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ANALISI 2 Ottobre Ott 2014 0900 02 ottobre 2014

Hong Kong, Occupy Central: i protagonisti

Prof 50enni. Operai. Studenti. Chi si batte per le elezioni libere a Hong Kong.

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da Pechino

Gli attivisti di Occupy central in piazza a Hong Kong.

Il movimento Occupy Central è nato nel gennaio del 2013, quando Benny Tai, professore di legge all'università di Hong Kong, ha pubblicato sull'Economic Times un articolo in cui ha proposto l'occupazione del distretto degli affari e della politica della città, se le elezioni del 2017 non fossero avvenute in base a un metodo «autenticamente democratico, secondo gli standard internazionali».
Nel 2007, la leadership cinese aveva promesso che le elezioni per il Chief executive (governatore) di Hong Kong sarebbero state a suffragio universale nel 2017, seguite poi da quelle per il LegCo (Consiglio legislativo, il parlamentino locale), nel 2020.
SITUAZIONE PRECIPITATA AD AGOSTO. Ma quando le consultazioni tra Pechino, il governo della zona amministrativa speciale e i partiti sono giunte a un punto di stallo, Tai è uscito allo scoperto e ha proposto l'occupazione, con una serie di azioni ispirate al metodo della disobbedienza civile, programmate per una data indefinita a fine 2014.
Il 31 agosto 2014, quando il governo cinese ha fatto pervenire le linee guida per il voto, la situazione è precipitata. Pechino ha concesso infatti il suffragio universale ma ha imposto un filtro ai candidati, che dovranno amare la madrepatria (cioè la Cina) così come Hong Kong e saranno scelti da una commissione elettorale di 1.200 persone che, sostanzialmente, rappresenta il mondo degli affari della città.
ACCELERAZIONE DELLA PROTESTA. Si è diffusa quindi la voce che le agitazioni sarebbero cominciate il primo ottobre, data simbolo perché 65esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, ma il 22 settembre gli studenti sono scesi in agitazione e hanno forzato la mano ai leader di Occupy, che invece avrebbero voluto frenare. Dopo gli incidenti di domenica 28 settembre, il movimento si è radicalizzato e anche Benny Tai, con gli altri leader, ha deciso di cavalcare la tigre. E siamo all'oggi.
DIVERSE ANIME, DAI '50ENNI' AGLI STUDENTI. Questa genesi complicata ci fa già comprendere che il movimento non ha al momento un leader, bensì diverse anime. Si può forse schematizzare dicendo che da una parte ci sono i cosiddetti '50enni' (Benny Tai, Chan Kin-Man e Chu Yiu-Ming) e dall'altra gli emergenti leader studenteschi, il 24enne Alex Chao e soprattutto il 17enne Joshua Wong, già divenuto icona del movimento per il suo idealismo senza compromessi e il suo aspetto magrolino e indifeso, da piccolo nerd prestato alla politica. Si aggiunga che è stato arrestato e trattenuto in custodia per circa 40 ore senza che venisse formalizzata nessuna accusa nei suoi confronti, ed ecco che il personaggio a uso e consumo dei media occidentali è bello e pronto. Assieme agli ombrelli, si intende. Con l'ingresso in scena dei leader giovani, si assiste anche all'esplosione dei social media come canale privilegiato per la diffusione dell'immagine del movimento.

Il movimento degli studenti è nato prima di Occupy

Joshua Wong, giovane leader degli studenti.

Oltre a Benny Tai, l'altro leader di mezza età è Chan Kin-man 55enne professore di sociologia all'Università cinese di Hong Kong, nel movimento pan-democratico da oltre un decennio. Dopo averci provato a lungo con il dialogo, a seguito delle frustrazioni accumulate, è passato alla disobbedienza civile. Il terzo del gruppo è il reverendo battista Chu Yiu-ming, 70enne, vecchia icona del movimento democratico hongkonghino e già protagonista dell'operazione segreta che dopo Tienanmen del 1989 fece riparare all'estero molti attivisti cinesi.
Paradossalmente il movimento degli studenti è più vecchio di Occupy. Il gruppo Scholarism, di cui Wong è leader, è nato nel 2011 per protestare contro la proposta che arrivava da Pechino di promuovere nelle scuole pubbliche l'educazione patriottica (e per patria si intende la Cina) insegnata per legge. Il piano fu poi abbandonato proprio a causa della mobilitazione di Scholarism. Al 17enne Wong si affianca Alex Chow, 24enne, segretario generale della Federazione degli Studenti, più maturo ma non meno radicale. A luglio, in un'anteprima di Occupy, ha organizzato un sit-in che si è concluso con circa 500 arresti.
IN CAMPO C'È ANCHE IL MOVIMENTO OPERAIO. A queste due principali anime del movimento, se ne aggiungono altre. Per esempio, ha fatto la sua poderosa discesa in campo il movimento operaio, con la Hong Kong Confederation of Trade Unions, il sindacato che si contrappone al pro-Pechino Federation of Trade Unions. Ha già mobilitato 21 sigle sindacali che agiscono sotto il suo cappello, alcune delle quali (come gli insegnanti e i lavoratori della Coca Cola) sono già scese in sciopero.
Il suo segretario generale, Mung Siu Tat, ha spiegato a Lettera43.it che attraverso una democrazia 'vera', il sindacato cerca maggiore rappresentanza per il lavoro nel mondo politico, al fine di ottenere diritti sostanziali: prestazioni pensionistiche, limite dell'orario di lavoro, contrattazione collettiva, salari minimi decenti e una politica degli alloggi (a Hong Kong esiste un enorme problema di speculazione immobiliare).
Tutt'intorno c'è la miriade di Ong e piccoli gruppi politici che fanno di Hong Kong una delle più attive metropoli dell'Asia, nonostante la sua tradizionale vocazione economico-finanziaria.

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