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PROTESTE 7 Marzo Mar 2012 1031 07 marzo 2012

Germania, scioperi a oltranza

Il colosso del sindacato dei servizi paralizza i trasporti per il rinnovo dei contratti.

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da Berlino

Da qualche settimana, la Germania sembra vivere una sorta di «sindrome italiana». Prima gli scioperi improvvisi del personale di terra nel principale aeroporto del Paese, Francoforte, terzo d’Europa per movimentazione di passeggeri, che hanno causato lunghi disagi e costretto l’azienda aeroportuale a ricorrere a lavoratori sostitutivi.
Poi quello della metropolitana di Berlino, in verità durato solo un giorno, perché il management dell’azienda, pressato anche dal sindaco Klaus Wowereit, ha accorciato le trattative accettando gran parte delle richieste sindacali. Ora è sceso in campo il colosso dei sindacati dei servizi, Verdi, che minaccia di paralizzare l’intera Germania per spalleggiare i lavoratori nelle trattative per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego.
ONDATA DI SCIOPERI. Un’ondata di scioperi che ha già messo in allarme datori di lavoro e cittadini. «Con i suoi 2 milioni e passa di iscritti, Verdi costituisce il secondo sindacato più grande del Paese», ha scritto l’Handelsblatt, «e detiene un grande potere di contrattazione giacché un gran numero dei suoi associati è impegnato in settori essenziali come infrastrutture, trasporti e assistenza».
Gli scioperi sono stati organizzati a scacchiera, sfruttando la struttura federale del sindacato che ricalca quella amministrativa tedesca. Lunedì 5 marzo è toccato ai pendolari della regione racchiusa tra i fiumi Reno e Meno di dover rinunciare ai mezzi pubblici e recarsi al lavoro a piedi, in auto o in bicicletta.
SOLUZIONI ALTERNATIVE. Martedì 6, i genitori di tre regioni settentrionali (Amburgo, Schleswig-Holstein e Meklenburgo-Pomerania Anteriore) si sono dovuti ingegnare per gestire i bambini rimasti a casa per l’astensione dal lavoro del personale degli asili nido. Mercoledì 7, tocca invece ai milioni di lavoratori del Land più industrializzato del Paese, il Nord Reno-Vestfalia, trovare qualsiasi mezzo di trasporto alternativo per ovviare allo sciopero di treni, metropolitane e autobus. Nella stessa regione, incroceranno le braccia gli addetti alla raccolta dei rifiuti, gli impiegati delle casse di risparmio, il personale ospedaliero e quello dei centri di ricovero per gli anziani.
Città come Düsseldorf, Colonia, Dortmund, Essen, Bonn rischiano di vivere un vero e proprio mercoledì nero. Solo a chi è in calendario per un’operazione ospedaliera urgente sarà risparmiata la sofferenza di dover rinviare l’intervento.

La paralisi dei trasporti colpisce 500 mila persone tra operatori e visitatori

L’Handelsblatt, che ha la sua sede proprio a Düsseldorf, ha pubblicato il fitto programma delle astensioni, ora per ora, servizio per servizio, come se si trattasse di un bollettino di guerra. E Verdi non ha alcuna intenzione di fermarsi qui.
Nei giorni successivi, l’ondata di scioperi si sposterà verso Est, interessando il settore pubblico dei nuovi Länder orientali, dalla Sassonia alla Turingia, dal Brandeburgo alla Sassonia-Anhalt, fino alla capitale Berlino.
Giovedì 8 sarà il giorno della Bassa Sassonia e di Hannover, dove è in svolgimento il Cebit, una delle più grandi fiere mondiali di computer e nuove tecnologie: solo per la paralisi dei trasporti, si calcola che saranno colpite 500 mila persone tra operatori e visitatori e non sarà possibile servirle tutte con il sistema di autobus sostitutivi che le autorità locali stanno faticosamente cercando di istituire.
DANNO ECONOMICO E DI IMMAGINE. Un danno economico e di immagine, oltre che un disagio per cittadini non abituati alla durezza di un lungo scontro sindacale. «Con la pressione legata agli scioperi annunciati su tutto il territorio nazionale», ha spiegato il quotidiano economico, «Verdi spera di strappare un aumento del 6,5% dei salari per 2 milioni di occupati che dipendono direttamente dallo Stato federale o dai comuni. I leader sindacali rivendicano il fatto che, negli ultimi anni, gli adeguamenti salariali del settore pubblico non abbiano seguito la stessa progressione di quello privato e chiedono un aumento di circa 200 euro mensili. In più: l’assunzione dei tirocinanti e un aumento di 100 euro mensili per le retribuzioni nel periodo di apprendimento».
Il primo incontro fra le parti si è già svolto ma senza che sia stato raggiunto alcun accordo. Ci si rivedrà fra una settimana, il 12 e 13 marzo, ed è anche per questo motivo che il sindacato ha deciso di alzare il livello dello scontro. «I datori di lavoro conoscono bene lo stato d’animo dei dipendentinel pubblico impiego», ha detto Frank Bsirske, capo di Verdi, «e sarebbe utile che lo tenessero a mente per tornare al tavolo delle trattative con spirito costruttivo».

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