Stamina Laboratorio Test 131222143434
SCIENZA 11 Luglio Lug 2014 1230 11 luglio 2014

Verona, scoperto il 'nuovo colesterolo'

Individuata anche una mutazione genetica che protegge dall'infarto.

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Ricercatrice durante un test di laboratorio.

Grandi scoperte scientifiche tra Verona e gli Usa. È stata identificata la mutazione genetica che protegge dalla cardiopatia ischemica (che provoca l'infarto).
Ma non solo, perché sarebbe stato individuato anche una sorta di 'nuovo colesterolo', pericoloso come quello LDL perché rimane a lungo nell'organismo.
SCOPERTA DEL 3 LUGLIO. La scoperta, pubblicata il 3 luglio sul New England Journal of Medicine, è frutto del lavoro di un Consorzio internazionale di ricerca coordinato dall'Università di Harvard e di cui fa parte l'università di Verona.
Secondo lo studio i soggetti portatori di queste varianti genetiche hanno un livello di trigliceridi nel sangue pari al 40% in meno dei non-portatori e un corrispondente 40% di rischio in meno di sviluppare patologie cardiache. Una caratteristica genetica che appartiene però solo a una persona ogni 150.
NUOVE PROSPETTIVE DI TERAPIA. La ricerca apre nuove prospettive terapeutiche della malattia coronarica.
Finora la base fondante di tale terapia è rappresentata dalle Statine, farmaci in grado di abbassare drasticamente il colesterolo e in particolare il colesterolo Ldl.
Dallo studio è emerso che solo una specifica parte dei trigliceridi è pericolosa, quella costituita dalla proteina chiamata apolipoproteina C3 (Apo C3). Infatti, quando ognuno di noi mangia, il pasto dall'intestino arriva al sangue una grande quantità di lipidi che devono essere eliminati.
Questo avviene nel giro di circa due ore grazie all'azione dello spazzino il cui nome scientifico è Lipoprotein-lipasi (LPL).
NUOVO COLESTEROLO. Lo studio ha identificato così un nuovo bersaglio terapeutico, i trigliceridi ricchi di apoliproteina C3 che possono essere considerati un killer alla stregua del colesterolo LDL.
Potrebbero essere definiti anche 'l'altro colesterolo' in quanto sono ''goccioline di grasso'' che rimangono più a lungo in circolo favorendo così il danno allo stesso modo del colesterolo.
APPORTO ITALIANO RILEVANTE. L'apporto del gruppo veronese in questo lavoro è stato particolarmente rilevante. È stato infatti recepito il lavoro che da anni si sviluppa a Verona all'interno del progetto 'Verona Heart Study', la biobanca dell'Università di Verona che dal 1996 ad oggi ha raccolto i campioni biologici di oltre 2600 soggetti.
BIOBANCA UNICA. L'unicità di questa biobanca non sta solo nella sua dimensione numerica ma soprattutto nell'essere composta dal Dna di pazienti che hanno avuto problemi cardio-circolatori lievi o gravi che in alcuni casi li hanno portati all'intervento chirurgico.
Il lavoro condotto dal gruppo di ricerca scaligero ha anche delle ricadute pratiche, importanti in una ricerca genetica che può risentire dell'origine ancestrale della popolazione che ne è l'oggetto.
Dal momento che i dati sono stati ottenuti su soggetti originari della regione Veneto, i risultati possono essere biologicamente applicabili e direttamente rilevanti per gli individui della collettività locale e, più in generale, per la popolazione del nord Italia.

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