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STORIE 15 Ottobre Ott 2014 0600 15 ottobre 2014

Scuola: i disabili di Napoli e il diritto negato

Barriere. Assenza di personale. Per 600 ragazzi l'anno non è ancora iniziato. Vd.

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da Napoli

La telecamera non la inibisce, anzi, appena vede il puntino rosso che brilla chiede alla mamma: «Come mi stanno i capelli?».
Questa è Gaia, una ragazzina di 12 anni con un gran sorriso e tanta voglia di parlare, di giocare, di fare le coccole. Ha cominciato da un mese la prima media presso l’istituto 35esimo Circolo - Scudillo a Napoli. Gaia conoscerà nuovi amici, nuovi insegnanti, imparerà nuove cose, nuove materie, ma non frequenterà i laboratori informatici e artistici, non prenderà parte alle riunioni di istituto, non parteciperà al cineforum. Perché? Perché nella sua nuova scuola l'ascensore non funziona.
Gaia è una bimba cerebrolesa dalla nascita, ha problemi motori e si muove solo su una sedia a rotelle. «Non so cosa aspettami. Ho paura che venga lasciata da sola in aula. Ma questa cos’è? Scuola dell’integrazione o dell’esclusione?». Marisa Tavano, la mamma di Gaia, è una donna forte e nella vita ha già vinto tante battaglie per permettere alla figlia di non essere emarginata, isolata.
PER 600 RAGAZZI LA SCUOLA NON È ANCORA INIZIATA. La storia di Gaia è una storia di esclusione, di diritti costituzionali negati, di ingiustizie subite. Solo perché si è diversamente abili, solo perché non si cammina sulle proprie gambe, solo perché non si riesce a parlare o a vedere o a sentire come gli altri. Troppe storie simili che colpiscono l'Italia trasversalmente, da Nord a Sud, ma che a Napoli diventano emergenze.
Dallo scorso 15 settembre nelle scuole superiori della città e della provincia mancano il trasporto pubblico e gli assistenti alla comunicazione. Per 600 ragazzi degli istituti superiori la scuola, a oggi, non è ancora iniziata.

Nel 2013-14 in Italia c'erano 209.814 alunni disabili assistiti da 110.216 insegnanti di ruolo o precari. © ImagoEconomica

Napoli: 0,4% del budget per assistenza e trasporto disabili

I finanziamenti dovrebbero arrivare dalla provincia di Napoli, il presidente Antono Pentangelo ripete da settimane come un mantra «la situazione è bloccata fino all’approvazione del bilancio dell’ente». Data dell’approvazione? Lo scorso 30 settembre. Quindi oggi si è fuori tempo massimo. Ancora Pentangelo: «Chiediamo a Roma di poter sforare il patto di stabilità per finanziare trasporti e welfare».
«QUESTI SOLDI SERVONO A BEN POCO». La provincia di Napoli, nello scorso anno, dei 430 milioni di euro messi a bilancio ne ha impiegati solo 1,8 per servizi di assistenza e trasporto disabili, ovvero lo 0,4%.
«Una miseria, soldi che servono a ben poco», denuncia a Lettera43.it Tony Nocchetti di Tutti a Scuola Onlus. «L’ente Provincia si occupa di 6.500 ragazzi disabili, di cui il 75% con patologie gravi e quindi titolari del diritto, eppure oggi ‘solo’ 600 non vengono assistiti nelle strutture scolastiche». Questo perché molti genitori hanno preferito iscrivere i propri figli in istituti privati anziché pubblici nella speranza di ricevere un’assistenza adeguata ma pagando fior di quattrini. «Non tutti possono permetterselo. È un diritto sacrosanto che viene negato».
DUE ORE DI SOSTEGNO IN CAMPANIA: IN E-R SONO 10. In Italia, secondo i dati del Miur, nell’anno scolastico 2013-2014 erano presenti 209.814 alunni disabili assistiti da 110.216 insegnanti di ruolo o precari. «Ogni allievo è seguito da un insegnante di sostegno per la metà del tempo scolastico effettivo», spiega Nocchetti.
In Campania i dati sono ancora più impressionanti, poiché ogni alunno disabile riceve circa due ore di sostegno la settimana rispetto alle due ore giornaliere previste nelle scuole dell’Emilia Romagna.
A questo bisogna sommare il problema delle nomine degli insegnanti precari che dovrebbero arrivare a fine ottobre ma anche questo per Nocchetti non basta: «Lavoreranno per 10 ore settimanali, otto in meno rispetto allo scorso anno».

Le barriere architettoniche rappresentano uno dei problemi principali per gli studenti disabili. © ImagoEconomica

I problemi: barriere architettoniche e mancanza di strumenti ad hoc

Nocchetti con la sua associazione ha messo su una petizione online per raccogliere le problematiche che genitori di figli disabili vivono ogni giorno, soprattutto quando hanno a che fare con strutture pubbliche. Barriere architettoniche, mancanza di assistenti materiali, assenza di strumenti adeguati per i disabili come sedie e banchi ad hoc, sono solo alcune di queste.
GLI SFOGHI DEI GENITORI. Alcune delle email giunte nella casella della posta elettronica di Tutti a Scuola Onlus sono sfoghi di genitori arrabbiati, appelli disperati di chi da solo non può farcela: «L'assistente materiale ancora non c'è, Francesco ha il pannolino e ogni volta che ha bisogno di essere cambiato la scuola chiama mia madre. Non capisco perché ogni volta che bisogna fare qualcosa mi devo sentir dire: 'Signora, purtroppo la situazione è bloccata'».
Barbara è esausta, così come Carmen, la mamma di Filippo: «Filippo è sprovvisto di ausili posturali, sta seduto in un passeggino normale pur non riuscendo a sostenere bene la testa. Non mangia a scuola perché le insegnanti non si vogliono prendere la responsabilità di farlo mangiare».
PERSONALE NON ADDETTO NÉ QUALIFICATO. «La dirigente scolastica, per sopperire alla mancanza di assistenti materiali per mio figlio, sporadicamente utilizza personale non addetto né qualificato a svolgere mansioni di assistenza ai disabili», denuncia la mamma di Luca, un bimbo con difficoltà psicomotorie.
La situazione al momento è ancora bloccata. Lo scorso mercoledì 8 ottobre genitori e associazioni si sono date appuntamento davanti Palazzo Matteotti, sede della provincia di Napoli. Hanno fatto sentire la loro voce, ma i loro appelli sono caduti nel vuoto. Ancora una volta.

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