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Medioriente 27 Novembre Nov 2011 1425 27 novembre 2011

Siria: espulsione per padre Paolo

Il monaco italiano ha proposto un sistema politico democratico.

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Paolo Dall'Oglio.

Padre Paolo dall'Oglio, monaco italiano, da 30 anni in Siria, fondatore della comunità monastica di Mar Musa e da mesi impegnato negli sforzi di riconciliazione interna, deve essere espulso dal Paese. Lo hanno deciso le autorità di Damasco, secondo notizie confermate all'Ansa dallo stesso padre gesuita.
«La decisione riguardo alla mia persona è stata già presa ed è stata comunicata dal ministero degli esteri (siriano) al mio vescovo», ha detto padre Paolo, raggiunto telefonicamente nel convento di Mar Musa, nella regione desertica di Nebek a circa 80 km a nord di Damasco. «Già nei giorni scorsi mi era stata comunicata la decisione» ha affermato il 57enne monaco nato a Roma «ma vi è ora stata una fuga di notizie di cui non sono responsabile e che mi rammarica molto perché toglie spazio alla mediazione».
IN PRIMA LINEA DA 30 ANNI. Nei mesi scorsi, padre Paolo, dai primi anni '80 in Siria e autore della rinascita dell'antico monastero di San Mosé l'Abissino, si era fatto promotore di un tentativo di mediazione nella difficile situazione nel Paese scosso da otto mesi e mezzo da proteste anti-regime e dalla conseguente repressione. Nel suo testo, proponeva l'approdo a un sistema politico democratico basato sul consenso tra le varie comunità confessionali, etniche, ideologiche e sociali della Siria.
«Bisogna evitare il bagno di sangue», ha aggiunto, affermando che i prossimi mesi potranno vedere un inasprirsi delle violenze rispetto a quanto avvenuto sin d'ora. Un bilancio datato dell'Onu stima in oltre 3.500 il numero di siriani uccisi dal 15 marzo ai primi di novembre. Nonostante la decisione delle autorità di Damasco nei confronti di padre Paolo sia stata già presa, il monaco gesuita non si è arreso e, in cambio della sua permanenza in Siria, ha deciso di proporre, «tramite il vescovo, di interrompere la mia attività di partecipazione alla discussione politica. Perché i miei doveri ecclesiali sono più importanti, ma anche perché evidentemente non è apprezzata».
ALTRE 10 VITTIME. Nel frattempo, altri 10 civili, tra cui un adolescente di 14 anni, sono stati uccisi il 27 novembre in diverse parti della Siria dalle forze di sicurezza di Damasco: lo hanno riferito gli attivisti per i diritti umani. Cinque persone sono state uccise nei pressi di Homs, ha affermato l'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo, dove sono scoppiati violenti scontri tra l'esercito e i gruppi di disertori.
L'agenzia ufficiale Sana ha affermato che i militari di Damasco hanno ucciso 12 uomini armati e aver effettuato numerosi arresti a Homs, per debellare i «gruppi terroristi».

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