronti di Latouche, inanzitutto mi preme dire che L. è sempre un prof. universitario riconosciuto e quindi ignorante non è, e in quanto alla utopia, beh mi viene da dire che i grandi cambiamenti sono avvenuti proprio per le utopie dei singoli individui che hanno cambiato la storia in megio o in peggio. Per quanto concerne il capitalismo ormai mi sembra palese che il modello sia fallito, e qui mi fermo. La religione? @ bigdima, io credo in me e alle persone che mi circondano, il tuo Dio ha fatto più morti in 2mila anni che tutte le pandemie e catastrofi naturali. Per Amare e rispettare non abbiamo bisogno di un Dio.
Saluti a tutti e viva la diversità

Jecko666 17/lug/2012 | 14 :32

Letto eccome, ma è tempo buttato
@Concone: caschi male, l'ho letto eccome. E per tua informazione ho letto anche mooolto altro :)

conconi 17/lug/2012 | 14 :22

@Jecko666 17/lug/2012 | 13:44
NONOSTANTE HAI SCRITTO UN POST COSì LUNGO, HO LA NETTA IMPRESSIONE CHE NON HAI MAI LETTO UN LIìBRO LI SERGE LATOUCHE

Ciran 17/lug/2012 | 13 :51

Abbondanza frugale e l'economia di Paperino
Ma che teoria del piffero!
Il mercato non ci presta + denero, bene secondo Serge, basta dire "porto via il pallone e non gioco più!".
Cioè basta ripudiare il debito, uscire dall'euro e fare una iper-svalutazione condita da protezionismo Argentino poi come cigliegina "lavoriamo tutti ma meno".
Bravo Latouche! Esempio di populismo inverosimile, verboso, dannoso...

