Rivali di stile
Il profilo 20 Febbraio Feb 2011 0900 20 febbraio 2011

Mozah, l'emira delle arti

Chi è la donna che ha sostenuto Al Jazeera.

  • ...

di Alessandra Cardinale

Con la rivale Carla Bruni, premiére dame di Francia.

Dama di carità o rivoluzionaria con il velo? È una domanda appropriata quando si legge la biografia di Mozah Bint Nasser, 51 anni, seconda moglie dell’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani a cui ha dato sette figli, cinque maschi e due femmine.
A soli 18 anni la bellissima Mozah sposò uno degli uomini più ricchi al mondo appartenente alla storica dinastia Al Thani.
MISS ELEGANZA. Da allora, nel pieno rispetto del regime poligamico, la signora condivide il facoltoso marito e la nomina di first lady con le altre due mogli, le quali però vivono nella sua ombra. Non è difficile da crederlo, se si considera che la fascinosa emira è stata definita dalla rivista Vogue tra le donne più eleganti al mondo ed è una delle poche che riesce a tener testa a un’altra première dame che della classe ha fatto il suo biglietto da visita, Carla Bruni in Sarkozy (guarda la photogallery di Mozah Bint Nasser).

I suoi modelli: padre, marito e il generale Nasser

Ma l’emira, che secondo la rivista Forbes è la 79esima donna più potente al mondo, non è solo turbanti di seta e vestiti impreziositi da gemme e diamanti. Al giornalista britannico David Frost durante un’intervista alla televisione araba ha confessato che suo padre, suo marito e il generale Nasser d’Egitto sono stati i suoi punti di riferimento, i suoi modelli.
«Uomini forti, ambiziosi e potenti, non c'è dubbio. Ma nessuna donna?», ha chiesto il giornalista. «No, nessuna donna», ha risposto candida la signora.
LA POLEMICA FEMMINISTA. Questa dichiarazione è stata mal digerita da alcune femministe che hanno rivendicato la lotta di molte donne arabe per la libertà.
Sul tema si è aperto un dibattito molto vivace in Medio Oriente. Queste potenti signore, quasi sempre figlie o mogli di ultra miliardari, sceicchi ed emiri fanno, sì, della beneficenza a vantaggio dei meno fortunati ma rimangono sempre rinchiuse nelle torri d’avorio gestite unicamente da uomini, all'interno delle quali ricoprono solo ruoli di felici-consorti o di eleganti-dame-di carità. Insomma, sono donne emancipate solo in superficie.

La soddisfazione dell'assegnazione Mondiale

È pur vero però che le attività messe in piedi e portate avanti dalla fascinosa emira del Qatar – molte delle quali hanno al centro proprie le donne - si sono rvelate grandi vittorie. L'ultima, in ordine cronologico, è stata l’assegnazione al Qatar dei Mondiali di calcio del 2022 (leggi).
Prima della decisione finale da parte della Fifa, la signora Mozah ha tenuto un discorso convincente e appassionato sulla grande opportunità che il campionato avrebbe rappresentato per il suo Paese e ha sapientemente elencato le ragioni per cui il Qatar non solo fosse pronto ad accogliere una manifestazione del genere ma anche quanto avesse da offrire.
Pochi minuti dopo l'emirato è diventato il primo Paese mediorientale a ospitare il campionato.

IL POTERE DEI SOLDI. Bel colpo che, però, non ha messo a freno le malelingue secondo cui più che le parole della signora Mozah sono stati i soldi del marito a convincere la Fifa, ma resta il fatto che si tratta di un’importante chance per il Qatar e i Paesi vicini, dove la passione per il football è fortissima.
Ma non è finita qui: la Qatar Foundation ha deciso di investire ancora nel calcio, scegliendo la squadra forse più forte al mondo. Detto, fatto. Nelle casse del Barcelona Fc finiranno oltre 30 milioni di euro all'anno fino al 2016, per un totale di circa 150 milioni, e la Fondazione diventerà il primo sponsor, oltre l'Unicef, dei blaugrana (leggi il business dello sport nel mondo arabo).

La first lady che spopola nella Rete

Al Qatar motor show, la coppia osserva il prototipo di Volkswagen XL1.

La cerimonia che si è svolta lo scorso dicembre a Zurigo ha incuriosito molte persone a cui prima di allora il nome della first lady non diceva nulla.
Ora su Facebook Mozah ha la pagina di fan We Love Al Sheikha Mozah Al Missned accompagnata da sei cuori e un profilo che aggiorna personalmente (questo è quanto ha dichiarato), seguito da oltre 41 mila persone.
Hh Sheikha Mozah, dove le due 'h' stanno per Her Highness, Sua Altezza, ha anche un sito, www.mozabintnasser.qa, dove su uno sfondo rosa, unica civetteria che si è concessa, racconta la sua vita e le sue mille e una attività di beneficenza.

L'amore per le arti e la cultura

Donna colta, con diverse lauree, secondo voci di corte l'emira spesso consiglia il marito su come e dove investire il fiume di dollari a disposizione della famiglia reale. E grazie a lei il Qatar è diventata una sorta di moderna corte rinascimentale, paradiso della cultura e delle arti.
MODERNA CORTE RINASCIMENTALE. Mozah, che è pure ambasciatrice dell'Unesco, ha ispirato molti progetti che hanno attratto nel piccolo emirato le menti e gli artisti più brillanti da tutto il mondo.
Promotrice della Education City, una città dell'educazione destinata ad accogliere le più prestigiose università statunitensi, Mozah è animatrice anche della Qatar Foundation.
SOSTENITRICE DI AL JAZEERA. Non solo. L'emira ha convinto il marito, nel 1996, a finanziare con 150 milioni di dollari l’emittente televisiva Al Jazeera, una delle voci più autorevoli del mondo arabo, che ha sede proprio a Doha. Ogni anno, poi, la Bbc mediorientale riceve dall'emiro un assegno 30 milioni di euro.

Per un Islam moderato e progressista

L'emira insieme ad Amina Erdogan, first lady turca, durante una visita a Istambul.

Sul suo sito, poi, c’è anche una sezione dedicata alla sua personale vision, termine sdoganato dal presidente americano Barack Obama durante la sua campagna presidenziale, sui temi più disparati: l’Islam, l’ambiente, i diritti umani, l’impegno internazionale e sociale.
L'APPELLO SUL WEB. «Il vero Islam è compatibile con i concetti di tolleranza, modernità e progressismo», ha scritto Mozah. «Sfortunatamente ora è ancora percepito dall’Occidente come una minaccia ma non è così».
Femminista o meno, a questo punto forse non importa: la signora dallo sguardo dolce e dalle idee brillanti non smette di sfidare se stessa e gli altri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati