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2 Luglio Lug 2011 0829 02 luglio 2011

La Tata per un bebè

Controllo demografico: un'auto per chi si sterilizza.

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da Mumbai

A Jhunjhunu, città nel cuore del deserto del Rajahstan indiano poco a nord di Jaipur, passano tutte le strade che collegano il triangolo d'oro del turismo indiano. E sempre a Jhunjhunu, a nemmeno 200 chilometri dalla grande Delhi, le famiglie sfornano bambini a ritmi davvero elevati, le coppie meno produttive qui come altrove nella repubblica di Gandhi hanno come minimo tre figli.
Lo ha confermato l'ultimo censimento. Nella città, oggi abitata da 2,1 milioni di abitanti, il numero di nuovi nati crescerà ancora dell'11,8% nei prossimi 10 anni. Troppo per vivere in condizioni dignitose, rispetto ai guadagni medi delle famiglie.

Automobile, motocicletta e frigorifero per l'intervento

La tata nano, primo premio del concorso indetto dallo Stato del Rajastan per controllare le nascite.

Ecco perché, proprio durante la stagione dei monsoni nella quale si registra il boom dei concepimenti, il dipartimento della Salute di questo distretto indiano ha lanciato la sua campagna pro-sterilizzazione, cercando di allettare i giovani padri a recarsi negli ambulatori locali convenzionati con un concorso a premi. Con questa operazione di marketing, le autorità sanitarie sperano, da qui a settembre, di convincere 6 mila persone a sottoporsi al piccolo intervento.
CONCORSO A PREMI. Il primo premio per chi raccoglie l'invito a smettere di procreare è un'automobile, sogno proibito nelle campagne del Rajasthan dove ci si muove rincorrendo i cassoni dei camion di passaggio lungo le express highway. O ci si stringe sugli autorisciò, che, omologati per tre persone, ne caricano fino a 20.
Il secondo premio è una motocicletta, poi, a scendere un frigo, una cucina a gas, un televisore. Tutti offerti dalla nuova campagna di controllo nascite dello Stato dei maharaja, famoso per le sue interminabili lande semi-desertiche, per i palazzi lussuosi che raccolgono orde di turisti e per il contrasto feroce con le campagne, povere e arretrate.
NANO, SIMBOLO DEL BOOM. L'auto in palio è, non a caso, una Tata: la nano. Che, oltre a rappresentare la storia di successo dell'industria indiana più lampante degli ultimi anni, ha rivoluzionato le campagne sotto diversi punti di vista. Intanto perché le fabbriche hanno occupato territori e villaggi prima vocati all'agricoltura, con una serie di espropri perpetrata grazie a un'azione di lobbying nei confronti degli Stati locali; in secondo luogo, perché la nano, grazie al suo prezzo contenuto (è l'utilitaria meno cara al mondo, costa meno di 2 mila euro), è l'emblema del sogno a motore dell'indiano medio. Ma, nonostante l'esiguo prezzo, per acquistarne una in India è necessario risparmiare per anni.

Controllo delle nascite: 60 anni di fallimenti

Con i tassi di natalità attuali, la popolazione indiana supererà quella cinese nel 2030.

Non è la prima volta che la nazione, che supererà la Cina nel 2030 per numero di abitanti, porta avanti campagne di sensibilizzazione per il controllo delle nascite. La prima, grande 'operazione di alfabetizzazione' della popolazione avvenne già negli Anni '50, più avanti si cercò di attirare i padri verso l'operazione promettendo regali. Di solito alimentari, per esempio litri di olio vegetale tanto preziosi quanto usati nella cucina indiana. Tutti i grandi statisti, Nehru per primo seguito da Indira Gandhi, attuarono politiche per convincere gli uomini a farsi sterilizzare. La più famosa è stata quella della fine degli Anni '70, quando un noto slogan venne lanciato per insegnare agli indiani i pregi di una famiglia dalle dimensioni “contenute”: «Hum do, Hamare do» recitava lo slogan, cioè: siamo in due e i nostri figli sono due.
ALFABETIZZAZIONE DELLE DONNE. Ma visti i ritmi attuali di procreazione, e le proiezioni future, tali tentativi furono tutti un fallimento. Solo il Kerala, Stato modello del sud affacciato sul mare arabico, è riuscito in passato a controllare le nascite con maggior successo: è uno dei pochi casi, infatti, in cui invece che puntare sulla sterilizzazione degli uomini si è investito nell'educazione delle donne, permettendo loro di studiare gratuitamente e alfabetizzando le coppie.
Anche il Rajasthan aveva tentato questa via, seppur più timidamente: le coppie di sposi venivano istruite e convinte almeno a distanziare nel tempo la nascita del primo e del secondo figlio, e venivano distribuiti gratuitamente contraccettivi alla popolazione.

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