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IS 19 Settembre Set 2014 1714 19 settembre 2014

Isis, la struttura e la catena di comando dei terroristi islamici

Anatomia del potere jihadista. Dalla sharia alle decapitazioni, chi governa e come funziona lo Stato islamico.

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Abu Bakr al-Baghdadi, l'autoproclamato Califfo dello Stato islamico, regna su un territorio vasto quanto il Belgio, esteso tra la Siria e l'Iraq. Ma non lo fa da solo. Nel corso degli ultimi due anni, dopo essere scampato ad attacchi aerei e guerre civili, è riuscito a riunire i jihadisti più radicali sotto la bandiera nera dell'Isis. E sembra anche che sia riuscito a dare una struttura divisa in compartimenti alla nuova entità politica sorta nel cuore stesso del Medio Oriente, sconvolto dai conflitti militari interni e da quelli contro le forze occidentali.

La mappa del potere nello Stato islamico, tratta dal sito della Cnn.


L'ISIS È DIVENTATO UN SISTEMA. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Terrorism Research and Analysis Consortium (Trac), diffusi dal sito della Cnn, l'Isis si è infatti trasformato. Non è più soltanto un esercito, ma ha costruito sul territorio quelle infrastrutture di governo necessarie per gestire i territori conquistati con le armi, dando vita a un sistema in grado di fornire i servizi di base ai propri 'cittadini' e di assicurare forniture regolari di gas e cibo.
AL-IMARA, IL VERTICE DEL POTERE. Un'articolata gerarchia burocratica, non troppo diversa da quella di qualsiasi altro Stato, con organismi legislativi, esecutivi e finanziari, è stata descritta dal Trac: tra i vari corpi istituzionali, anche un Consiglio incaricato di decidere quali ostaggi devono essere decapitati. Il vertice del potere esecutivo è costituito da Baghdadi, dai suoi consiglieri e dai suoi due vice, che insieme formano un'istituzione conosciuta con il nome di Al-Imara.
UN CALIFFATO, DUE GOVERNI. I due vice del Califfo sono Abu Ali al-Anbari e Abu Muslim al-Turkmani, due veterani del vecchio regime iracheno di Saddam Hussein, incaricati di supervisionare sui territori di Siria e Iraq rispettivamente. Una scelta che, secondo Jasmine Opperman, direttrice del Trac, sarebbe di natura esclusivamente pragmatica, fatta per agevolare l'amministrazione: «Ci sono due governi diversi», ha detto Opperman alla Cnn, «ma credo che questa divisione sia puramente amministrativa. Non vogliono rinunciare all'idea di un unico Califfato, ma per rendere più facile la gestione del territorio sono stati costretti a separare Siria e Iraq».
LA CATENA DI COMANDO: GOVERNATORI E CONSIGLI LOCALI. I due vice-califfo hanno il compito di consegnare gli ordini ai governatori locali, a loro volta responsabili delle circoscrizioni territoriali più piccole sotto controllo dell'Isis, tanto in Sira quanto in Iraq. I governatori locali danno istruzioni ai Consigli locali su come attuare i decreti del potere esecutivo, su qualsiasi questione. Dalle relazioni con i media al reclutamento delle forze di polizia, fino al fisco e alla gestione finanziaria.
L'AUTORITÀ RELIGIOSA DEL CONSIGLIO DELLA SHURA. Un altro organismo particolarmente rilevante è il Consiglio della Shura, che riferisce direttamente al potere esecutivo. Si tratta dell'istituzione che vigila sul rigoroso rispetto dei precetti della legge islamica da parte di tutti i governatori e di tutti i Consigli locali. I recenti omicidi degli ostaggi occidentali James Foley, Steven Sotloff, e David Haines, secondo quanto dichiarato da Opperman alla Cnn, sarebbero stati decisi sempre col consenso del Consiglio della Shura.
ANCHE IL CALIFFO È CONTROLLATO. «Atti come questi, destinati a far finire l'Isis sulla prime pagine di tutto il mondo, non possono essere stati decisi senza l'approvazione del Consiglio della Shura», che avrebbe anche il potere di censurare l'esecutivo in caso di comportamenti giudicati non in linea con la Sharia: «Il Consiglio ha il diritto di dire a Baghdadi che non sta rispettando la legge islamica», ha detto Opperman alla Cnn. «Probabilmente non accadrà mai, ma il fatto che sia possibile indica la prominenza del Consiglio», ha concluso l'esperta.

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