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INCHIESTA 16 Ottobre Ott 2014 0600 16 ottobre 2014

Tav, lavori in ritardo: stop ai finanziamenti Ue

Il tunnel de La Maddalena è completo al 16%. Bruxelles: «Va finito entro il 2015». Ma Roma posticipa la scadenza. E può perdere 33 milioni di contributi europei.

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Se l'espressione 'capolinea' può sembrare al momento troppo ardita, si può parlare di un brusco rallentamento capace di compromettere l'umore dei passeggeri che ancora sperano in un arrivo a destinazione.
Lo stato d'animo in Val Susa è cambiato dopo la notizia che il progetto di linea ad Alta Velocità Torino-Lione (Tav) è destinato a perdere 33 milioni di euro di contributi europei a causa dei ritardi nella realizzazione del tunnel geognostico de La Maddalena di Chiomonte, tratto irrinunciabile per ottenere i finanziamenti. E la fonte non è da ricercarsi in qualche ciclostilato autoprodotto dal movimento NoTav, bensì in un annuncio governativo della stessa Ltf, la società italo-francese cui è affidata la realizzazione dell'opera.
CRAMER: «NESSUN ACCORDO DI FINANZIAMENTO». Ad accrescere il clima di incertezza hanno contribuito le parole del presidente della commissione Trasporti Michael Cramer, il quale, dopo avere incontrato il 14 ottobre alcuni attivisti NoTav, ha ricordato che non c'è ancora alcun accordo di finanziamento e che la sua entità sarà stabilita dopo un’analisi comparativa tra differenti progetti che verranno proposti entro la fine di febbraio 2015.

I lavori nel tunnel de La Maddalena, Chiomonte. © Getty

L'Ue: finire entro dicembre 2015. Ma i lavori sono in alto mare

L'11 giugno 2014 Ltf ha pubblicato un avviso di gara d'appalto per il monitoraggio ambientale sullo scavo del tunnel de La Maddalena, in cui si richiedeva di indicare il costo di tale servizio.
Servizio che viene così specificato: «Jusqu’au Pk 7+741 environ (qu’il est actuellement prévu d’atteindre en décembre 2016)», ovvero 7.741 metri di scavo che si prevede attualmente di raggiungere nel dicembre 2016.
Sul sito del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano il cronoprogramma dell'opera è ancora più pessimistico: la data prevista per la fine dei lavori è giugno 2017. Ben oltre la scadenza perentoria fissata dall'Unione europea (Ue) del 31 dicembre 2015.
SCAVATO IL 16% DEI 7.741 METRI DEL TUNNEL. Ltf aveva già annunciato nel marzo 2013 che avrebbe coperto i lavori di quanto realizzato fino al dicembre 2015.
A oggi, dopo 39 mesi dall'apertura del cantiere, è riuscita a scavare meno del 16% dei 7.741 metri del tunnel geognostico (come riportato sul portale della società). Al ritmo attuale, alla data del 31 dicembre 2015, gli scavi raggiungerebbero a malapena il 50% della realizzazione. Quindi metà dell'importo non verrebbe finanziato perché fuori tempo massimo.
«SERVONO SOLDI PUBBLICI PER ULTIMARE L'OPERA». Se per l'intero tunnel stiamo parlando di 131,6 milioni di euro, la parte non realizzata vale 65,8 milioni. Tradotto in finanziamento europeo, circa il 50%, è di 32,9 milioni.
«Ciò non significa che i lavori per la galleria geognostica di Chiomonte non saranno portati a termine», spiega a Lettera43.it Paolo Prieri di PresidioEuropa del Movimento NoTav, «ma se Ltf vorrà completare lo scavo ciò potrà essere fatto solo con soldi pubblici italiani senza alcun contributo europeo».

Hubert Du Mesnil, presidente di Ltf. © Getty

La Commissione: «Ritardi dovuti a difficoltà amministrative e tecniche»

La decisione C(2013) 1376 final della Commissione europea datata 5 marzo 2013 elenca tutte le difficoltà incontrate dall'opera. Ad esempio di come le analisi intermedie abbiano «evidenziato che il progetto registra un notevole ritardo dovuto a difficoltà amministrative e tecniche». I negoziati tra la Francia e l’Italia, si legge, «per quanto riguarda la nomina del nuovo promotore pubblico, la scelta della procedura di aggiudicazione degli appalti per i lavori pubblici e i contributi finanziari rispettivi dei beneficiari a favore del progetto nel suo insieme hanno portato a una revisione del calendario, senza tuttavia rimettere in questione il proseguimento delle attività».
«NON VOGLIONO FAR SAPERE COME STANNO LE COSE». Il documento prosegue: «In fase di elaborazione dell’atto aggiuntivo, si è constatato tuttavia che, per via di ulteriori ritardi, l’azione non potrà essere portata a termine entro il 31 dicembre 2015. Si è dovuto pertanto aggiornare l’ambito dell’azione per includervi unicamente le attività che potranno effettivamente essere realizzate».
«Per “ambito di azione”», riprende Prieri, «s'intendono i lavori previsti nella decisione della Commissione C(2008) 7733 del 5 dicembre 2008 riformata e ridotta nel marzo del 2013, compreso il tunnel geognostico de La Maddalena. Su pressione del nostro movimento, abbiamo ottenuto i documenti europei che comprovano l'intenzione da parte della Commissione di finanziare solo quanto sarà costruito a quella data. Se non ci fossimo impuntati quei documenti non sarebbero usciti. Ancora adesso non sono reperibili su alcun sito istituzionale: l'intenzione è quella di non far sapere come stanno effettivamente le cose».
IL MINISTERO DEI TRASPORTI NON COMMENTA. Lettera43.it ha cercato di ottenere una risposta dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e dal commissario Mario Virano, dato che il primo, nel luglio 2014, confermava che «i tempi di conclusione al 31 dicembre 2015 dell'intero tunnel saranno rispettati» e il secondo, un mese prima, che «gli scavi di Chiomonte per la Tav Torino-Lione stanno procedendo senza reali problemi ed è confermata la previsione di terminarli entro la fine del 2015». Al momento non è pervenuta alcuna risposta.

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