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MEDICINA 7 Agosto Ago 2014 1052 07 agosto 2014

Aspirina, tumori e ictus: benefici e controindicazioni del medicinale

Previene i tumuri all'apparato gastrointestinale, seno

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Una delle prime confezioni di aspirina della Bayer (foto Okapia).

Prendere un’aspirina al giorno può ridurre le possibilità di sviluppare un tumore allo stomaco e all’intestino, ma aumenta quella di emorragie gastrointestinali.
La rivelazione è arrivata da uno studio della Queen Mary University of London pubblicato nella rivista accademica Annals of Oncology.
Secondo il Professor Jack Cuzick, direttore del centro per la prevenzione del cancro all’università londinese, assumere un’aspirina al giorno per 10 anni eviterebbe il cancro ad almeno 13 mila persone tra i 50 e i 64 anni, solo nell’arco del prossimo ventennio.
EFFETTI BENEFICI CONTINUATIVI. La chiave sta nel fatto che gli effetti benefici di questa medicina continuano nel corpo anche al termine dell’assunzione.
Cuzick ne è talmente convinto che sono già quattro anni che, tablet sul comodino, prende una dose di 75 mg al giorno: «Prendere aspirine è la cosa più importante che possiamo fare dopo smettere di fumare e ridurre l’obesità», ha dichiarato, «e probabilmente è anche la più semplice da fare».
TOCCASANA PER STOMACO, ESOFAGO E INTESTINO. Secondo i dati diffusi dalla Queen Mary University, assumere bassi dosi del medicinale ogni giorno per 10 anni potrebbe ridurre il rischio di cancro all’intestino del 35% nel Regno Unito, diminuendo le morti morti per questa malattia del 40%. Nei casi di tumore allo stomaco e all’esofago, il trend diminuirebbe del 30%, dimezzando i decessi.
L’aspirina ridurrebbe anche quello al fegato, alla prostata e al seno del 10%.
In generale, Cuzick prevede una riduzione del 9% nel numero di tumori, infarti e ictus del 9% per gli uomini e del 7% delle donne. Tra gli effetti positivi dell’aspirina sul corpo umano, infatti, è da tempo riconosciuto anche quello di ridurre gli attacchi di cuore e gli ictus, oltre che avere un effetto benefico nei casi di depressione.

L'altra faccia del medicinale: si rischiano emorragie gastrointestinali

L'aspirina può aiutare ad alleviare la depressione.

Questo comunissimo medicinale era stato originalmente sviluppato e prodotto come antidolorifico e per trattare febbre e infiammazioni, ma i medici ne hanno ben presto scoperto gli altri effetti positivi.
Eppure ci si chiede se il gioco valga la candela, se i benefici siano più potenti dei rischi che si possono correre assumendo elevate dosi di aspirina.
I 60ENNI SONO I PIÙ ESPOSTI. Uno dei più noti è il rischio di emorragie gastrointestinali, che possono rivelarsi fatali per alcune persone, in particolare secondo quanto ha riportato il quotidiano inglese Guardian, per chi ha contratto il batterio Helicobacter Pylori nello stomaco, che causa anche ulcere peptiche.
Tuttavia, a detta di Jack Cuzick, vale la pena assumersi il rischio: prendere l’aspirina tutti i giorni aumenterebbe il rischio di emorragie gastrointestinali tra i 60 enni tra il 2,2 e il 3,6%; per il 5% di queste persone il sanguinamento interno potrebbe essere fatale.
Sono percentuali nettamente inferiori rispetto a quelle che sono state fornite sulla prevenzione dei tumori, e per questo giustificate dal professore di Londra.
AUMENTA IL RISCHIO DI MORTE PER ICTUS. Eppure, l’aspirina riduce sì il rischio di infarto del 18% e di morte del 5%, ma a fronte di una riduzione del rischio di ictus del 5% c’è un incremento delle morti per questa causa tra coloro che assumono regolarmente aspirina del 21%.
Il consiglio, come sempre, è rivolgersi al proprio medico di base, perché la reazione ai medicinali è strettamente individuale, ma anche non limitarsi a ricorrere alla chimica: come hanno sottolineato da Cancer Research UK, il primo passo per ridurre il rischio di tumore, infarto e ictus è avere uno stile di vita sano.

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