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TEORIE ALTERNATIVE 11 Aprile Apr 2012 1608 11 aprile 2012

«Aids, l'Hiv non c'entra»

Firenze: il biologo Ruggiero nega il legame virus-sindrome.

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A sostenerlo non è un pazzo visionario, ma il professor Marco Ruggiero, docente di biologia molecolare presso l’Università di Firenze. Per lui, il vero responsabile dell'Aids non è l'Hiv. Ma a causare la morte dei pazienti affetti da sindrome da immunodeficienza acquisita sarebbero i farmaci antiretrovirali che vengono usati per curarlo. Che potrebbero essere sostituiti con uno yogurt contenente la proteina Gc-Maf, capace da solo di combattere la malattia.
A puntare il dito contro il docente è un gruppo di pazienti del sito HivForum che hanno pubblicato una lettera in cui definiscono Ruggiero un «negazionista». Il docente non è il primo ad aver sconfessato il legame causale tra l'Hiv e l'Aids: già diversi anni fa l’americano Peter Duesberg aveva sostenuto la contradditoria tesi provocando un terremoto nel mondo scientifico.
DISCEPOLO DI DUESBERG. Proprio con lui, già alla fine del 2011, Ruggiero aveva firmato un articolo pubblicato sulla rivista Italian Journal of Anatomy and Embryology. Lo studio fu ripreso dalla rivista Nature e provocò la dura reazione della biologa Klaudia Brix, della Jacobs University di Brema, che per protesta si dimise dal board scientifico della testata.
Ora la lettera, inviata anche al rettore dell'università di Firenze Alberto Tesi, ha portato all’apertura di un'inchiesta interna all’ateneo il cui verdetto è previsto entro il prossimo 15 aprile.
TEORIE NEGAZIONISTE. Ruggiero, sostengono i pazienti, sosterrebbe «che i farmaci antiretrovirali (gli unici che abbiano finora dimostrato, su milioni di pazienti, la capacità di impedire l’evoluzione della malattia e il suo decorso in Aids, salvando così milioni di vite) siano la reale causa della morte per Aids».
In alternativa, il professore proporrebbe uno yogurt addizionato della proteina Gc-Maf, definito Maf 314, un rafforzatore del sistema immunitario, che dovrebbe essere in grado di combattere il virus da solo.
«Quali effetti devastanti possono avere tali falsi insegnamenti sui futuri medici e sui loro pazienti?», si chiedono gli utenti del sito che hanno invocato velocemente «una richiesta di chiarezza all’Università di Firenze».

HivInforma: «Una campagna mirata a rovinare la carriera del professore»

Da parte sua, Ruggiero ha deciso di non replicare fino alla conclusione dell’inchiesta. Ma in sua difesa è già sceso in campo il sito HivInforma, che ha pubblicato un'altra lettera, indirizzata al rettore dell’Università di Firenze, scritta da «un gruppo di persone risultate sieropositive ai test anti-Hiv, ex malati di “Aids”, medici e supporters».
PROTEINA MISTERIOSA. Nel documento si mette in dubbio l’affidabilità di HivForum e dei suoi utenti e si sottolinea «l’encomiabile lavoro» di Ruggiero sul tema Aids. Per quanto riguarda il fantomatico yogurt, il sito sottolinea che non esiste: «Maf 314 identifica una procedura, un algoritmo, che permette di prepararsi in casa un prodotto fermentato dal latte ipoteticamente ricco di GcMaf naturale». Questa proteina, utilizzata da uno scienziato giapponese che opera negli Stati Uniti, Nobuto Yamamoto, sembra offrire qualche speranza nella cura del cancro e dell'immunodeficienza ma non è stata approvata dalla comunità scientifica internazionale.
Secondo HivInforma, inoltre, «l’attacco al professore Ruggiero è stato attuato da alcuni membri anonimi del sito internet HivForum.info all’insaputa di molti altri. Spulciando bene, infatti, si scopre che alcuni utenti si sono dissociati da quella che viene definita “una campagna estremamente violenta volta a rovinare la carriera e l'immagine del professore”».
HivForum ammette che «non è pensabile contattare uno per uno i 1600 iscritti per chiedere loro di firmare una lettera». Ma visto che uno degli obiettivi del sito è fornire informazioni affidabili sulla malattia e contestare quelle infondate, aggiungono gli amministratori, «abbiamo scelto di uscire dai confini del nostro forum è perché ci è parso che l’aura di “ufficialità” di cui questa volta le teorie negazioniste si ammantavano le rendesse ancora più pericolose del solito».

La Lila: «L'efficacia delle terapie antiretrovirali è innegabile»

Anche sul termine negazionista HivInforma prende le difese di Ruggiero affermando che la sua ricerca non nega assolutamente la possibile esistenza di un retrovirus come l'Hiv, né il suo potenziale ruolo nell’insorgere dell’Aids (comunque ancora non dimostrato chiaramente). Ma focalizza la ricerca «sul sistema immunitario e quindi sulla ricostruzione dello stesso» come suggerito, tra l’altro, anche dal premio Nobel Luc Montagnier che ha invitato i ricercatori a concentrarsi su questo più che sul presunto virus.
Mettere in discussione il legame tra Hiv e Aids è molto pericoloso per la Lila, la Lega italiana per la lotta contro l’Aids, secondo la quale l’evidenza dell’efficacia delle terapie antiretrovirali è eclatante e innegabile: «In Italia, fino al 1995, i decessi per Aids erano in costante e drammatica crescita; l’avvento delle terapie ha comportato un immediato calo della mortalità: nel 1995 sono stati registrati oltre 4.500 decessi per Aids, nel 1997 il dato è più che dimezzato».
CONTRASTARE GLI APPROCCI DOGMATICI. In attesa conoscere l'esito dell’inchiesta interna, HivForum dichiara di aver ricevuto l’adesione immediata dei componenti dell’Istituto superiore di sanità, di molti membri della Commissione nazionale Aids e delle principali associazioni dedicate alla cura di questa sindrome.
La Lila, da parte sua, ha precisato di non avere preclusioni nei confronti di approcci alternativi nella ricerca, ma di voler comunque contrastare i danni di «un approccio dogmatico, che si sottrae al confronto con la comunità scientifica e propone soluzioni senza alcuna verifica e garanzia dei risultati».

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