Cosentino Lavitola 111019092324
IL CASO
19 Ottobre Ott 2011 0850 19 ottobre 2011

«Milanese vuole incularci»

Lavitola a Cosentino: retroscena su Pdl.

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Valter Lavitola e Nicola Cosentino. Due personaggi apparentemente lontani, sui cui legami occulti hanno alzato il velo le nuove intercettazioni. L'ex direttore de L'Avanti! è stato infatti pizzicato a colloquiare con Cosentino, coordinatore del Popolo della libertà in Campania nel mirino dei magistrati di Napoli per concorso in associazione camorristica.
Nelle nuove intercettazioni, i due si scatenano contro Marco Milanese, all'epoca dei fatti influente uomo di fiducia di Giulio Tremonti.
Ma non è tutto. Nel registro delle chiamate partite dal telefono di Lavitola c'è anche il generale Paolo Poletti, detto «James», vice capo dell'Aise, il servizio segreto civile.
Ecco la trascrizione integrale delle conversazioni.

Rendere pan per focaccia

(6 novembre 2009 ore 15.45)
A dimostrazione delle trame di Cosentino contro l'attuale governatore della Campania Stefano Caldoro, sono emerse le intercettazioni che vedono il coordinatore del Pdl parlare con Lavitola nell'autunno 2009 alla vigilia delle elezioni amministrative del 2010. L'ex direttore de L'Avanti! passò delle carte a Cosentino per giocarsele contro chi lo attaccava, come Italo Bocchino, allora compagno di partito nel Pdl.
Cosentino: «Valter, sò Nicola».
Lavitola: «Ehi Nick, t'avevo appena chiamato. Ti volevo dire due cose: sul Roma ci sta una porcata in prima pagina che tu saprai no? (il 6 novembre sul quotidiano che fa capo a Bocchino esce la notizia della richiesta d'arresto per Cosentino, ndr)».
C.: «Sì, sì».
L.: «Io ti chiederei, se ti è possibile, di chiamare il presidente e scagliarti ufficialmente contro quella checca e poi utilizzare immediatamente quelle cose che ti avevo dato io ieri, perché a 'sto punto bisogna rendere pan per focaccia».
C.: «Sì, sì, ho già provveduto a fare una cosa contro di lui, al presidente gli ho mandato un report che gli è arrivato».
L.: «Vabbè, ma telefonalo scusami. Telefonalo e scagliati contro di lui ufficialmente, dammi retta a me, ti prego, fallo».
C.: «L'ho fatto già».
L.: «Ma ci hai parlato?».
C.: «No, gli ho mandato una cosa che lui sicuramente legge».
L.: «Telefonalo e fai l'incazzato, dicendo 'questo qua mi ha rotto i coglioni', quando ci parli chiamami che subito dopo lo chiamo io».
C.: «Ho capito, vabbè».
L.: «Fammi sapè Nico', un bacione».

Milanese? Sta lavorando per incularci

(3 novembre 2009 ore 18)
Il sospetto di Lavitola si fa pesante: dietro le fughe di notizie su Cosentino ci sarebbe Marco Milanese. L'obiettivo? Fargli perdere la corsa alla presidenza della Regione Campania.
Lavitola: «Ti volevo dire, tu con Milanese che rapporto c'hai?».
Cosentino: «Buono...».
L.: «Vedi che è lui che sta lavorando per incularci...».
C.: «Siiiiì...».
L.: «Finalmente l'ho scoperto, al 90% va, non voglio dire al 99 per non eccedere in presunzione».
C.: «Ah, e perché secondo te?».
L.: «Non lo so, questo mo' mi chiedi troppo. Non lo so, però sono quasi certo che chi sta facendo uscire le notizie a Repubblica e al Corriere, eccetera, è lui al 90%, perché con te non posso fa figure di merda che ti dico al 99. E chi sta dando segnali molto negativi sulla tua candidatura utilizzando una serie di cazzi, è lui».
C.: «È lui...».
L.: «Sì, comunque vediamoci e ti dico».

Ciao James, ho cose interessanti da raccontarti

(12 novembre 2009 ore 13.13)
Lavitola sente spesso al telefono il generale Paolo Poletti, ex capo di stato maggiore della Guardia di finanza e vicedirettore dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi). I toni sono talmente amichevoli che il direttore de L'Avanti! lo chiama James.
Poletti: «Pronto».
Lavitola: «Ciao James».
P.: «Oh, come stai?».
L.: «Bene, tu come va?».
P.: «Eh, sopravvivo, è una giornataccia».
L.: «Poi dicono che i servizi non lavorano eh eh...».
P.: «Burocrazia ma lavorano... grande burocrazia».
L.: «Tutte le cose che mi piacerebbe fare a me, missioni impossibile tipo film non le fai tu».
P.: «Per quelle devi andare al cinema».
L.: «A me non mi potreste arruolare e farmi fare qualche cosa dal genere?».
P.: «Al cinema, io parlo con un regista, ti faccio assume dal regista».
L.: «Ci vediamo per piglià un caffè, pago io ovviamente. (... ) Ti voglio raccontà un po' di cose interessanti».