Jecko666 17/lug/2012 | 13 :44

Latouche è ridicolo e ignorante
Errori storici a parte (come commenta il primo utente), bisogna dire che Latouche non perde occasioni per rendersi ridicolo. Contare gli sfondoni economici in quest'articolo è inutile perché sono troppi, basti un discorso d'insieme, e scusatemi se sarò prolisso ma credo sia necessario.
Allora, per quanto apparentemente ciò che dica Latouche appaia condivisibile, a uno sguardo più attento saltano subito all'occhio le contraddizioni di fondo. Questo movimento reazionario (il Movimento per la Decrescita Felice di Latouche e Pallante) ha il sogno, anzi, l'utopia, di potersi scavare una nicchia al di fuori del Capitalismo, di poter produrre e consumare in maniera autonoma o al massimo in cooperative di stampo ottocentesco (dunque tornando agli albori del Capitalismo) restando al di fuori delle logiche di mercato, cancellando così un secolo e oltre di storia economica, dimenticando totalmente il concetto di "concorrenza" che regola il libero mercato e dunque ormai l'intero pianeta Terra e i cui effetti i salariati italiani ed europei in generale stanno sentendo sulla loro pelle da ormai diversi anni (vedi la Spagna e la Grecia, tanto per non andare troppo lontano). Per il MDF la soluzione a tutto sarebbe tornare alle cooperative agricole, al poco denaro, alla produzione autonoma, come se il Capitalismo odierno, anche quello finanziario, non fosse sorto proprio da lì. Come se tutto non fosse una naturale conseguenza. Ma questo sarebbe il minimo. Il peggio è che il MDF porta avanti le sue tesi senza mai inquadrare correttamente la globalizzazione (rifiutandola tout court appunto assumendo un atteggiamento autarchico), e tutti i tratti fondamentali di questo sistema economico. Come vediamo, infatti, la loro critica si ferma alla sfera della distribuzione, giudica la qualità della merce (come se esistessero merci buone e merci cattive in assoluto), la loro provenienza e l'impatto sull'ambiente. Punta il dito sul consumismo, sull'eccesso di consumo di merci "inutili" e superflue, ma non si azzarda neanche a mettere in discussione la sfera della produzione, ossia non punta mai il dito verso il rapporto conflittuale tra capitale e lavoro. Come abbiamo visto, per il MDF tale conflitto, semmai, sarebbe risolto appunto con un ritorno agli albori del Capitalismo, consumando poco e bene, non inquinando, eliminando le merci inutili, specialmente quelle prodotte dalle mefistofeliche multinazionali tipo McDonalds, Apple e Nike. E' qui il punto cruciale dove crolla tutto il fragile castello pseudorivoluzionario del MDF: il frigorifero, il cellulare, il computer, portare otto giorni i bambini al mare, sono cose utili? Farsi la doccia e cambiarsi tutti i giorni è uno spreco insalubre? Bere l’acqua in bottiglia perché quella che esce dal rubinetto sa di merda, nonostante il cloro e le analisi fatte alla fonte e non al consumo, è utile o no? Se poi diciamo che è meglio imbottigliare in vetro piuttosto che in plastica siamo quasi tutti d’accordo, ma allora basta una noticina sul prossimo decreto milleproroghe, non serve fare la rivoluzione, nemmeno quella delle "coscienze". Ecco svelato dunque il trucco degli illusionisti del MDF: questo movimento critica (timidamente e contraddittoriamente) il sistema di accumulazione del capitale, cioè il capitalismo in sé, e propone un’alternativa futura basata sulla decrescita economica e sulla crescita umana, ma non dice in che modo combattere il sistema capitalistico nel presente in maniera socialmente efficace: in pratica non dice come si può passare praticamente dal capitalismo alla decrescita. Ma l'errore teorico è proprio nel concetto di "accumulazione" e di "sovrapproduzione" indicato dal MDF. Il capitalismo, teso verso l’accumulazione senza limiti, produrrebbe troppe merci che non riescono ad essere assorbite dal mercato. Secondo i teorici del MDF questa contraddizione si sarebbe risolta con la crescita dei consumi, che determina l’esaurimento delle risorse naturali che, in questo modo, diverrebbe la contraddizione fondamentale. Peccato che tale interpretazione si scontri con la realtà, visto che negli ultimi anni si sono prodotte crisi sempre più profonde fino a quella del 2008, che per intensità è stata paragonata a quella del ’29, nonostante il forte sostegno artificiale alla domanda, che ha prodotto un enorme debito privato delle famiglie in tutti i paesi capitalisticamente più avanzati. Il vero punto debole del meccanismo dell’accumulazione, infatti, non è la scarsità della domanda, ma il declino della redditività degli investimenti, che si manifesta nella tendenza alla caduta del saggio di profitto. La produzione capitalistica può anche estendersi quantitativamente quanto si vuole, nel tentativo di supplire a tale caduta, ma ciò non impedisce che ogni capitale aggiuntivo investito abbia un rendimento decrescente. In poche parole, la crisi non deriva da una sovrapproduzione (o sottoconsumo) di merci, ma da una sovrapproduzione di capitale.
Il MDF propone insomma la decrescita in un sistema che fa della crescita non solo il suo modello di riferimento, ma che ne è condizione indispensabile per la sua sopravvivenza. Non ci vuole molto a capire che sostenere questo significa sostenere una grossolana sciocchezza. Se poi queste ultime (le sciocchezze) producono reddito per chi le propugna, allora si possono intuire anche altre cose (come fa lo stesso Latouche coi suoi gadgets, libri e dvd che puntualmente lui reputa utilissimi). Nulla vieta, del resto, ai fautori del MDF di vivere asceticamente e in favore della loro decrescita personale (quindi non secondo i loro redditi), e niente ci impedisce individualmente di rifiutare, per quanto possibile, alcuni modelli di comportamento e di consumo che riteniamo sbagliati, evitando di comprare certe merci piuttosto che altre, aderendo ai GAS, non inquinando, avendo dunque un atteggiamento quanto più "umano" e ambientalista possibile. Molti già lo fanno. Bisogna però tener conto, parlando in generale, che i comportamenti sociali dipendono ben poco dalla "coscienza" e dalla volontà dei singoli individui. Chiediamoci infatti una cosa: chi decide l’utilità di una merce e soprattutto: cos’è una merce? Una merce non è solo un valore d’uso utile o inutile, ma diventa un "bene" solo in quanto è un valore di scambio. Solo lo scambio può provare che una merce è utile. Se una merce non è utile, non diventa nemmeno un valore di scambio. Perciò chi decide dell’utilità di una merce, di un "bene" come lo chiamano molti erroneamente, è il mercato e non la "coscienza umana". È il capitalismo e non possiamo farci niente. Non serve avere una laurea in sociologia o in antropologia per saperlo, basta chiedere a un bravo commesso del supermercato vicino casa. Intanto la decrescita forzata, chiamata austerity, imposta dai governi greci, spagnoli, portoghesi e italiani ai lavoratori dei rispettivi paesi, ha come effetto il cambiamento dei consumi: più pasta e nutella, meno carne e frutta e ortaggi. Meno pesce e più caffellatte. Più raro il dentista e molta attenzione al riscaldamento. Insomma, tutta gente che non cambia auto o arredamento una volta l’anno e che aderisce alla decrescita suo proprio malgrado.
Secondo i guru del MDF dovremmo insomma tornare all'agricoltura nel proprio giardino di casa (sempre se ne abbiamo uno, male che vada occupiamo qualche ettaro di proprietà altrui, che ci vuole?), imparando a vivere con poco, elogiando la frugalità. "Che diamine", ci sentiamo ripetere in continuazione, "consumiamo troppo!". E allora forza: sciopero dei consumi, inquiniamo poco, non compriamo quasi nulla che non sia DOC, o prodotto in proprio, oppure che non sia il minimo per farci campare. Certo. Come se la colpa fosse nostra. Come se la "domanda" fosse colpa nostra e l'offerta solo una conseguenza. Come se la domanda non fosse indotta dal bisogno di farci consumare sempre di più affinché i profitti siano sempre alti. E allora la soluzione per questi signori è smettere di comprare, o comunque tornare a uno stadio primitivo del capitalismo. E allora un operaio che vive con 1200-1400 euro al mese può vivere anche con 800-700, no? E il resto del denaro? Lo brucia? Lo ridà al padrone? Lo accumula? Lo spende diversamente? Il MDF invita ogni persona a rivendicare una aumento di benessere e non di reddito: siamo d’accordo, ma spiegatelo voi al borghesotto, all’industriale e al banchiere, che non deve perseguire il profitto. Immaginiamo lo scenario: noi a predicare che non serve aumentare il reddito perchè in realtà si può vivere bene e felici anche con pochi soldi, o addirittura senza; i capitalisti che non capiscono ("e che ci dovrei fare con tutti questi soldi?") e continuano con lo sfruttamento e la logica del profitto. Come convincere un banchiere ad abbandonare il fine del guadagno? Insomma, per noi lavoratori e precari l'elogio della frugalità, per i capitalisti tutto il "cucuzzaro". Se frugalità deve essere, allora, se decrescita deve essere, che sia per tutti, o per nessuno.

