Masao Takahashi 140915165004
MEDICINA 15 Settembre Set 2014 1652 15 settembre 2014

Giappone, primo trapianto di retina creata in provetta

A Kobe usate cellule staminali pluripotenti indotte su una 70enne malata.

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Una 70enne giapponese è stata sottoposta al primo trapianto al mondo di cellule di retina create in provetta trasformando cellule della sua stessa pelle. La donna è affetta da maculopatia, una patologia degenerativa della retina. L'intervento, raccontato su Scientific American, è stato diretto da Yasuo Kurimoto del Kobe City Medical Center General Hospital, in Giappone.
UTILIZZATE STAMINALI. L'operazione è senza precedenti perché rappresenta un primo passo verso l'uso delle cosiddette «cellule staminali pluripotenti indotte», prodotte riprogrammando cellule cutanee del singolo paziente. Queste cellule sono molto versatili, quasi come quelle dell'embrione, e possono essere coltivate in provetta e trasformate a piacimento nelle cellule desiderate. La procedura, che ha valso il Nobel nel 2012 a John Gurdon del Gurdon Institute di Cambridge e Shinya Yamanaka della Università di Kyoto, sembra essere molto promettente, anche se non ha ancora avuto ricadute applicative cliniche. Questa è la prima volta che questo metodo viene trattato su un paziente.
CELLULE PERSONALIZZATE. L'équipe di medici ha prodotto le staminali personalizzate per la donna e poi le ha trasformate in cellule di retina, ottenendo infine dei foglietti sottili di epitelio retinico.
Il trapianto delle cellule 'riprodotte' è durato un paio d'ore e ha avuto successo, rivelandosi sicuro e scevro da effetti maggiori come il rigetto o la comparsa di masse tumorali.
I medici non credono che la paziente ricavi miglioramenti alla vista, già gravemente danneggiata dalla maculopatia; vi è però la possibilità che le cellule impiantate arrestino il decorso della malattia, altrimenti destinata a peggiorare.

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