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NUOVO STUDIO 21 Ottobre Ott 2011 1226 21 ottobre 2011

«Pedofilia frutto di una mutazione genetica»

L'università di Torino: «Alterazione causa comportamenti deviati».

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Uno studio condotto dal dipartimento di neuroscienze dell'Università di Torino presso l'ospedale Molinette ha sostenuto che alla base della pedofilia ci potrebbe essere una mutazione genetica. La teoria, pubblicata in un articolo dell'autorevole rivista internazionale ‘Biological Psychiatry’ e anticipata venerdì 21 ottobre sul quotidiano La Stampa, si pensa possa essere oggetto d'attenzione al congresso della Società Italiana di neurologia di sabato 22 ottobre al Lingotto.
La ricerca, che ha visto anche la collaborazione del dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Milano, avrebbe individuato nell'alterazione della progranulina, sostanza importante anche nella differenziazione sessuale, l'origine di comportamenti deviati. La mutazione di
tale sostanza, secondo le osservazioni dei ricercatori sui geni, comporterebbe un ridotto controllo degli impulsi e causerebbe anche una forma di demenza senile frontale, molto simile all'Alzheimer.
LA RICERCA VA AVANTI Gli stessi studiosi avvertono che ci sarà bisogno di ulteriori approfondimenti per verificare fino in fondo se tutti i casi di pedofilia abbiano una base di spiegazione genetica, in particolare neurobiologica. Il caso esaminato a Torino e affrontato con farmaci opportuni come quelli antipsicotici e antidepressivi selettori della seratonina, ha dato esito positivo. L'uomo aveva 50 anni e provava attrazione per la figlia di 9. L'approccio neurologico, unito a quello psicologico, ha consentito, secondo i ricercatori, l'inibizione dei comportamenti pedofili.

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