REPORTAGE 26 Luglio Lug 2014 0800 26 luglio 2014

Stabia, le terme fantasma

Riqualificate con 12 milioni di euro, oggi sono abbandonate.

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da Castellammare di Stabia

Nel lungo corridoio abbandonato, vicino all'immagine di Padre Pio, tutto è fermo. Tutto tranne le lancette di un orologio che continuano a segnare il tempo che passa. Sono trascorsi due anni dalla chiusura delle Nuove Terme di Castellammare di Stabia (Na), costruite nel 1964 sulla collina del Solaro, eppure sembra essere una eternità. L'enorme insegna azzurra è ormai sbiadita, la sala d'aspetto attende ancora pazienti e clienti, che venivano da tutta Europa per godere dei benefici delle 28 sorgenti di acque termali. In un anno si contavano addirittura 2 milioni visite. A detenere il pacchetto azionario Terme di Stabia è al 100% il Comune di Castellammare, che ha dato in gestione il 98% alla finanziaria Sint e mantenuto direttamente il restante 2%.
ERA UNA ECCELLENZA EUROPEA. A fare da sfondo alla struttura, una delle più attrezzate d'Europa dove c'erano 48 sale per i fanghi, dove si praticavano inalazioni grazie alle acque sulfuree, cure dermatologiche ed estetiche, c'è l'antico Hotel delle terme. Ormai solo una sagoma.
Nel piano inferiore restano ancora lettini e armadi, un bar con tavoli e sedie, una vecchia tabaccheria ormai distrutta e saccheggiata. A pagare il prezzo più grande sono i lavoratori. Nel 1991 erano 350, nel 2011 214, 42 a tempo indeterminato, 71 part time, 101 stagionali.
«Era un piacere venire al lavoro», racconta Salvatore Russo, fisioterapista, a Lettera43.it, «adesso tutto è distrutto. Guarda qui», dice mostrando una vasca idromassaggio in ottimo stato, «è praticamente nuova. È stata costruita nel 2008 e adesso dentro c'è solo melma».
ATTREZZATURE DI ULTIMA GENERAZIONE. Arrivando all'ultimo piano della struttura fantasma, ci sono ancora numerose poltroncine arancioni, cartelle con dati sensibili e apparecchiature nuove. Le saune finlandesi sono state usate pochissime volte ci sono ancora scarpe vicino ai lettini di legno, le lampade abbronzanti di ultima generazione sono sempre lì.
«È un vero peccato e pensare che avevamo un primato europeo, lasciato così, abbandonato a se stesso. Pensa che al piano terra hanno spezzato la maggior parte dei cavi. C'era anche un furgoncino che hanno provato a rubare, vicino a numerosi sacchi di fanghi che dovevano essere smaltiti in un altro modo. E invece sono lì, da anni», spiega Russo.

Il racconto di un'impegata: «Negli Anni 90 venivano tantissimi militari, poi i tagli...»

  • Le immagini delle Terme di Stabia. © Francesca Saccenti

Annamaria De Simone lavorava come impiegato amministrativo all'accettazione della fisioterapia sin dal 1988 e ricorda i tempi di massimo splendore delle terme. «Negli Anni 90 venivano tantissimi militari. Erano per 12 giorni in congedo straordinario per cure termali. Poi ci sono stati numerosi tagli e le cose con il tempo sono cambiate. Era un piacere venire a lavorare, c'era armonia tra colleghi. Adesso dobbiamo solo pregare che il futuro che ci aspetta sia migliore».
A far precipitare il fatturato delle nuove terme negli ultimi cinque anni sono stati anche i tagli del 30% dell'Asl, ma il problema più grande è determinato dagli eccessivi costi di gestione, in primo luogo, secondo De Simone, del personale.
FATTURATO CALATO DI 2,5 MILIONI IN TRE ANNI. Negli ultimi tre anni di attività il fatturato è calato di oltre 2 milioni e mezzo di euro, con una perdita di esercizio che è passata dai -830 mila euro nel 2009 ai -3,4 milioni di euro nel 2012, e spese di 7,7 milioni di euro di cui 5 erano solo per il personale.
«La verità è che la politica è stata egoista nei nostri confronti», spiega De Simone. «Per anni si sono fatte assunzioni e si è data più importanza agli stagionali che ai fissi, nonostante non ci fossero le possibilità per farlo. È come se una famiglia che non ha soldi decidesse di comprare il dolce non potendoselo permettere. Bisognava mantenere i costi di gestione. Si doveva tagliare sui costi del personale».
A preoccuparla è il futuro perché non vede prospettiva e spesso si fa prendere da sconforto perché da dicembre prossimo ancora non si sa se ci sarà una proroga della cassa integrazione.
ANTICHE TERME, UNA RIQUALIFICAZIONE DA 12 MILIONI. Vicino al porto di Castellammare, sembra di rivivere la stessa scena: ci sono le Antiche Terme. Plinio il Vecchio ne esaltava la bellezza e apprezzava l'acqua della Madonna e quella di Acetosella che consigliava a chi soffriva di calcoli. Prima venivano imbottigliate e vendute anche in America, adesso invece c'è qualcuno che, entrando illegalmente nelle terme abbandonate, riempie interi contenitori per amici e parenti.
Inaugurate nel 1836, sono state riqualificate nel 2007 e utilizzate solo per alcuni spettacoli teatrali, per un costo di 12 milioni di euro. Tutto è stato sistemato, ci sono perfino piscine mai utilizzate e bagni in mosaico rifinito. Ancora in attesa di collaudo, tra promesse di politici e la stanchezza degli abitanti che non possono usare una importante risorsa turistica. C'è ancora una etichetta appesa su un piccolo armadietto in legno che racconta in poche parole la desolazione del luogo: «Nessuna azione, per quanto meritoria, giungerà a buon fine se viene svolta in solitudine».

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