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SANITÀ 18 Settembre Set 2014 2009 18 settembre 2014

Farmaci alla cannabis gratis in 11 Regioni

Parte la produzione in Italia. Ma l'accesso ai medicinali è ancora limitato.

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Una pianta di canapa.

Legale ma, di fatto, proibito alla stragrande maggioranza di chi ne avrebbe bisogno. L'utilizzo di farmaci cannabinoidi, con la firma del protocollo per la produzione da parte dell'Esercito, sembra aver fatto un grande passo avanti. Già dal 2015, anche per i pazienti italiani diventerà meno costoso poter avere accesso ai farmaci a base di cannabis terapeutica, utilizzati prevalentemente nella terapia del dolore. Sarà questo l'effetto pratico dell'accordo siglato dai ministri della Salute e della Difesa, Beatrice Lorenzin e Roberta Pinotti, che prevede l'avvio di un progetto pilota per la produzione di cannabis terapeutica in Italia da parte dello Stabilimento chimico farmaceutico militare (Scfm) di Firenze.
ACCESSO LIMITATO. Tuttavia, il panorama della disponibilità di accesso a questi medicinali, in Italia, resta molto differenziato da Regione a Regione. L'erogazione, infatti, è consentita in tutto il Paese sin dal 2007, ma quelle che hanno introdotto provvedimenti specifici per garantirne la dispensazione gratuita sono solo 11: Friuli Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia.
NORMATIVE DIVERSE. Inoltre «le normative regionali che disciplinano l'erogazione dei medicinali a base di cannabis a carico dei Servizi sanitari regionali sono molto diversificate fra di loro», spiega Antonella Soldo, responsabile del settore per l'Associazione Luca Coscioni. «In alcuni casi recepiscono semplicemente quanto già stabilito dalla normativa nazionale. In altri prevedono anche la formazione del personale medico, come in Friuli. In altri casi ancora, come in Puglia, prevedono anche progetti per la coltivazione attraverso convenzioni con enti autorizzati». L'utilizzo a scopo palliativo o per altri fini terapeutici della cannabis, prosegue l'esperta, «è accessibile in realtà solo a meno di un centinaio di pazienti».
COMLICATO ITER BUROCRATICO. A pesare, «oltre che il fatto che in mezza Italia i cittadini devono pagarli di tasca propria, è il complicato iter burocratico per farne richiesta, visto che, fino ad ora, questi farmaci venivano importati dall'estero. Paghiamo, infine il prezzo della grande disinformazione degli operatori sanitari. Molti ancora sono totalmente all'oscuro delle possibilità di utilizzo terapeutico della marijuana».

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