Dove sei? Vieni subito da me in ufficio

(19 ottobre 2009 alle 17.56)
Lavitola: «Comandante...».
Poletti: «Dove sei?».
L.: «In ufficio».
P.: «Io sono di passaggio a piazza San Silvestro, tu puoi passare da me in ufficio subito?».
L.: «In ufficio da te subito? Sì. O vengo a piazza San Silvestro».
P.: «Però ci devi impiegare tre secondi perché sto veramente...».
L.: «Ok io esco, in questo istante...».

So che posso fidarmi di te

(3 novembre 2009 ore 11.51)
Lavitola deve concludere un affare in Albania e ne parla più volte con il generale, ascoltatore attento e fidato.
Segretario: «Signor Lavitola? Le passo il generale Poletti».
Lavitola: «Pronto? Paolo? Valter... io lo so che ti rompo però».
Poletti: «No no no...».
L.: «Ti devo dire la verità, io non so che cosa fare, la mattina mi hai detto di andare da lui (Berlusconi, ndr) per parlare di queste cose, mo' abbiamo fatto una lunga chiacchierata al telefono, io non so che cazzo dirgli, dico la verità comincio ad essere preoccupato. Poi, con quelli lì di fuori, io sono stato lì, ti dico la verità, se è vero il 5% di quello che ho visto io, ci sta da fare bingo, ma un bingo biblico. Però a me, al di là degli affari miei che so che su di te ci posso fare affidamento, però Paolo io ho bisogno di vedere te per sapere se è possibile, scusami se mi permetto, ma vorrei delle risposte certe e definite perché mo' mi sto ficcando in una papocchia... e l'altra è parlare con questo qua prima di giovedì assolutamente, perché se no faccio la figura del buffone, mi scoccerebbe tanto...».
P.: «... eh vediamo un attimo che posso fa...».
L.: «Ma tu per quella questione dell'Albania mi confermi che si può andare avanti?».
P.: «Lì sì, sì, si può andare...».
L.: «Paolo scusami se insisto, ma ti dico la verità, mi metto in un pasticcio micidiale, io se non si fosse trattato di te non mi sarei neanche mai...».
P.: «L'Albania d'accordo è un fatto...».
L.: «Ma pure quell'altra... io non so se ti rendi conto ma è una cosa delicatissima... che poi non era come ti diceva il tuo amico... poi ti dico insomma... il capo lì non se ne sbatteva minimamente i coglioni, anzi non si fida per quei motivi che diciamo noi, io gli ho chiesto cinque volte, no una volta, ti fidi? siamo sicuri? ti fidi?... io gli ho detto che era una cosa tramite te, però Paolo scusami ti ripeto... ci dobbiamo vedere... anche se la mattina presto, la notte, quando te pare... anche se non sei proprio il mio tipo...».
P.: «Farò quello che posso... visto che mo' se po' cambià...».
L.: «I tacchi te devi mette'... sei più affascinante...».

Il capo si fa garante della situazione

(14 ottobre 2009 ore 20.16)
Lavitola si dà da fare per far nominare il generale della Guardia di finanza Emilio Spaziante ai vertici delle Fiamme gialle. Per questo lo fa incontrare con Berlusconi il 14 ottobre alle 18. Subito dopo Lavitola parla dell'incontro con Poletti, altro sponsor di Spaziante.
Lavitola: «Hai avuto notizie?».
Poletti: «Sì, sì, ho finito mo' la riunione, ... (Spaziante, ndr) ha trovato la situazione già fatta, nel senso che quello ha detto sì, ma bisogna fa prima quello, poi io mi faccio garante di te, bisogna fa prima quello eccetera eccetera».
L.: «Come avevamo scritto noi...».
P.: «Esattamente».
L.: «E vabbè, ma del vice comandante?».
P.: «No, non gli ha detto niente».
L.: «Ma il bilancio com'è stato, io mo' sto andando là e non so che cazzo dire».
P.: «Il bilancio è stato questo qui...».
L.: «Ma lui è restato soddisfatto, non soddisfatto...».
P.: «Soddisfatto sì, assolutamente sì».

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