Ebola in Liberia
SCHEDA 15 Ottobre Ott 2014 0610 15 ottobre 2014

Ebola, isolare l'Africa è un disastro

Dai controlli fallibili all'aggiramento del blocco. Così non si ferma l'epidemia.

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Monrovia (Liberia), disinfezione anti Ebola per le strade.

Il virus ebola è uno dei più letali per l'essere umano.
OTTOMILA CONTAGIATI. L'epidemia attualmente in corso, che ha finora colpito circa 9 mila persone uccidendone circa 4.500, sembra tragicamente destinata a battere ogni record e a modificare in parte le conoscenze scientifiche che si avevano sulla malattia. Dalla natura del virus al numero di Paesi in cui si sono registrati casi di contagio, dalle modalità di propagazione dell'infezione ai sintomi tipici, fino alle misure messe in campo dai governi per tentare di contenere i danni.
EFFETTO PSICOSI. Di fronte alla psicosi che ha già fatto la sua comparsa in Occidente, sempre più spesso viene ipotizzato l'isolamento dell'intera Africa occidentale, la regione più colpita. Ecco, secondo Vox, perché farlo avrebbe conseguenze disastrose.

1. Il caso Duncan e la falla nei controlli

Dallas, disinfezione all'esterno della casa di Thomas Duncan, contagiato dall'Ebola.

Negli Stati Uniti l'ipotesi di rendere l'America del Nord irraggiungibile per via aerea dall'Africa occidentale è stata avanzata dopo il caso di Thomas Duncan, il cittadino liberiano che si è ammalato ed è morto di ebola a Dallas, arrivando negli States proprio con un volo intercontinentale.
SCALI SOTTO OSSERVAZIONE. Il governo ha annunciato un nuovo regime di controlli negli aeroporti per i viaggiatori provenienti dalle nazioni dove l'epidemia è maggiormente diffusa. I passeggeri partiti da Sierra Leone, Guinea e Liberia e diretti nei cinque aeroporti degli Stati Uniti che effettuano queste tratte (Jkf di New York, Newark, Washington-Dulles, Chicago-O'Hare e Atlanta) verranno sottoposti a un questionario per verificare il rischio di esposizione e verrà loro misurata la temperatura corporea.
IL PERIODO DI INCUBAZIONE. Tuttavia, misure di screening in uscita dall'Africa occidentale sono in corso già a partire dall'estate e nel caso di Thomas Duncan hanno fallito: il virus era ancora in incubazione nel suo corpo, dunque all'arrivo non aveva ancora la febbre. L'interessato, inoltre, ha semplicemente omesso di rivelare che aveva avuto stretti contatti con una persona infetta poco prima di mettersi in viaggio.

2. Il blocco aereo sarebbe aggirato

Controlli medici sul virus Ebola.

Nonostante ciò, l'idea di chiudere completamente le frontiere aeree tra l'Africa occidentale e il resto del mondo, per mantenere le persone al sicuro in Occidente, è combattuta all'unanimità dagli esperti di salute pubblica. Una misura del genere non potrebbe avere successo. Non fermerebbe la diffusione del virus e finirebbe con l'esacerbare la crisi in corso, aumentando il rischio di una pandemia globale.
Il blocco dei confini, infatti, verrebbe in qualche modo aggirato.
Secondo Tom Frieden, direttore del Centers for disease control and prevention (Cdc), «se i governi limitassero i viaggi e il commercio, la popolazione dei Paesi colpiti riuscirebbe a trovare comunque un modo per spostarsi. Ma tenere traccia dei movimenti in maniera sistematica diventerebbe molto più difficile».

3. Aiuti congelati, impossibilità di combattere la malattia

Chiudere le frontiere impedirebbe inoltre l'arrivo di aiuti nelle zone più colpite e renderebbe così più difficile arrestare il contagio. Il dottor Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, ha detto che «sigillare completamente i Paesi dell'Africa occidentale coinvolti dall'epidemia potrebbe paradossalmente rendere le cose molto peggiori, nel senso che non arriverebbero più forniture, non sarebbero più possibili gli aiuti in loco, né si riuscirebbero a importare i farmaci e gli strumenti necessari per contenere l'epidemia».

4. Le economie degli Stati colpiti sarebbero distrutte

Bloccare i traffici da e per Liberia, Guinea e Sierra Leone sarebbe una follia: un provvedimento del genere sarebbe devastante per le rispettive economie, e distruggerebbe i già limitati sistemi sanitari locali.
La Banca mondiale ha stimato che questa epidemia potrebbe costare ai Paesi colpiti fino a 33 miliardi dollari. Una cifra enorme, soprattutto se si tiene conto che si tratta di alcuni fra gli Stati più poveri del mondo. In conclusione, secondo gli esperti, il modo migliore per proteggere l'Occidente è proteggere gli abitanti dell'Africa occidentale, senza cedere alla tentazione di abbandonarli per paura al loro destino di morte.

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