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SCHEDA 7 Ottobre Ott 2014 1450 07 ottobre 2014

Ebola, tutti i numeri dell'epidemia

Tre continenti coinvolti. Oltre 7 mila malati, 3.431 morti. E per combattere il virus serve 1 miliardo di dollari.

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Equipe anti-ebola in azione.

La più grave epidemia di ebola mai registrata nel corso della storia ha raggiunto il continente europeo.
Il virus, che secondo quanto riportato dal New York Times ha fatto la sua prima vittima il 6 dicembre 2013, uccidendo un bambino di due anni nel piccolo villaggio di Guéckédou, al confine tra Guinea, Liberia e Sierra Leone, da allora si è diffuso con una velocità impressionante, più rapido dei tentativi fatti finora per contenerlo. E se nessuno sembra essere in grado di dire quando l'incubo della febbre emorragica potrà avere fine, continuano a sfuggire persino le dimensioni esatte raggiunte attualmente dal contagio. Ecco che cosa sappiamo al momento sulla diffusione della malattia e sugli sforzi che il mondo ha intrapreso per tentare di arginarla, attraverso i numeri e le stime degli esperti e delle organizzazioni internazionali.

1. I continenti raggiunti: Africa, America del Nord ed Europa

L'epidemia di ebola attualmente in corso è quella che ha colpito il maggior numero di Paesi dal 1976, cioè da quando il virus è stato isolato per la prima volta nella valle del fiume Ebola, nella Repubblica Democratica del Congo, luogo di propagazione della prima ondata di contagi. I continenti coinvolti sono tre: Africa, America del Nord ed Europa.
INFEZIONI NEGLI USA E IN SPAGNA. In Africa i Paesi colpiti sono Guinea, Liberia, Sierra Leone, Nigeria, Senegal, Repubblica Democratica del Congo. Negli Stati Uniti è stato registrato un caso in Texas, quello di Thomas Eric Duncan, giunto in aereo a Dallas dalla Liberia il 20 settembre. In Europa, invece, la prima contagiata è un'infermiera spagnola di 44 anni, in servizio all'ospedale San Carlo III di Madrid, dove erano stati ricoverati due missionari poi morti a causa del virus. Si tratta del primo caso di ebola contratta fuori dall'Africa e nella capitale spagnola ci sono altri tre casi sospetti.

2. Le persone colpite: 7.470 malati, 3.431 morti, 3.700 orfani

Secondo le stime ufficiali dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), pubblicate il 3 ottobre 2014, mettendo insieme casi confermati, probabili e sospetti in Africa occidentale i malati di ebola sono 7.470. Di questi, 3.431 sono morti, mentre almeno 3.700 sono i bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori a causa del virus.


CIFRE SOTTOSTIMATE. Ma i numeri reali, come sottolineato dalla stessa Oms, sono probabilmente molto più alti. Dal momento che «i nuovi casi di contagio risultano largamente sottostimati» per una serie di ragioni. La principale delle quali è la difficoltà di monitorare la malattia nelle regioni povere degli Stati africani più colpiti: la popolazione locale spesso infatti non dispone delle risorse e dei mezzi necessari, e non comunica tempestivamente alle autorità sanitarie l'insorgenza dei sintomi o il decesso di nuovi individui.

3. Le previsioni: 1,4 milioni di contagiati entro il 2015

Se il modo in cui i pazienti vengono attualmente trattati in Africa occidentale, in particolare in Liberia e Sierra Leone, non dovesse migliorare, il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), ente americano che si occupa di salute pubblica, prevede che entro il 20 gennaio 2015 il numero dei malati salga a quota 1,4 milioni. Se invece le vittime venissero sepolte in modo corretto, e almeno il 70% dei pazienti fosse curato in ambienti con basso rischio di trasmissione, secondo il Cdc l'epidemia in Liberia e Sierra Leone potrebbe estinguersi entro la fine dello stesso mese.
OMS: 20 MILA CASI ENTRO NOVEMBRE. Gli scenari previsti dall'Oms sono meno pessimistici, ma comunque allarmanti. Secondo l'Organizzazione, infatti, se le misure per contrastare l'epidemia in Africa non venissero rafforzate, potrebbero essere oltre 20 mila le persone infettate entro l'inizio del mese di novembre.

4. Il confronto: 200 vittime tra gli operatori sanitari, nel '76 erano 11

Una caratteristica particolarmente inquietante dell'attuale epidemia di ebola è che molti operatori sanitari hanno perso la vita tentando di curare i malati. In totale, le vittime sono più di 200 secondo l'Oms. Per fare un confronto, la seconda epidemia più grave nella storia, quella che si è sviluppata in Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo) nel 1976, aveva ucciso 'soltanto' 11 persone tra gli operatori sanitari.
CARENZA DI EQUIPAGGIAMENTO. I decessi sono più elevati perché il personale medico non ha accesso alle forniture adeguate di cui avrebbe bisogno. Dal momento che la malattia si trasmette attraverso l'esposizione diretta ai fluidi corporei, maschere, occhiali protettivi, camici e guanti sono necessari nel trattamento dei pazienti. Ma medici e infermieri in Africa occidentale non sempre riescono a procurarseli in quantità e con la frequenza di ricambio sufficienti.

5. L'impegno economico: finora sono arrivati 256 milioni

L'Oms ha dichiarato a settembre che per combattere ebola serve almeno 1 miliardo di dollari, per l'esattezza 998 milioni. Ma attualmente solo il 26% di questa cifra risulta effettivamente accreditato. L'Ufficio delle Nazioni unite per il coordinamento degli Affari umanitari (Ocha) ha fatto sapere il 4 ottobre che soltanto 256 milioni dollari sono stati ricevuti finora.
3 MILA SOLDATI USA IN AFRICA. Intanto però 3 mila soldati americani sono stati dislocati in Africa occidentale, nell'ambito di un'operazione che prevede anche l'invio di medici, infermieri, ingegneri e operai. Il costo totale dell’iniziativa, chiamata Operation United Assistance e promossa dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, potrebbe arrivare a 750 milioni di dollari.

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