PERSONAGGIO 17 Ottobre Ott 2014 0615 17 ottobre 2014

Alberto Forchielli, il profilo del manager

Emiliano. Dai salotti tivù spara a destra e sinistra. Anche se Forza Italia lo vorrebbe arruolare. Chi è il Ceo del Mandarin Capital Management.

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Ha lavorato con Beniamino Andreatta e Romano Prodi ed è il blogger straniero più letto in Cina. Ma è anche un personaggio che buca il video e per questo, pur vivendo fra il Paese di mezzo, la Germania e gli Stati Uniti non disdegna di sedere nei salotti televisivi italiani (in particolare quelli di La7). Dove spesso è accolto come guru.
IL MANDARIN CAPITAL MANAGEMENT. Alberto Forchielli, 59 anni, imprenditore bolognese, è socio fondatore e amministratore delegato di Mandarin Capital Management, fondo di private equity che mette in contatto aziende europee e partner commerciali cinesi e presidente di Osservatorio Asia. Nel suo lungo curriculum ci sono le esperienze in Iri (l’Istituto per la ricostruzione industriale, liquidato nel 2002) e Finmeccanica. Ma anche quelle alla Banca Mondiale e come consulente di numerosi Paesi del Sudamerica.
DNA DEMOCRISTIANO. Sposato tre volte, padre di due figli, Forchielli è nipote dello scomparso Giacomo Dal Monte Casini, che a Imola ricordano come esponente di punta del Partito popolare italiano e della Dc (di cui è stato parlamentare dal 1948 al 1953). Uno cresciuto con una certa politica nel sangue, insomma. Ecco perché, almeno a sentirlo parlare, quella di oggi lo rende insofferente.
«Cuperlo e Renzi? Sono stato al Bilancio, agli Esteri con Andreatta, sono stato responsabile all’Iri con Prodi. È altra gente», rispose a chi alla vigilia delle primarie del Pd gli chiedeva un parere sui candidati a guidare la segreteria.
GLI ATTACCHI A LETTA... Ma soprattutto non ha peli sulla lingua. Caratteristica che lo rende un animale da talk perfetto.
A settembre dello scorso anno, a 24Mattino, disse dell’allora presidente del Consiglio Enrico Letta: «Il suo è un governo che fa solo cose sbagliate. Il premier è un 'bundaniere' (termine non identificato ma dalla spiccata vis onomatopeica ndr) in incognito, uno sparapalle che invece di pensare allo spread si beve gli spritz».
...E A RENZI. Molto duro anche il giudizio che, sempre nella trasmissione in onda su Radio24, Forchielli espresse su colui che di lì a poco prese il posto dello stesso Letta. «Matteo Renzi è più viscido di un’anguilla dentro a un preservativo. Se fai la doccia con lui, cade la saponetta e ti pieghi...».

Da «CCC-che-cazzo-contate» a «pugnette» e «Bungasconi»: il vocabolario

Alberto Forchielli a Hong Kong.

A dire il vero, Forchielli nelle sue arringhe è bipartisan. Nel mirino dell’imprenditore sono finiti un po’ tutti. «Bungasconi (Silvio Berlusconi, ndr) c’ha fatto male. Nel 1993 Beniamino Andreatta, che non era certamente di sinistra, mi disse: 'Forchielli, quest’uomo distruggerà l’etica del Paese'. E così è stato. Nel ’94, quando lui ha vinto le elezioni, sono andato a vivere a Singapore».
E che dire di Gianni Cuperlo? «È pesante come una pizza ai capperi a mezzanotte, sembra un testimone di Geova che ti suona alle 7 del mattino». In una puntata di Piazzapulita, poi, invitò l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni ad andare «a fare le pugnette» pregandolo di «non mettere le mani sui soldi».
«L’ITALIA È UN PAESE PERDENTE». Scarso apprezzamento per la politica ma anche bassa considerazione del sistema Paese. Per Forchielli, in questo momento «essere italiano è un grande handicap». Pochi giorni fa, su Twitter, si è domandato: «Ma non finiremo declassati a CCC? Ossia: Che-Cazzo-Contate?».


Per questo ha lanciato un messaggio ai giovani: «Andate via dall’Italia, non ci sono le premesse per una ripresa che possa riattivare l’occupazione. Dovremmo vivere un po’ delle rimesse dei migranti, come fanno in Bangladesh e nelle Filippine».
«GLI IMPRENDITORI CINESI? CRIMINALI». Fortunatamente Forchielli non ce l’ha solo con la sua terra d’origine. A dicembre 2013, all’indomani della tragedia di Prato che costò la vita a sette operai di un’azienda tessile cinese, bollò gli imprenditori del Dragone come «criminali e delinquenti» perché «cresciuti in un mondo corrotto e senza etica».
Pur essendo molto legato alla Cina, di recente l’imprenditore si è recato ad Hong Kong per essere vicino ai giovani del movimento Occupy. Con tanto di selfie in mezzo agli ombrelli della protesta.
«Questi ragazzi dettano il modello futuro del dissenso e stare loro a fianco è nostro dovere», ha scritto sulla sua pagina Facebook. «Sanno bene che non vinceranno mai contro Pechino ma ci provano lo stesso. La protesta continua di giorno e di notte, e pensare che noi la democrazia l’abbiamo sprecata e venduta».
UN FUTURO IN POLITICA? Parole che hanno il sapore di uno spot elettorale. Per Forchielli, infatti, non è da escludere un futuro in politica. Se alle ultime Europee ha dichiarato pubblicamente di aver votato per Scelta Europea, ora è Forza Italia che guarda a lui con grande interesse.
Simone Carapia, capogruppo del partito di Berlusconi nel Consiglio comunale di Imola, lo aveva lanciato come candidato alle Regionali in Emilia-Romagna del 23 novembre. Poi però, dopo una riunione ad Arcore, il partito ha scelto di appoggiare il leghista Alan Fabbri e il sogno è svanito.
O forse solo rinviato.

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