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CULTURA 6 Luglio Lug 2014 0800 06 luglio 2014

Mondiale 2014: la guida al calcio del Brasile

Vademecum del pallone carioca.

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Alzi la mano chi sa cosa voglia dire fare un «gol dove dorme il gufo». Non è uno scherzo, ma un'espressione tipica del gergo calcistico del Brasile, Paese che dal 12 giugno sta ospitando le partite del Mondiale 2014.
A suggerirle è stata Babbel, la piattaforma di e-learing per le lingue, che ha messo a disposizione degli appassionati del pallone un intero campionario di frasi che, bislacche solo in apparenza, danno invece il senso della fantasia e dell'inventiva brasiliane applicate al fùtbol.
Ecco le migliori formule per fare bella figura con gli amici al bar dello sport. O da sfoggiare (perché no?) direttamente in Brasile, per i più fortunati che sono in partenza alla volta degli stadi della Coppa del mondo.

  • Il video con la spiegazione animata del gergo calcicistico brasiliano.

1. GOL DOVE DORME LA CIVETTA. Il gufo, o la civetta, si suppone dorma nell'angolo alto della porta avversaria. Ecco perché quando si segna un gol all'incrocio dei pali in Brasile dicono che si tratti di un golazo dove dorme la civetta.

Fare gol «dove dorme la civetta» significa centrare il sette.

2. È ANDATO A COMPRARE IL PANE. Non abbiate poi timore a dire che un giocatore «è andato a comprare il pane». Perché non è certo andato in panetteria, né ha terminato la carriera. Semplicemente si è fatto rubare la palla.

Un giocatore che «è andato a comprare il pane» è quello che si è fatto rubare la palla.

3. IL DRIBBLING DELLA MUCCA. Durante una partita non è neppure difficile sentire qualcuno invocare il «dribbling della mucca». Qui il mistero s'infittisce. In campo non ci sono animali e il giocatore non è lento come una vacca, piuttosto è successo che per superare un avversario ha calciato la palla da una parte e ha superato l'uomo dall'altra. Una mossa spettacolare, ma non così rara nel Paese del joga bonito.

Il «dribbling della mucca»: palla da una parte, giocatore dall'altra.

4. IL PICCIONE SENZA ALI. Un «piccione senza ali» non è un animale mitologico, né un arbitro sospetto, né tantomeno un giocatore molto lento. Piuttosto, è un tiro di particolare potenza. Una soluzione che può risolvere le partite al Mondiale 2014, visto che si gioca con il Brazuca, una palla che sembra sfidare ogni legge di gravità.

Il picicone senza ali non è un animale mitologico.

5. DARE UN OVETTO. «Dare un ovetto» non significa regalare un dolcetto all'avversario. Ma fargli passare la palla sotto le gambe. Da noi lo chiamiamo tunnel. Meno poetico, ma ben più efficace.

«Dare un ovetto» equivale a «fare un tunnel».

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