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IL PROFILO 27 Settembre Set 2014 1438 27 settembre 2014

Cgil: Sorrentino, la nuova Camusso

Ha 36 anni. È tosta. Da sempre nel sindacato. Chi è la possibile erede di Susanna.

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Sulla riforma del Lavoro ormai è guerra aperta tra la Cgil e il governo.
«La Cgil vuole estendere lo Statuto dei lavoratori a tutti, Matteo Renzi vuole licenziare liberamente tutti. Chi è che difende diritti e lavoro?». A scrivere questo tweet, il 20 settembre, non è stata Susanna Camusso, numero uno del principale sindacato italiano, quotidianamente in lotta con il presidente del Consiglio e segretario del Pd reo di voler abolire l’art. 18. A mettere nero su bianco i 140 caratteri di fuoco contro l’ex sindaco di Firenze ci ha pensato Serena Sorrentino, componente della segretaria confederale nazionale e astro nascente della Cgil.

Trentasei anni, campana, appassionata di storia dell’arte, Sorrentino è nata nel 1978, l’anno in cui l’allora leader di Corso d’Italia Luciano Lama annunciava la «linea dell’Eur» («riteniamo che un’azienda abbia il diritto di licenziare quando è accertato lo stato di crisi»). Originaria di Arzano, comune di circa 36 mila abitanti in provincia di Napoli, qualcuno la definisce «una sindacalista da sempre».
RAPPRESENTANTE STUDENTESCA AL LICEO. Nel 1991, a soli 13 anni, è eletta rappresentante studentesca al liceo Caccioppoli. Da matricola prendeva il treno e si spostava fino a Roma per guidare il corteo di un gruppo di studenti che protestavano per il mancato riconoscimento di alcuni diritti.
Il primo contatto con la Cgil avvenne pochi mesi più tardi tramite la partecipazione ad alcune riunioni sindacali.
L'IMPEGNO NELLA CGIL DAL 94. Nel 1994, insieme con alcuni compagni e amici, Sorrentino fondò a Napoli l’Unione degli studenti medi, legata alla Cgil.
Terminato il liceo, entrò in quella degli studenti universitari di cui ben presto diventa vicepresidente. Scelse il corso di laurea in Scienze Politiche ma non terminò gli studi, anche se questo rimane uno dei suoi progetti in agenda. Nel 2002 fece il grande salto passando definitivamente in Cgil.
LA PIÙ GIOVANE SEGRETARIA CONFEDERALE. Che sia una predestinata lo si era capito. A soli 23 anni entrò nella segreteria della Camera del Lavoro di Napoli come responsabile welfare, diventando così la più giovane segretaria confederale nella storia della Cgil napoletana.



Camusso punta su di lei affidandole alcune fra le deleghe più importanti

Serena Sorrentino della segreteria nazionale della Cgil.



Da quel momento il suo percorso è stato in discesa. Nel gennaio 2010, con Guglielmo Epifani, approdò alla Cgil nazionale e le venne affidato il ruolo di responsabile delle politiche sulle pari opportunità (che nel giugno 2012 ha definito «un’illusione»).
L'INGRESSO IN NAZIONALE. Non solo: a giugno dello stesso anno, con la nomina di Susanna Camusso a vicesegretario generale vicario del sindacato, fu eletta nella segreteria nazionale dove si occupava - fra le altre cose - di mercato del lavoro, formazione, ricerca e politiche della legalità.
Si trasferì definitivamente a Roma anche se il suo sogno è sempre stato quello di tornare, un giorno, nella sua Napoli, dove ha fondato un’associazione culturale.
LOW PROFILE IN TELEVISIONE. Chi la conosce la descrive come una persona attenta, riflessiva, mai sopra le righe e senza troppa voglia di apparire. Soprattutto in questo momento, visto che lo scontro con il governo è molto forte e Sorrentino è all’interno della task force che sta analizzando la riforma del mercato del lavoro così come prospettata dal duo Renzi-Poletti.
Certo, qualche incursione televisiva se la concede anche lei: di recente è stata ospite di Di Martedì, il programma di Giovanni Floris su La7 (in passato è stata seduta anche nello studio di Ballarò e qualcuno, per questo, l’ha già accostata a Renata Polverini), e Omnibus.


LA GRANDE FIDUCIA DEL SEGRETARIO. Susanna Camusso ripone grande fiducia in lei tanto da averle affidato, negli anni, alcune delle deleghe più importanti.
Confermata in segretaria nazionale il 23 giugno di quest’anno dal voto del comitato direttivo, Sorrentino ha iniziato a cannoneggiare contro l’esecutivo.
«Per combattere la disoccupazione abbiamo bisogno di politica industriale, non di nuove regole sul mercato del lavoro», ha tuonato di recente. Aggiungendo: «Da quello che leggiamo nel disegno di legge delega abbiamo dei seri dubbi che questa riforma possa migliorare la qualità e la stabilità degli impieghi. Così con il decreto Poletti si rischia, anzi, di aumentare la precarietà».
«ART. 18? MANTENERE LA DOPPIA OPZIONE». Anche sull’Art. 18 il parere di Sorrentino è chiaro: «Pensiamo che la disciplina del licenziamento discriminatorio non possa essere messa in discussione neanche in relazione al periodo che riguarda la tutele crescenti. Abbiamo anche dei dubbi sul licenziamento per motivi disciplinari. Per noi il lavoratore dovrebbe mantenere la doppia opzione tra il reintegro e l’indennizzo anche durante il periodo delle tutele crescenti».
Parla già da leader, la sindacalista Sorrentino. E chissà che dopo i vari Di Vittorio, Lama, Trentin, Cofferati, Epifani e Camusso, il prossimo segretario generale della Cigl non diventi proprio lei.

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