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LA SCHEDA 3 Agosto Ago 2014 0930 03 agosto 2014

Ebola, epidemia in Europa e Usa a basso rischio

Servizi sanitari efficienti. E difficoltà di trasmissione. La pandemia è un'ipotesi remota.

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Il virus ebola spaventa Gran Bretagna e Stati Uniti.

Più di 1.200 casi in Africa occidentale. Lo spettro del diffondersi della pandemia anche in altre zone del Pianeta. Una delle malattie più aggressive per l'uomo. È l’Ebola, virus che gli scienziati credono provenga dalle scimmie e dai pipistrelli, il cui tasso di mortalità, altissimo, oscilla tra il 50 e il 90% dei contagiati.
L'EPIDEMIA NON SI PLACA. Dagli inizi di giugno nell’Africa occidentale ci sono già state oltre 700 vittime. E, secondo Medici senza frontier, non ci sono segni che l’epidemia si stia placando. Nonostante l’Unione europea si sia detta sicura sull’impossibilità di contagio nel suo territorio, alcuni Stati hanno già messo in atto misure per contingentare gli ingressi dai Paesi focolai della malattia.
IN QUARANTENA DIVERSI VILLAGGI. In Sierra Leone, epicentro del contagio, il governogoverno ha messo in quarantena i villaggi che hanno visto il maggior numero di morti, anche utilizzando forze di polizia ed esercito.
Per ora che il contagio possa interessare Usa e Ue è un'ipotesi abbastanza remota. Il sito Vox ha spiegato perché.

L’Ebola non muta velocemente come gli altri virus

Il virus Ebola.

A differenza di altri virus meno mortali, l'Ebola non cambia la sua struttura velocemente. Scoperto per la prima volta nel 1976, il virus ha mantenuto la stessa struttura.
DIVERSO DAGLI ALTRI PATOGENI. Secondo Michael Osterholm, esperto di biosicurezza e direttore del Centro per le ricerche sulle malattie ed epidemie dell’Università del Minnesota, «il virus agisce nello stesso modo in cui ha agito negli ultimi anni» e questo significa che, pur non esistendo ancora una cura, la quarantena dovrebbe bastare per contenere la pandemia.

Il virus si diffonde solo per contatto fisico

Un uomo in Liberia indossa un guanto protettivo.

Stando agli esperti, è difficile contrarre l’Ebola solo stando sullo stesso aereo con qualcuno che è affetto dalla malattia. Questo perché l'agente patogeno non si diffonde per via aerea come le più comuni influenze.
CONTATTO CON FLUIDI CORPOREI. Per essere contagiati bisogna entrare in contatto con fluidi corporei (come sudore, vomito, feci, sangue, urina e sperma) di un malato, che sia vivo o morto. Siccome il virus può rimanere attivo su una qualsiasi superficie per diversi giorni, anche toccare oggetti contaminati da fluidi corporei può provocare il contagio. In ogni caso il virus non si trasmette attraverso la pelle, ma deve entrare in contatto con membrane traspiranti, come gli occhi.

I malati non sono contagiosi fino a quando non si verificano i sintomi

L'Organizzazione mondiale per la sanità ha stilato una classifica dei virus più letali per l'uomo.

Avere febbre alta, spasmi o diarrea potrebbe indicare la presenza dell'Ebola, ma questi sono sintomi comuni anche ad altre malattie: influenza o forme di batteri o virus. In ogni caso il virus inizia a essere contagioso quando si è radicato nel corpo.
Uno dei più noti sintomi dell’Ebola nell’immaginario comune è rappresentato dalle emorragie. Secondo gli esperti non sempre si manifesta e, nel caso succeda, si verifica solo negli stadi più avanzati della malattia.

Si può sopravvivere all’Ebola

Medici a Conakry, capitale della Guinea.

A oggi, stando alle stime più pessimiste diffuse dall'Oms, la soglia di sopravvivenza al virus è del 40%. Va poi sottolineato che le zone di maggior contagio sono caratterizzate dalla mancanza di igiene e dalla carenza di strutture ospedaliere efficienti.
Comunque l’Oms ha sottolineato che, dei cinque diversi ceppi di Ebola, quello che sta causando la pandemia è lo Zaire ebolavirus che risparmia dalla morte solo il 30% dei contagiati.

La malattia si diffonde dove gli ospedali non sono sviluppati

Gli aiuti di Medici senza frontiere.

I Paesi al centro dell’epidemia (Guinea, Liberia e Sierra Leone) sono tra i più poveri del mondo. I governi dei tre Stati hanno a bilancio una spesa sanitaria per persona di soli 40-100 dollari all'anno. Con strutture sanitarie poco efficienti non c’è da sorprendersi che la popolazione non tenda nemmeno a consultare i medici quando si manifestano i sintomi.
SOLO MSF CONTRASTA L'EPIDEMIA. La maggior parte degli sforzi per contrastare l’Ebola sono stati fatti da organizzazioni non governative come Medici senza frontiere che, però, da tempo denuncia la carenza di mezzi.

Il diffondersi di Ebola in alcuni altri Stati non significa pandemia

Un dottore di Medici senza frontiere.

L’alto tasso di viaggi internazionali aumenta il rischio del contagio. Ma questo non rende scontata la diffusione della malattia. Molto dipende da quanto velocemente l'Ebola viene diagnosticata e con che efficienza il sistema sanitario locale può approntare la quarantena.
Anche se l'Ebola arrivasse in America on in Europa, il contagiato entrerebbe a contatto con molte persone prima della manifestazione dei sintomi. Ma in Occidente i servizi sanitari sono pronti ad applicare le procedure di emergenza per la quarantena e bloccare la diffusione. Gli epidemiologi intanto riuscirebbero a rintracciare i contatti dell’infetto e fare in modo che l’epidemia non si diffonda.

  • La testimonianza di un sopravvissuto all'Ebola.

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