REPORTAGE 10 Agosto Ago 2014 1000 10 agosto 2014

Salci, il borgo fantasma abbandonato da tutti

Viaggio nel paesino in Umbria che cade a pezzi.

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Un borgo medioevale dimenticato in mezzo all'Italia. Con transenne nelle piazze e vegetazione che ormai s'è impossessata dei luoghi dove appena 50 anni fa ci vivevano fino a 1.500 persone.
Ecco come appare Salci, uno dei 1.500 borghi abbandonati nel nostro Paese censiti da Paesifantasma.com, il blog curato dal geologo Fabio Di Bitonto e Maggy Bettolla.
A pochi chilometri dalla Città della Pieve in provincia di Perugia, nella valle del torrente Fossalto al confine tra Umbria, Tosca e Lazio sorge, infatti, il borgo medioevale fortificato ormai dimenticato sulla collina di 322 metri.
IL BORGO DEI PERRINI. «Dalle mappe catastali risulta appartenere a un privato, la chiesa e la canonica sono ancora di proprietà della Curia vescovile, ma le piazze del borgo stesso sembrerebbero pubbliche tant’è che il Comune paga l’illuminazione», spiega a Lettera43.it da Bruno Trenta, un altoatesino di origini pievesi recentemente tornato in città e tra i promotori del comitato Salviamo Salci.
Secondo Trenta, che ha svolto diverse ricerche negli archivi diocesani della zona su Salci, la gran parte degli edifici è dell'azienda Raut dietro cui ci sono i «Perrini che lo acquistarono dagli eredi Spinola», una delle famiglie più antiche e importanti di Genova, rappresentanti nel Medioevo di una nuova nobiltà borghese.
IL CASTELLO VALE 10 MLN. Tuttavia, gran parte del borgo resta sulle spalle dell'amministrazione comunale. E dei suoi contribuenti. Anche se ora è finito in vendita (fatto salvo per le parti del Comune): solo il Castello di 1.800 metri quadrati, secondo i beninformati, potrebbe valere circa 10 milioni di euro.
Il borgo, edificato intorno al 1200, deve il suo nome ai Salii, un gruppo di Franchi stanziati nel Nord Europa (ma c'è lo riconduce ai salici piangenti che esistevano nella zona oppure al particolare selciato della cittadina). E dopo aver resistito per secoli, oggi rischia di sparire.

  • Il borgo di Salci.

Abitato fino ai primi Anni 60, è stato in passato un borgo rurale: oltre alle due porte che permettono di entrare nella cittadina e al castello, ci sono due piazze, un torrione, e la Chiesa intitolata a San Leonardo, patrono della città.
L'ultimo abitante di Salci è stato il prete del borgo, morto una decina di anni fa. Qualche vecchio residente vorrebbe tornare a vivere da quelle parti, ma per ora è solo un sogno, visto la status di Salci.
FERMATI I LAVORI. Alla fine degli Anni 90 i proprietari ottennero un finanziamento europeo per avviarne il recupero, ma il lavoro, come testimoniato dalle transenne, è rimasto incompiuto.
Il motivo è sconosciuto, visto che i proprietari, contattati da Lettera43.it, hanno rimbalzato le richieste di far luce sulla vicenda.
L'INTERESSE DEI CITTADINI. Il problema, però, stando al racconto di Trenta, è che «gli interventi sono stati fatti senza alcun controllo»: «È usato cemento armato in un luogo storico.
In soccorso di Salci si quindi sono mobilitati i cittadini di Città della Pieve che hanno costituito un comitato ad hoc, dopo altre iniziative fallite nel passato, per salvare concretamente il borgo dal degrado.

In Italia ci sono 1,26 milioni di case fantasma mai censite dal Fisco

A scatenare la nuova ondata d'interesse su Salci è stata la notizia che parte del borgo è stata messa in vendita. L'ennesimo annuncio sui gioielli d'Italia che attendono di essere ceduti al miglior offerente.
Secondo una recente indagine Istat sarebbero circa 6 mila i paesi fantasma. Un danno che oltre a colpire il patrimonio artistico si riflette sull'Agenzia delle Entrate: l'operazione «case fantasma» del nostro Paese ha svelato che ci sono 1,26 milioni di unità immobiliari da accatastare che si traduce con quasi 600 milioni di euro mai incassati.
BORGHI IN VENDITA. Tuttavia, il business della vendita dei borghi abbandonati oggi sembra essere in crescita.
A confermare il trend è Fabio Guglielmi, direttore generale del network di intermediazione di lusso Santandrea, secondo cui l'offerta non manca: «Oltre a Toscana e Umbria, oggi si trovano proposte interessanti in Abruzzo, Marche e in alcune aree in Veneto, si parla di una decina di vendite all'anno». Chi acquista? «Nella maggior parte dei casi si tratta di stranieri o società».

  • Salci è un borgo medioevale sorto introno al 1200.

Per Salci, però, non c'è la fila di acquirenti. Ecco perché il comitato di cittadini ha iniziato a muoversi con l'obiettivo di «rivitalizzare e riqualificare gli spazi pubblici come piazza dei Crescenzi e piazza dei Bonetti per consentire la visita del borgo da parte della comunità locale e del turismo e consentire l’organizzazione di manifestazioni pubbliche, rappresentazioni teatrali, proiezioni, fiere e mercati, mostre di ogni genere, rievocazioni storiche», come spiega Trenta. Insomma, Salci ha bisogno di essere rivitalizzato.
ATTRARRE I TURISTI. «Salci potrebbe rappresentare un formidabile valore aggiunto per il potenziamento e lo sviluppo turistico dell’intera area», continua il promotore del comitato cittadino, «è un incomparabile manufatto di interesse storico, artistico e ambientale, da mantenere, preservare e tramandare alle generazioni future». Tanto che Trenta ricorda come anche Carlo Verdone abbia indicato Salci come luogo da salvare.
SILENZIO DELLA POLITICA. Il rischio, tuttavia, è che serva ancora troppo tempo per restituire la bellezza del borgo. «La questione potrebbe risolversi solo con una forte volontà politica», è la tesi del promotore del comitato.
In paese c'è chi dice che Salci potrebbe essere inserito in un itinerario turistico sul Sentiero della bonifica che da Arezzo arriva a Chiusi.
Fausto Scricciolo, sindaco di Città della Pieve insediatosi in primavera, ha fatto sapere di aver preso in considerazione la questione: «Spero di riuscire ad approfondirla e ad avviare azioni per favorire il recupero», è la sua posizione.
Nel frattempo Salci aspetta il suo benefattore.

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