Iran Nucleare 111130213208
IL CASO 30 Novembre Nov 2011 1840 30 novembre 2011

Iran, esplosione in un impianto nucleare

L'ombra di Mossad dietro una lunga catena di incidenti sospetti.

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Tecnici al lavoro nella centrale nucleare di Isfahan, nell'Iran centrale, in un'immagine del 30 marzo 2005.

Dopo le prime smentite ufficiali, è arrivata una prima parziale conferma: tre giorni fa, ad Isfahan, una potente esplosione si è effettivamente verificata. Non solo: ha investito proprio l'installazione nucleare della città iraniana, lo stabilimento per il trattamento dell'uranio, sulla quale si è addensata una nuvola di fumo. E non la fantomatica 'stazione di servizio', di cui aveva subito parlato l'agenzia semiufficiale Mehr per cercare di ridimensionare la cosa. «No, non è stato un incidente», ha detto all'inviata del quotidiano britannico Times, Sheera Frenkel, una fonte dell'intelligence di Israele.
L'OMBRA DI MOSSAD. Ancora una volta, obbligatoriamente, i pensieri si rivolgono al Mossad, il potente servizio di spionaggio israeliano, a cui in passato sono state attribuite altre operazioni di sabotaggio in Iran, peraltro mai confermate dai dirigenti dello stato ebraico. Fra queste: l'uccisione di scienziati coinvolti nella ricerca nucleare e l'introduzione di un virus cibernetico senza precedenti nel suo genere, Stuxnet. Descritto di volta in volta come aggressivo, capriccioso ed imprevedibile, avrebbe ritardato i progetti atomici di Teheran di non pochi mesi.
ISRAELE: «DIVINA PROVVIDENZA». In Israele chi sa davvero non ha parlato apertamente ma ha preferito nascondersi dietro frasi sibilline. «Signor Barak», è stato chiesto al ministro della Difesa, «cosa ci può dire dell'esplosione che il 12 novembre ha semidistrutto una base missilistica a 40 chilometri da Teheran?». Il ministro ha preferito nascondersi dietro un sorriso e un 'auspicio' enigmatico: «Che episodi del genere si moltiplichino...». Due settimane dopo, l'esplosione di Isfahan: prima annunciata da fonti locali iraniane, poi bruscamente cancellata dai siti web. EILAND: «TROPPE CASUALITÀ». Il Times ha affermato di aver visto foto satellitari che mostrerebbero ingenti danni. Sarà stata una coincidenza? Alla radio militare l'ex Consigliere per la sicurezza nazionale Ghiora Eiland ha ammesso che le casualità cominciano ad essere un po' troppe. «Potrebbe esserci dietro», ha suggerito, metafisicamente, «il dito di Dio», cioé la versione ebraica della Divina Provvidenza.
Né peraltro hanno avuto informazioni più terrene i giornalisti che il 29 novembre a Tel Aviv hanno incontrato l'ex capo dell'intelligence militare, Amos Yadlin. «In Iran avvengono negli ultimi tempi episodi», ha affermato, dosando le parole col bilancino, «dei quali si afferma che potrebbero essere stati ispirati da Stati Uniti ed Israele. Il loro scopo apparente è di ritardare la realizzazione dei progetti nucleari...».

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