Bobbis 17/lug/2012 | 11 :38

Monsieur Latouche
mi sembra un utopista poco acculturato. Provi a istruirsi su cosa é significato per il mondo civilizzato la caduta dell'impero romano oppure, più banalmente, quali erano le aspettative di vita solo 100 anni fa. Infine, mi piacerebbe tanto sapere come vive monsieur Latouche.

bigdima 17/lug/2012 | 11 :25

lasciate perdere
piuttosto che pensare a queste cose pensate a essere più religiosi,tornate a pensare alla religione e a credere in Dio,è l'unica cosa che conta se volete un mondo migliore costruitelo sulle basi della reliogone cristiana cattolica: Amore,Perdono Umiltà e Preghiere al Signore


non sperate che la politica cambi o che le cose vadano al meglio,la storia ha sempre insegnato che i politici penseranno sempre agli affari loro

antonioc 17/lug/2012 | 10 :42

non male
ragazzi forse questo ha ragione,
senza forse,in questo modo avanti non si va.
se venisse una guerra che distrugge parecchio poi si ricostruirebbe forse,speriamo di NO.
il sistema che abbiamo in questo momento non si permette di andare avanti, il denaro va sempre verso la punta della piramide lasciando scoperta la base.
anche se quelli che sono sopra spendono non lo faranno mai abbastanza per muovere la macchina.
ci si deve accontentare visto che fino adesso siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità ,
lasciando alla miseria altri popoli,ora è giunto il nostro momento di fare la fame e ci lamentiamo, il dito dal fuoco bisognava toglierlo prima di scottarlo.
MEDITIAMO per un mondo migliore da lasciare ai nostri figli

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